Abbasso la guerra

Che in Europa e in Italia il fronte contrario alla guerra in Iraq fosse un fronte trasversale è un fatto risaputo. Che includesse addirittura Silvietto invece nessuno lo sapeva. Almeno fino ad oggi.

Devo dire che la cosa mi ha confuso non poco, però con tutta questa stampa comunista che mette in bocca al premier parole mai dette, c’è da aspettarsi di tutto. E’ per questo che noi ci appoggiamo ad un’agenzia di stampa indipendente e non controllata dai partiti come l’Agenzia Ansia.

Come al solito siamo in possesso di una serie di scoop volutamente ignorati dalle maggiori testate italiane. Il primo riguarda la partecipazione di Silvietto a tutte le manifestazioni di Pace che si sono svolte prima e durante la guerra in Iraq. Nessuno se n’è mai accorto ma lui era sempre li in prima fila, oscurato ad arte dai leaderini di questa sinistra cialtrona: quando dietro a Fassino, quando dietro lo striscione, quando impallato dalla mole di Prodi, non riusciva neanche a fare le corna a nessuno.

Il nostro inviato è comunque in possesso di alcune foto che ritraggono le scarpe del premier sotto uno striscione, le scarpe sono riconoscibili dall’immancabile rialzo, però nonostante tutto la testa non è visibile. Bondi e Schifani stanno lavorando ad un panchetto mobile in grado di trasportare il Premier in modo da dargli visibilità e farlo svettare sopra agli striscioni.

L’altro scoop invece è un intervista al premier proprio per capire come mai nessuno sapeva di questa sua contrarietà al conflitto iracheno.

Arcore, il nostro inviato suona al citofono: “E forza italiaaaaaaa”
S: “Si chi è?”
I: “Mi scusi sono il presidente del comitato per la Santificazione di Bondi, stiamo facendo una raccolta di firme”
S: “Cribbio che bella idea, venga entri pure”
I: “Buongiorno, ma, ma lei è Silvio Berlusconi il presidente del consiglio, io sono un suo grande ammiratore”
S: “Si, si, sono io”
I: “Stasera quando lo dirò a mio figlio… lei non sà quanto apprezziamo il suo sacrificio personale per difendere l’Italia dal comunismo e da queste sinistre menzognere, che uomo. Ma senta un po.. non è che in confidenza mi direbbe com’è andato il discorso della guerra in Iraq”
S: “Ma certo Cribbio, io sono sempre stato contrario alla guerra come soluzione dei problemi e per portare la democrazia.”
I: “Ma allora scusi, perché non l’ha detto subito a Bush”
S: “Ma è la solita montatura di questa stampa manipolata dai comunisti. Tutto è cominciato quando io, il mio amio George, Vladimir, Tony e Aznar ci siamo trovati per la nostra partita di Risiko. Come al solito dopo i primi 15 minuti George aveva già perso la metà dei suoi territori, come stratega è una vera frana, e Vladimir ha iniziato a prenderlo per il culo: Voi americani siete delle femminucce senza palle mica come noi comunisti…”
I: “Veramente?”
S: “Si, si, al che io mi sono spaventato, ma non mi avevi detto che non sei comunista?! Non scherziamo su questo punto, ne ho fatto una questione d’onore in Italia. Sa com’è questi Leader politici devono essere presi per mano e guidati, è dura per me fare sempre da pacere, mi chiamano a tutte le ore del giorno e della notte per chiedere consiglio. Silvio di qui, Silvio di la….”
I: “Che uomo…”
S: “Insomma, per farla breve George si è incazzato: Dovevamo farvi fuori ai tempi della crisi Cubana, ha iniziato ad urlare e nell’impeto dello sfogo ha tirato fuori la sua quarantaquattro magnum e ha cominciato a sparare. Per fortuna che la sua mira è pessima ed è riuscito solo a rompere due vasi ming da 500 mila dollari.”
I: “E lei non ha fatto niente?”
S: “Io ho solo usato i miei poteri psichici per deviare le pallottole e far calmare George. Finito lo sfogo si è alzato in piedi, una luce bianca si è accesa su di lui e ha detto: Invaderò l’Iraq è Dio in persona che me lo ordina”
I: “Accidenti”
S: “Si le assicuro che è andata proprio così, però nessuno di noi l’ha preso sul serio, anche perché George è uno zero in geografia e io pensavo che si riferisse alla Kamtch.. Kantch… Kamutch.. si insomma a quella nazione con il nome a cazzo che c’è sulla mappa del Risiko. E così, come mia consuetudine l’ho un po preso in giro e gli ho detto: Ma certo George fa pure che ti presto anche un po delle mie truppe, avevo ancora tutti i miei carrarmatini e volevo fare bella figura”
I: “Quindi lei mi vorrebbe far credere che pensava si trattasse del risiko?”
S: “Ma certo lo sapevano tutti che non c’erano armi in Iraq, io per rendere la partita più realistica ho fatto preparare anche un dossier a Pollari”
I: “Allora ammette l’esistenza del falso dossier inviato dal sismi”
S: “Ma certo, solo che quel dossier era sulla Kamtch.. Kantch.. Kamu… insomma non mi riusciva pronunciarlo e gli ho detto scriviteci Iraq, il primo stato Africano che mi è venuto in mente.”
I: “Adesso capisco..”
S: “Certo, solo che poi, come al solito, la faccenda è stata manipolata dalla stampa comunista, mi hanno messo in mezzo e hanno fatto credere a George che io volevo la guerra, a quel punto lui per non perdere la faccia ha dovuto farla, ma eravamo tutti e due contrari”
I: “Era contrario anche Bush? Non posso crederci…”
S: “Ma si, nessuno voleva la guerra, è stato tutto un complotto ordito dai comunisti per farci sfigurare, lei non sa quanto possono essere diabolici…”
I: “Per fortuna che noi abbiamo lei che vigila per noi….”

Abbasso la guerra

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