San Silvio

San Silvio da Arcore

La mia anima è in pena e il mio sacro cuore sanguina per te Silvietto, finalmente ho capito, sono stato illuminato come John Belushi in Blues Brother, ho visto la luce, e come Emilio Fede mi sono innamorato di te.

Solo comprendendo il tuo grande sacrificio si può capire che persona meravigliosa sei, un santo, ecco cosa sei, e l’ho capito quando di fronte alle telecamere, con il tuo smagliante sorriso hai candidamente ammesso “San Silvio da Arcore ha fatto il miracolo”. E’ stato allora che ho sentito un alito di vento portarmi parole di speranza.
Ed è stato subito dopo che, per via dello spiffero che avevo in casa, mi è venuto il torcicollo, ma se devo soffire per te soffirò.

Pensa Silvietto, che come novello santo la tue bibbia saranno le pagine dei quotidiano che riempi ogni giorno con le tue parabole, ho una visione del futuro, di ciò che leggeranno fra mille anni i nostri posteri:

In quei giorni San Silvio da Arcore si trovava a passare in quel di Cernobbio, stava camminando sulle acque del lago quando la sua attenzione fù attratta dal workshop ambrosetti. Decise allora di andare a parlare alle folle per portar loro la lieta novella.

“Cari fratelli, mi sono sacrificato per voi dolendomi e lavorando giorno e notte per darvi, pace democrazia e prosperità”.

“Ma come mai allora hai fatto così poco”, mormorarono le folle.

“Non è vero, quella è una mistificazione del demonio, che si manifesta sottoforma di una Mortadellona ciclista con gli occhiali al capo di un orda di matti. Io e i miei discepoli siamo da dieci e lode”

“Oooooooo” mormorarono le folle.

“Vi dirò di più cari fratelli, io sono venuto fra voi a vostra immagine e somiglianza, ho calzato scarpe peblee, sono stato il presidente operaio, falegname, cuoco, carpentiere, minatore, ho vissuto i vostri drammi senza poter nemmeno recarmi in preghiera alle bahamas o al mio santuario Sardo.
Ma nonstante tutto ho resistito, e ora che il demonio tenta di corrompere le vostre anime, se cederete alle sue lusinghe io vi amerò lo stesso, andrò a Tahiti sulla mia barchetta a remi, e sarò un po più sollevato dal peso delle responsabilità”

“Noooo, non ci lasciare, non ci lasciare…” gridarono e piansero le folle.

“Cari figlioli, io per voi ho moltiplicato pani e pesci, ho duplicato i cellulari a mio figlio e ai suoi compagni di classe, ho creato ponti, inaugurato sei o sette volte lo stesso tratto di autostrada, ho eliminato la povertà da porto cervo, e ho fatto tanti altri miracoli.
Ma contro di me c’erano sempre le forze del male ad ostacolare ogni mio passo”

“Maledetti, maledetti, raccontaci Silvio raccontaci” urlarono le folle.

“Ebbene ho dovuto lottare contro gli scudi crociati che si presentavano sotto nuove forme tentando di disarcionarmi, ho ammaestrato le nere fiere romane, ho addestrato i verdi biscioni, sono passato indenne fra le sabbie mobili degli oscuri togati. E ho fatto tutto questo per voi”

“Ooooooooooooooo” mormorarono le folle.

Commosso da tanto affetto San Silvio si inoltrò fra la folla di fedeli che lo avvolserò nel loro caldo abbraccio.
Con la sola imposizione delle mani riusci a miracolare un cassaintegrato della fiat che diventò un rampante consulente finanziario di mediobanca, ad un’altro uomo seduto poco distante riuscì a ridurre le tasse del 65% con la sola forza dello sguardo, e prima di uscire moltiplicò le tessere per il digitale terrestre di mediaset e fulminò tutte le parabole di Sky..

Parola di San Silvio…

San Silvio

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