La Piscina

Ieri dopo mesi di inattività mi sono finalmente deciso a tornare in Piscina, e così ho preso il coraggio a quattro mani e in pausa pranzo sono andato a farmi qualche vasca.

Sono arrivato tutto contento, mi sono messo il mio costumino e, con evidente sprezzo del pericolo e della fatica, mi sono immerso in vasca. L’acqua fredda ha subito attivato la mia voglia di iniziare a mulinellare le braccia, già mi vedevo solcare la corsia come un predatore in cerca di cibo per saziare la sua atavica fame.

Mi sono calcato gli occhialini e mi sono dato la spinta, il mio corpo ha iniziato a fendere l’acqua della corsia, non ero ancora riemerso che già mi mancava il fiato, dopo ogni bracciata mi sembrava che l’acqua si facesse sempre più densa, quasi collosa, alla fine della prima vasca il cervello ha iniziato a subire i danni dovuti alla mancanza di ossigenazione. Ho iniziato a sentire delle voci lontane che mi chiamavano e mi dicevano di votare per Forza Italia alle prossime politiche, al che un fremito ha scosso la mia persona e cono uno sforzo sovraumano sono riuscito a portare a termine anche la seconda vasca.

Nonostante gli evidenti segni di cedimento fisico, ho stretto i denti e sono andati avanti a lottare contro la fatica e la mancanza di ossigeno, alternando vasche a stile con dorso e rana, alla fine della decima vasca ho visto papa Ratzinger che mi osservava sorridente dal bordo della vasca incitandomi a pentirmi per tutte le volte che ho copulato senza generare figli “la kontraccezione è pecato e anche la tisperzione tel seme”, ho chiuso gli occhi e quando li ho riaperti al suo posto c’erano Luttazzi, Santoro e Biagi che cantavano YuppiDu insieme ad Adriano Celentano.

Stremato dalla fatica e dalle allucinazioni ho pensato di chiedere aiuto ai bagnini perché mettessero fine alle mie sofferenze, ma è stato proprio in quel momento che un gigantesco nettuno è emerso dalla corsia veloce infilzando con il suo forcone uno sventurato che stava passando in quel momento.
Con un sorriso a 64 denti mi ha incitato: “dai compagno nuotatore, ancora qualche bracciata, la tua fatica è solo una montatura delle sinistre, cerca di essere ottimista per una volta nella vita, cribbio!” con la vista annebbiata dalla fatica, ormai prossimo al coma ho visto che il nettuno aveva la faccia sorridente di Silvietto, ma quello che mi ha salvato dall’annegamento è stata la sirena ai suoi piedi con la faccia di Fede che cercava di amoreggiare con lui. Ad una simile vista tutto il mio essere si è ribellato e per non impazzire definitivamente mi sono concentrato sullo sforzo fisico riuscendo a concludere la ventiquattresima vasca.

Stremato dallo sforzo ho raggiunto le docce dove ho cercato di lavare via la fatica. Ritemprato dalla doccia calda mi sono diretto agli spogliatoi, felice di avere allenato il mio fisico avvezzo solo a pigiare i pippoli e ingurgitare piatti di pasta, consapevole che quello sforzo immane sarebbe stato a malapena sufficiente a smaltire un panino con verdure crude.

Però nonostante tutto ero soddisfatto, ma la mia soddisfazione è durata solo fino a quando uno dei presenti, parlando con un amico, ha iniziato a disquisire sulla natura degli sport solitari come il nuoto: “si a me piacciono gli sport solitari, anche perché non devi contare su nessuno, è per quello che mi piace giocare a tennis, nuotare, fare snoboard e andare in bicicletta…” e perché non metterci anche campana, sputo del nocciolo e appallottolamento di caccole, avrei voluto dire, ma poi ho pensato alla visione di Fede e mi sono accontentato di essere sopravvissuto….

La Piscina

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