La prima volta

Doveva ammetterlo, nonostante tutto iniziava a sentirsi un pò agitato, era sicuro che sarebbe andato tutto bene, anche se per lei era la prima volta lui aveva avuto esperienze a sufficienza.

Cercò di sorriderle per tranquillizzarla, ma invece di calmare lei si agitò ancora di più lui, doveva stare calmo, le aveva promesso che non le avrebbe fatto male, che sarebbe stato delicato, un nuovo trauma avrebbe potuto bloccarla per sempre.

A volte la cosa lo mandava davvero in bestia, la sua era una paura irrazionale, lui era stato comprensivo, non l’aveva mai forzata aveva aspettato che fossero sposati, era arrivato addirittura a farsi spiare di nascosto mentre lo faceva con una sua amica ma adesso lei doveva decidersi, sarebbe stato assurdo e pericoloso aspettare oltre.

D’altra parte sapeva anche che un bel po della sua paura era più che giustificata: nessuno tranne lui e la madre di lei sapeva del trauma che si portava dentro.
Quando era un’adolescente un’amico di suo padre ci aveva provato. Lei si fidava di lui, era un uomo buono e gentile, avrebbe messo la sua vita nelle sue mani, perciò quel pomeriggio quando lui le chiese di stendersi e rilassarsi lei lo lasciò fare. Fu così che dopo i preliminari di rito ed averla tranquillizzata ci provò.

Forse confidava anche lui nella sua esperienza e nell’ascendente che aveva sulla ragazzina, ma la reazione di lei fu tanto violenta quanto inattesa. Le grida richiamarono sua madre che irruppe nella stanza, trovando il poveruomo graffiato in volto e la figlia tremante e insanguinata.

Come spesso succede in questi casi la cosa passò sotto silenzio, come se niente fosse mai successo, e nessuno ne parlò mai più. Ma far finta che una cosa non sia mai avvenuta non serve certo a cancellarla. E così tutte le volte che le si ripresentava l’occasione o la necessità di farlo la sola idea la terrorrizzava.

Nessuno sembrava rendersi conto che lei aveva un problema, non era normale che fosse arrivata fino a venticinque anni senza farlo.
Molto probabilmente non ne avrebbe mai parlato neanche con lui se non avesse insistito a darle dell’immatura.

C’era voluto tutto il suo amore e la sua comprensione, ma alla fine ce l’aveva fatta, l’aveva convinta e adesso lei era li distesa disposta a lasciarlo fare. Le si avvicinò e iniziò ad accarezzarle il viso, poi avvicino le sue labbra al suo orecchio destro e le sussurrò “Stai calma amore mio, prometto che sarò delicato e leggero, vedrai che non sentirai dolore. Però non devi fare resistenza, chiudi gli occhi e pensa solo a quanto ti amo”.

La vide chiudere gli occhi e sentì che i muscoli di lei rilassarsi leggermente, fece un profondo respiro per calmare il tremore delle mani e iniziò a spingere. Era riuscito appena ad infilarlo quando la sentì irrigidirsi, ma lui continuò a spingere, pensava ormai di avercela fatta quando lei iniziò ad urlare e a dimenarsi “Stai ferma cara, così è peggio non riesco ad infilarlo..” ma non ci fù niente da fare. Avvilito lo tirò fuori e guardò il rivoletto di sangue che andò a macchiare il lenzuolo candido.

L’infermiera si avvicinò per aiutarlo ma lui la scostò con un gesto brusco, la paura per gli aghi di lei lo faceva sentire fuori posto, che avrebbe detto la gente se si fosse diffusa la voce che il primario del centro trasfusionale non riusciva nemmeno a fare un prelievo di sangue a sua moglie.

La prima volta

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