Prove aerodinamiche

Ritorna la serie alte prestazioni, quelle che solo io sono in grado di sfoggiare.

Stasera stavo tornando dal lavoro, però prima di poter andare a casa, sono dovuto passare a prendere il mi figliolo, che era dalla su nonna. Così prendo su il figliolo, la su borsa, la borsa dei panni stirati dalla mi socera e vado alla macchina.

E’ una bella serata, una leggere brezza mi solletica il viso, faccio per aprire la macchina, ma come al solito ho la chiave nella tasca sinistra, il problema è che con il sinistro reggo il figliolo e con la destra la borsa dei panni.

Non sapendo cosa fare poso la borsa dei panni sopra la macchina, sposto il bimbo dalla sinistra alla destra e inizio a frugare nella tasca per trovare la chiave. Apro la macchina e metto il bimbo sul seggiolone, lo lego e mi soffermo un attimo ad annusare l’aria della sera. Eh si! E’ proprio una bella serata.

Salgo in macchina, accendo lo stereo e la musica parte, ingrano la marcia e mi dirigo verso casa. Lo sguardo fisso sulla strada, le mani serrate intorno al volante, come qualcuno che è in attesa di qualcosa.

Mi fermo, con gesti misurati sposto lo sguardo da destra a sinistra, la strada è libera, accelero e mi immetto sulla via principale. Ancora pochi minuti e sarò finalmente a casa. Il mi figliolo continua a tenermi aggiornato sulla sua visione del mondo.

Inizio a rilassarmi, anche se quella strana sensazione continua ad essere li. Passo davanti al bar dell’Impero e mi sembra di cogliere un movimento nello specchietto, sarà un gatto che attraversa la strada.

Guardo di nuovo nello specchietto e vedo una marea weekend bianca, ho come l’impressione che mi stia seguendo, il mio istinto di segugio raramente si sbaglia. Continuo a guidare come se niente fosse, la marea è sempre li. Arrivo alla piazza del comune, svolto a destra, seguo la piazza del mercato e poi a sinistra, la marea è ancora li.

Farà la mia stessa strada, penso, anche se il mio istinto mi dice che non è così, e poi c’è ancora quella sensazione. Arriviamo al semaforo, rosso, aspetto, verde, prendo a destra per la salita che passa accanto al pronto soccorso, ormai sono quasi a casa.

La marea mi segue come un ombra, ecco, vedo là il cancello di casa mia, accosto, la marea mi affianca, l’autista tira giù il finestrino e mi fà un cenno, cazzo vole? Penso fra me e me.

“Scusi è lei che ha perso una busta di panni davanti al bar dell’impero?”

Mi chiede il tipo. La mia mente super allenata si riavvolge come il nastro di un video, e mi vedo tornare indietro fino alla casa della mi socera, stop. Avanti lento, ecco lo vedo, esco da casa della mi socera, poso la borsa dei panni sopra la macchina, cambio di braccio il bimbo, prendo la chiave, apro la macchina, sistemo il bimbo, respiro l’aria della sera, giro intorno alla macchina…

Zoom, panoramica su me che entro in macchina e la borsa che rimane sopra il tetto. Cazzo.

“Si mi sa che sono proprio io”

Rispondo cercando di darmi un tono e di non sembrare più coglione di quello che sono, anche se mi rendo conto che è un impresa disperata.

“Le ho sfanalato ma lei non si è fermato, se torna indietro la trova, c’erano i panni in mezzo alla strada”.

“Grazie molto gentile”

Giro la macchina e torno verso il bar dove dovrebbe trovarsi la mia borsa, con le mi camicie , le mutande, i calzini, gli asciugamani e i vestiti dell’erede. Arrivo al bar e della borsa nessuna traccia, intanto arriva anche il mio inseguitore. Faccio inversione e mi fermo di fronte al bar, scendo e il tipo mi indica l’altro lato della strada dove c’è la mia borsa.

Una delle anime pie del bar deve avere raccattato i panni e averli rimessi dentro, forse è una di quelle ragazze che si stanno sbellicando dalle risate. Con passo sicuro e sguardo fiero attraverso la strada, affero la borsa e torno alla macchina. Dopo aver ringraziato di nuovo il guidatore della marea bianca metto in moto e torno a casa.

La sensazione strana è scomparsa, eh si! E’ proprio una bella serata…

P.S. Prova aerodinamica: dato un corpo sopra il tetto di una macchina che viaggi ad una velocità costante, tale corpo non riuscirà a rimanere in equilibrio sulla stessa per più di 300 metri.

Prove aerodinamiche

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