Babbo come si dice capelli, Capel?
Una palla vola sul tetto della scuola
col preside che vola
con tre coltelli in gola
col sangue che gli cola
bevendo coca cola
la vicedirettrice
con la mitragliatrice
uccide la maestra
e i bambini fanno festa
Disclaimer, che vuol dire tipo che adesso vi avviso, questo post non ha nessuna valenza scientifica ne pretende di averla, perciò voi cari amici che vi pascete a Wikipedia e Focus non rompetemi i coglioni. Tra l’altro non ha neanche una valenza religioso spirituale, perciò anche voi cari amici che andate a suonare i campanelli per spargere il verbo, continuate a suonarli e non rompetemi i coglioni pure voi. Ecco!
Io questa cosa del Big Bang non è che l’abbia mai capita molto. Sembrerebbe che il nostro universo sia cominciato con un’immensa esplosione, che prima dell’esplosione ci fosse una massa gassosa informe, che poi è esplosa e ha generato l’universo.
Ma quello che tutti dovrebbero chiedersi è, chi ce l’ha messa la nube di gas lì? E com’è che è esplosa, nel senso che io posso anche mettere una nube di gas in un posto qualsiasi, che ne so in soggiorno, ma se nessuno gli da noia quella si fa i fatti sua e poi si disperde, al massimo asfissia i portatori del verbo incautamente introdottosi nell’appartamento per spiegarmi come salvare la mia anima dalle tentazioni del maligno.
Ma non divaghiamo, dicevo della nube di gas, secondo me li non c’è arrivata da solo ma ce l’ha messa qualcuno, ma chi? Tenete conto che qui si sta parlando della genesi dell’universo, un evento epocale, più della caduta del muro di berlino, della guerra mondiale, dello sbarco sulla luna, di Silvietto che da della culona intrombabile a noisappiamochi.
Quindi una decina di miliardi di anni fa o giù di li qualcuno ha messo una nube di gas dove prima non c’era nulla, anzi dove prima c’era il nulla e doveva essere un nulla pesante, imponente, assoluto, un nulla in cui non c’era la luce, non c’erano i rumori, non c’era neanche l’assenza tanto era nulla, un nulla cosmico.
E secondo me per mettere una nube di gas in quel nulla lì deve esserci voluto uno sforzo sovraumano, così sovraumano da essere divino e se tanto mi da tanto uno sforzo divino può provenire solo da una divinità.
Ecco l’ho detto, io sono convinto che quel gas, lì, ce l’abbia messo qualche divinità e poi, dopo avercelo messo l’abbia fatto esplodere, una fiammata e Big Bang, questo deve essere stato il rumore, non Bam o Bum o Pam ma Big Bang, da li il nome, come testimoniato da chi ha assistito all’evento.
Ora non so a voi, ma a me il gas, la fiammata, l’esplosione, qualcosa in mente la fa venire, a voi no? Io non posso fare a meno di immaginarmi delle divinità annoiate che non sanno come passare il tempo, in fondo sono loro e il nulla, quel nulla che ti scava dentro, che assorbe le idee, i pensieri, quel nulla in cui tutto si dissolve.
Ci fosse stato anche solo un autogrill dove farsi un panino forse l’universo non sarebbe mai neanche nato, invece c’era il nulla, il nulla e un’accendino ed ecco che una delle divinità suggerisce “Ragazzi si prova a dare fuoco ad una scoreggia?”, una cosa innocente, giusto per ingannare il tempo.
Solo che il gas che esce dal culo di un Dio non è come il nostro, è un gas divino, un grumo di mondi immaginati, compressi nello stomaco di un’essenza superiore, sparati fuori con gli avanzi gassosi del suo pasto, sparati su una fiamma di accendino che li incendia e li fa esplodere proiettandoli in tutte le direzioni.
Così alla fine l’universo potrebbe anche essere un’enorme scoreggia divina cha da tredici miliardi di anni si sta espandendo, e ad essere sincero a me, qualche volta, annusando l’aria il dubbio mi viene.
Si calò giù dal letto finché i piccoli piedi non toccarono il pavimento, rimase un attimo in ascolto ma sentì solo il ritmo regolare di respiri addormentati.
Era quasi l’ora, ormai la notte aveva fatto il suo corso, era ora che arrivasse la luce.
Si inginocchiò e con la manina iniziò a frugare sotto al letto, le piccole dita afferrarono la bacinella dove ogni giorno raccoglieva i raggi di sole, era una bacinella speciale, non perché fosse fatta di un materiale particolarmente prezioso, ma perché l’aveva ricoperta dei suoi sogni. Aveva scoperto che i sogni avevano un potere unico, nascevano nel buio ma erano fatti di pura luce, così li usava per acchiappare i raggi di sole.
Tolse il velo di notte con cui la copriva e i raggi iniziarono a scappare da tutte le parti, illuminando le pareti della sua camera con lampi di luce talmente intensa da far male agli occhi. Ci provavano ogni volta, sembrava quasi che fossero attratti dalle tenebre, ma lei ormai era esperta e muovendo svelta le piccole mani li raccolse tutti e iniziò a formare una palla, sentiva il calore riscaldarle le mani e la luce intensa racchiusa nei piccoli pugni le rendeva di un rosa luminoso.
Chiuse gli occhi e si concentrò forte chiedendo ai raggi di illuminare la strada al suo babbo per farlo arrivare sano e salvo al lavoro, poi si avvicinò alla porta finestrà, l’aprì e gettò la palla nel cielo stellato, man mano che saliva diventava sempre più grande e luminosa, poteva vedere le altre palle salire dalle finestre buie delle case vicine, era come osservare una pioggia di luce che cadeva al contrario, dirigendosi in unico punto.
Il cielo iniziò a tingersi di un azzurro tenue che inghiottiva il nero della notte, chiuse la porta finestra e tornò verso il suo lettino, si chiese se anche il suo babbo avesse fatto lo stesso per il suo, quando era piccolo, ma in fondo non importava poi molto, chiuse gli occhi e si rilassò, aveva bisogno di nuovi sogni per attirare altri raggi di sole nella sua bacinella.
Perché la musica non la trovi, è lei che ti viene a cercare, ti scova, ti si attacca addosso e non ti lascia scelta, ha le chiavi dei tuoi ricordi, delle tue sensazioni, delle tue emozioni.
Non si fa annunciare, arriva e basta e ti prende, ti rivolta, ti entra dentro, sa chi sei, sa come farti vibrare. Ogni nota un immagine, una sensazione, un ricordo.
A volte è dolce, a volte è ruvida, a volte è passionale, a volte è tormentata ma ogni volta è ugualmente diversa nel farti rivivere te stesso
Volevo esimermi dal commentare le parole di Cassano, percné in fondo non c’è proprio niente da commentare, ma non ce la faccio, è più forte di me. Però io non ce l’ho tanto con Cassano, sarebbe come prendersela con il gatto se gli lasci il pesce in tavola e lui te lo mangia.
Vogliamo parlare di Cecchi Paone? Quando è un po’ che non si parla di lui se ne esce con qualche dichiarazione sui Gay, Madonna fa vedé le puppe e ce l’ha con il Vaticano, lui parla dei Gay svelando segreti che farebbero impallidire Fox Mulder. Ognuno c’ha le su fisse.
In nazionale ci sono due Gay, e lui lo sa perché con uno c’ha avuto una relazione e gli ha fatto il nome dell’altro e inoltre ci sono anche tre metro sexual, che notiziona, strano che non ne abbiano parlato i giornali di tutto il mondo.
E vogliamo parlare anche di quei simpatici “Giornalisti” che fanno la domanda e poi ridacchiano in sottofondo ogni volta che Cassano dice Froci? Chi è peggio? Considerando che se sei una persona dotata di un minimo di intelligenza e fai una domanda del genere a Cassano non puoi che aspettarti quel tipo di risposta.
Cassano dalla sua ha l’incapacità di intendere e di volere l’ha detto anche lui “se penso quello che dico”, ha proprio usato queste esatte parole “se penso quello che dico”, perché anche lui si rende conto che il parlare, nel suo caso, è un processo involontario dettato da cause esterne e indipendenti dal suo pensiero.
Concludo con il pensierino della sera, ma secondo voi è possibile che Cassano abbia pensato da solo alla parola Omofobia?
Stiamo passeggiando accompagnati dalle nostre conversazioni sul senso della vita:
- Babbo lo sai che essere miliardari porta alla morte.
- Perché porta alla morte?
- Babbo, i miliardari vanno in vacanza in barca e si portano due sacchi con i soldi. Però se uno dei sacchi gli cade in mare loro si buttano per riprenderlo ma non sanno nuotare e affogano…
- 20 min alla diretta
- Cribbio Angelino, dobbiamo fare un annuncio che sia memorabile, pensavo di rivelare che nell’area 51 tengono degli UFO
- Geniale, gli UFO, l’area 51, ecco perché lei è il sommo presidente massimo. Ma gli UFO sono comunisti?
- Non credo, forse potremmo rivelare l’esistenza del Chupacabra, ho visto un servizio di Giacobbo è proprio una brutta bestia. Già mi vedo i titoli da far pubblicare sui miei giornali: Il Chupacabra all’origine della crisi, questo animale comunista penetra nei caveau e succhia i risparmi degli onesti evasori
- 10 min alla diretta
- Geniale, illustrissima maestà, potremmo anche pubblicare un fotomontaggio dove i comunisti lo usano per succhiare le pensioni dei poveri pensionati
- Forse però è troppo esotico. E se annunciassi che i Comunisti mangiano i bambini?
- Con tutto il rispetto, vostra magnificienza, questa ve la siete già giocata in più di un’occasione
- Cribbio è vero, non ci credo più nemmeno io
- Potremmo lanciare il Presidenzialismo alla Francese
- 5 minuti alla diretta
- Ma cribbio Angelino, questa la tiro fuori ogni tre per due. E poi che annuncio è, dobbiamo trovare qualcosa di sensazionale che ci riporti in vetta. Potremmo dire che Bossi è un’alieno, basta guardare il Trota per averne conferma
- Non lo so vostra lungimiranza: potremmo spiazzare tutti dicendo che sappiamo chi è il vero responsabile dell’affondamento del Titanic
- 1 minuto alla diretta
- E se tirassimo fuori una profezia dei Maya? Quelli non passano mai di moda
- 10 secondi alla diretta
- I Maya?!
- 9 8 7 6 5
- …
- …
- 4 3 2 1 in diretta
- Dunque si, noi intendiamo rilanciare il Presidenzialismo alla Francese
- …
E’ da dicembre che non scrivo niente di nuovo su Fraublucher, in realtà è da un po’ che non imbratto di parole questo spazio digitale.
Prima c’era il treno, Piacenza Milano e Milano Piacenza, ore da riempire, viaggi infiniti senza una durata precisa. C’erano il caldo, il freddo, lo sporco, la puzza, la calca, le grida, i ritardi, la maleducazione c’era la voglia di accorciare il tempo, di piegarlo, dissolverlo fra mille parole e note sparate nelle orecchie.
Poi all’improvviso il tempo ha iniziato a contrarsi a diminuire e allora è rimasta solo la musica, che quella te la puoi portare ovunque, attaccata alle orecchie, sparata dalla radio della macchina, trasmessa dal telefono, la musica che non ti chiede niente se non ascoltare e a volte neanche quello.
E così piano piano le parole se ne sono andate, prima solo alcune, solo quelle più difficili come appropinquarsi o encefalico e poi anche quelle più facili, hanno iniziato a scomparire, a nascondersi. Gli articoli si sono portati via le preposizioni, i soggetti sono diventati irreperibili e le frasi hanno iniziato a sciogliersi come neve al sole, diventando sempre più inconsistenti.
Così quello che un tempo sembrava un processo indipendente dalla volontà, una creazione autonoma della fantasia che ti avvertiva quando voleva prendere vita e giustificarsi nelle parole scritte si è spento piano, piano o forse si è solo addormentato. Magari è ancora li, da qualche parte, solo un po’ stanco, fuori forma, abbattuto da dosi massicce di realtà, forse ha solo bisogno di un suo spazio, di una sua dimensione, di ricominciare a credere che tutto è possibile, che ci sono storie che meritano di essere raccontate.
Storie di Elfi dagli occhi rossi, di chi cerca il vero amore in un disegno di un bambino, di chi non si sente più il cuore nel petto, di chi perde tutto in un soffio di vento, di chi si fa cullare e portare via da un bozzolo caldo di pura energia, di chi crede e crederà sempre nelle favole. Forse basta solo ricominciare ad ascoltare, tendere l’orecchio a chi vuole raccontarti la sua storia per diventare reale, per acquistare forma e sostanza, perché alla fine non c’è niente di più vero dell’immaginazione
Telefonata intercontinentale da Las Vegas per sapere come sta la famiglia.
- Pronto chi parla?
- Ciao Lorenzo sono babbo, cosa fai?
- Ho appena fatto una scoreggia…


Seguimi su Twitter 