La talpa

L’altra sera, facendo zapping come al solito, mi sono imbattuto in quei mattacchioni della talpa. La trasmissione doveva essere nel punto in cui i partecipanti fanno il loro confessionale, dove finalmente possono piangere in tutta libertà.
Deve essere una cosa contagiosa, perché piangono sempre tutti, bastano cinque giorni lontani da casa e questi navigati teatranti non resistono all’emozione di sentire la voce della loro mamma, del loro fratellino, del cane o del disco di topo gigio che canta i più grandi successi di little tony.

Ma l’altra sera devo dire che la Perego ha toccato davvero il fondo, mi stava quasi più simpatica quando faveva da pacera fra i litiganti di forum. La scena era più o meno la seguente:

Primo piano di uno dei partecipanti, un ragazzo brasiliano, occhi lucidi, volto tirato, tutto lasciava ben sperare per una ricca frignata, di quelle da sono duro come la roccia, ma dentro ho un cuore talmente sensibile che se vedo un pulcino andare dietro alla chioccia, mi metto a piangere come un lattante.

E infatti chissà come mai, viene fuori che il padre del ragazzo è morto, calde lacrime iniziano a gonfiarsi negli occhi del sensibile pubblico, ma si vede che la Perego non deve averne viste scendere abbastanza, perché esordisce con un “il papà non è l’unica persona cara che hai perso vero?” “no ho perso anche la mamma”, le prime lacrime iniziano a bagnare il pavimento dello studio, “e anche il fratello vero?” “si anche il fratello”, a questo punto mi aspettavo quasi che gli dicesse “non hai mai pensato che potresti portare sfiga?” e invece soddisfatta dei visi rigati dalle lacrime, che il regista continua ad inquadrare in un balletto di primi piani che potrei anche definire osceno, dice al poveretto “ti ho visto giu e volevo farti parlare per tirarti un po su”…

E meno male che lo doveva tirare su, se voleva intristirlo cosa faceva? Legava il suo cuginetto ad una sedia e gli dava fuoco in diretta?

Se questo è rimasto l’unico modo per catturare l’attenzione degli spettatori e fare audience allora siamo messi proprio male, depresso da quello spettacolo indecente e da quello dato poco prima dai nostri politici a Ballarò, me ne sono andato a letto sperando per lo meno in qualche sogno soddisfacente.

La talpa

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