Coglione IO (La macchinetta fa solo quello che le dice lei)

Ebbene per chi pensava che la mia personale guerra con le ffss fosse finita ecco pronta la smentita.

Come tutti si saranno accorti, anche quelli meno svegli, settembre ha lasciato il posto ad ottobre e il cambio di mese ha portato anche al rinnovo dell’abbonamento per chi come me pendola.
A mia discolpa posso solo dire che ci ho provato a fare il biglietto in biglietteria, ma ogni volta c’era una coda chilometrica che usciva dalla stazione. E visto che li nell’atrio c’è una comoda macchina per fare gli abbonamenti mi sono detto: “Ma perché Io, uomo tecnologico che ha i nanodroidi nel sangue ed è in grado di dominare ogni macchina controllata da un computer, devo fare la fila come questi poveri pezzenti?”.

Così ho lanciato uno sguardo di disprezzo a quei poveretti in fila e mi sono avviato verso la macchina. Quando la gente si è resa conto che io avevo il coraggio di sfidare l’arcana tecnologia delle ffss, un brusio colmo di ammirazione si è levato da quella massa informe di penitenti in coda.

E così mi sono ritrovato faccia a faccia con il nemico. Seleziono la partenza, c’è solo Piacenza niente di più facile, poi seleziono la destinazione Milano, esce una schermata con scritto su quali treni posso usare l’abbonamento, ma io mi faccio beffe di lei, le rido in faccia, l’uomo tecnologico non ha bisogno di istruzioni, l’uomo tecnologico sa per intuito come funzionano le cose, e poi è tardi, sono stanco ed ho fame.

Arrivo al punto in cui devo pagare, 74 euri, cazzo! Il mese scorso ne ho spesi 68, alla faccia dell’aumento, pago e ritiro il mio abbonamento. Lo alzo sopra la testa come un trofeo di caccia, un nuovo brusio si alza dalla massa in coda. Posso vedere l’invidia lampeggiare nei loro occhi, anche se a ben guardare mi sembra più compassione, vorrei urlargli “vi rode che io abbia fatto l’abbonamento in 2 minuti netti”, ma l’uomo tecnologico è avulso alla logica esibizionista e competitiva che anima i poveretti, così ho voltato le spalle a tutti e me ne sono andato.

La mattina dopo mi sono alzato di buon ora per prendere l’intercity delle 7 e 30 per essere presto in ufficio, visto che la sera dovevo venire via alle 17. Incredibilmente il treno è in orario, mi viene quasi da piangere. Il viaggio procede tranquillo, siamo quasi arrivati a milano quando arriva il controllore.

Inizia il suo giro di controllo e quando arriva a quella seduta accanto a me le dice “Signora con questo non può prendere l’intercity deve pagare il supplemento”. La poverina si giustifica, balbetta una scusa, ma io so che ci ha provato, ha fatto la furba. Le lancio un occhiata di disprezzo. Io in quanto uomo tecnologico avvezzo all’uso di attrezzature elettroniche so bene che certe cose non accadono per errore, non c’è spazio per l’errore nella fredda logica delle macchine.

Ecco che finalmente il controllore chiede anche a me di fargli vedere il biglietto, pregusto già il mio trionfo, finalmente quello stolto si renderà conto che ci sono delle persone capaci di avvalersi dei mezzi che l’epoca moderna gli mette a disposizione, il controllore guarda il biglietto poi guarda me e mi dice “anche lei deve pagare il supplemento”

“Come devo pagare il supplemento?”, “Si con questo non si può salire sugli intercity sono 6 euro” “Ma, ma” provo a giustificarmi, ma lo sguardo accusatore del controllore mi inchioda al sedile, si legge chiaramente che sta pensando “Ci hai provato, volevi fare il furbo…”, così oltre ai 74 euri della sera prima devo sborsarne altri 6.

Quando arrivo alla stazione quasi non riesco a camminare dallo shock, ma come è possibile. Faccio due conti veloci con la mia mente lucida ed allenata: allora lo scorso mese ho fatto l’abbonamento in biglietteria, ho speso 68 euri e potevo prendere gli intercity, questo mese ho fatto l’abbonamento alla macchinetta ne ho spesi 74 e mi hanno fatto pagare un supplemento di 6 perché ho preso l’intercity.

Solo una mente avvezza a calcoli complessi come la mia avrebbe potuto notare questa sottile contraddizione, prendo il vecchio abbonamento e controllo le cifre, abbonamento base da Pontenure a Milano 60,90 euri, supplemento per salire sugli intercity 8 euri per un totale di 68,90 euri.

Quindi pallottoliere alla mano e considerando che con il nuovo abbonamento non posso prendere gli intercity la differenza sale a 13,10 euri. Se poi si considera che il vecchio abbonamento era da Pontenure che è ancora più lontano da Milano si può tranquillamente arrotondare a 14 euro. Adesso mi rimane solo da capire il perché di questa differenza, forse qualcuno dei miei nano droidi ha mandato in cortocircuito la macchina degli abbonamenti, o forse l’FFSS ha colpito ancora, appena posso devo passare in biglietteria per avere la spiegazione di questa differenza.

Due sere dopo si presenta l’occasione, sono in anticipo e non c’è nessuno in fila, il bigliettaio, molto probabilmente adesso anche lui avrà un nome figo del tipo addetto alla movimentazione cartacea dei documenti di viaggio, sta facendo delle pile di monetine, sembra quasi di vedere un croupier con l’artrosi.

Provo a chiedergli in termini gentili il perché della differenza di prezzo fra i due abbonamenti, lui mi guarda un attimo e poi abbassa di nuovo lo sguardo sulla sua pila di monetine. “E lei cosa l’ha fatto a fare il biglietto alla macchinetta”. Bella risposta del cazzo, mi verrebbe da rispondergli, dove vi addestrano al cottolengo!!!

Mi limito ad un “Che discorso è, ho fatto l’abbonamento alla macchinetta perché in biglietteria c’era una fila chilometrica e ero di fretta”, “Ma la macchinetta fa solo quello che le dice lei”. A questo punto ho la visione di me che mi trasformo nel Dio Cinghiale, divinità dalla pelle setolosa che infesta i boschi Toscani infilzando le sue prede con gli incisivi sporgenti ed affilati, e irrompo nella biglietteria distruggendo tutto ciò che mi capita a tiro.

Sento che il tono della voce mi si sta leggermente alterando. “Mi prende in giro? Ho capito che la macchinetta fa quello che dico io e io ho fatto l’abbonamento da Piacenza a Milano, quello che non capisco è perché questa volta l’abbonamento mi è costato 74 euro.” Sempre senza guardarmi, l’emissario del male bofonchia la sua risposta, “Appunto qui glie lo facevamo da Pontenure. Ma lei perché ha fatto l’abbonamento alla macchinetta? La macchinetta fa solo quello che le dice lei”

La visione è nitida vedo le zanne che artigliano lo scellerato e lo aprono dall’inguine fino alla gola, vendetta, tremenda vendetta…
Cerco di recuperare un battito regolare e una voce tranquilla, “Va bene ho capito, ma allora posso fare il supplemento per gli intercity?”, la mia sembra una richiesta normale, facile da soddisfare.“No non è possibile, se vuole prendere l’intercity deve fare un supplemento di 3 euro ogni volta”

Vedo il cinghiale sgonfiarsi lentamente fino a diventare un criceto sconfitto dallo strapotere del Dio malvagio e multiforme che porta il nome di FFSS. Abbacchiato e sconfitto lascio la stazione sconsolato, e solo allora capisco, capisco che la macchinetta è una trappola ben congegnata, che le file alla biglietteria non sono dovute all’incapacità e la lentezza, ma è tutto un diabolico piano per spingere gli ignari viaggiatori ad usare la macchinetta.

Perciò ricordate, tenete bene a mente queste parole ogni volta che usate una macchinetta delle “FFSS”

La macchinetta fa solo quello che le dice lei…

Coglione IO (La macchinetta fa solo quello che le dice lei)

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