Il Presidente pacere

Non resisto, anzi non resistiamo, abbiamo cercato di fare finta di niente, di non pensarci. Ma è stato impossibile, quell’immagine fissa in testa che non se ne voleva andare, ferma come un fotogramma rimasto impresso nella retina di uno spettatore impazzito.

Così dopo aver finito il nostro pranzetto a base di costine di neonato alla griglia, abbiamo preso la fatale decisione; anche se questa ci avrebbe fatto passare da comunisti agli occhi della comunità internazionale, e cioé commentare la seguente dichiarazione:

“Ho cercato di appianare i contrasti esistenti tra Bush e Putin i quali mi hanno detto che il loro lungo colloquio di ieri sera è stato perfetto, e che tutto è rientrato. Tutti e due erano stati opportunamente preparati dal sottoscritto. Bush mi ha detto che ho ragione su Putin nel dire che è un uomo democratico, non è un comunista, uno di cui ci si può fidare”

Così a prima vista potrebbe sembrare un monologo di Grillo, e invece, come tutti ben sanno è stato pronunciato dal nostro Presidente del consiglio Silvietto. Forse non in questa forma, che sarebbe quella riportata da Repubblica, testata comunista di cui non ci si può fidare, ma comunque la sostanza è quella.

Ora io mi immagino una stanza del Kremlino con Silvietto in piedi e Georgino e Putin (Putino suona troppo male) seduti nei banchini come dei bravi scolaretti pronti ad essere preparati:

Silvietto (S): “Allora forza facciamo l’appello, Busc Dabliu George”
Georgino (G): “Presente”
S: “Putin Vladimir”
Putin (P): “Presente”
S: “Prodi Romano”
S: “Prodi Romano”
G,P: “Assente”
S: “Lo sapevo, questi maledetti comunisti, non ti puoi mai fidare, vabbé andiamo avanti senza di lui, ma quando lo vedo lo faccio sculacciare da Cesare”
S: “Allora vediamo chi interrogare oggi, George, allora ripeti cosa devi dire a Vladimir domani davanti alle televisioni di tutto il mondo”
G: “Sure, brutto comunista, pezzo di stronzo, se non fai quello che diciamo noi vengo li e ti bombardo finché gli orecchi non ti escono dal culo…” bang, bang, bang (preso dall’eccitazione Georgino spara una salva di colpi in aria con la sua 44 magnum)
S: “Ma no cribbio, ma cosa ti ho detto fino ad adesso, ma allora sei proprio un testone. Quante volte te lo devo dire. Vladimir è uno a posto, uno di cui ci si può fidare, io l’ho gia ingaggiato per fargli condurre il milionario l’anno prossimo al posto di Gerry Scotti. Voi due siete amici”
G: “Io non mi fido di quel russo mangiabambini”
S: “Cribbio George metti le mani sul banco” Staaaaang, Silvietto abbatte la sua bacchetta in legno di faggio sulle nocche di Georgino.
G: “Porc.. putt.. miseria ladra infame….”
S: “Vediamo se adesso ti è entrato in quella zuccaccia dura, ripeti quello che dirai a Vladimir”
G: “Noi americani siamo amici della Russia e di Putin”
S: “Bravo George, cribbio, vedi che quando ti impegni ottieni degli ottimi risultati”
S: “E adesso tu Vladimir, forza” Staaaaang, una bacchettata preventiva si abbatte anche sulle nocche di Putin.
V: “Porcac.. di quella lurida infame…”
S: “Su su, che non è niente, quando suonavo sulle navi ne ho prese di mazzate, ma non mi sono mai lamentato, non sono mica un comunista io”
V: “Noi russi siamo amici degli americani, e non ci sarà mai più una guerra fredda”
S: “Si cribbio, si, così mi piacete e ora a lavarvi le mani e poi a tavola, e visto che siete stati bravi vi farò anche vedere la televisione dopo cena…..”

Il Presidente pacere

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