La mia banca è diversa

La mia banca è diversa recita un sorridente e pagato attore in un noto spot, anche se molto probabilmente dentro di se sta pensando “ma guarda te che cazzate mi tocca dì per portà a casa la pagnotta!”

Credo che chiunque in vita sua abbia avuto a che fare con una banca sappia quanto falsa sia quella affermazione.
In alcuni casi però questa frase può essere terribilmente vera.

Un paio di giorni fà, infatti, mi sono trovato nella necessità di dover fare un bonifico dal conto della mi moglie. Essendo io un uomo ipertecnologico ho accesso il mio portatile, mi sono collegato al sito dell’home banking, ho fatto tutto quello che dovevo fare, e solo quando sono arrivato a mettere la password dispositiva mi sono reso conto di non ricordarmela. Cazzo e ora?!

Devo telefonare in banca loro sapranno sicuramente aiutarmi. Così il giorno dopo telefono, l’impiegata è molto gentile ma sembra propio che l’unico modo di avere una nuova password sia quello di andare in banca. Questo è un problema visto che io lavoro a Milano e la mi moglie a Pavia. Però un attimo! Se non ricordo male nel palazzo dove lavoro c’è una filiale della banca. Perfetto basta che esca dieci minuti e il gioco è fatto!

Così ieri esco fiducioso dall’ufficio e vado in banca sicuro di risolvere tutti i miei problemi. Arrivo allo sportello e ci trovo un clone del maestro mazza, gli somiglia così tanto che mi viene quasi da chiedergli se è lui. Gli espongo il mio problema certo che il solerte impiegato pigerà due pippoli e mi risolverà immantinente il problema, in fondo siamo entrambi uomini tecnologici avvezzi all’uso del computer.

Sono già li pronto a memorizzare la nuova password quando il beota mi guarda come se fossi un alieno e mi dice “Non posso farlo deve andare dal suo gestore nella sua banca” vorrei fargli notare che quella è la mia banca! Però ho fretta e non ho tempo da perdere con un simile cialtrone, perciò sfodero un sorriso di circostanza e invece di prenderlo a selciate, come meriterebbe, dico “Un bonifico allora lo posso fare?” “ci mancherebbe” mi risponde con un sorriso altrettanto falso il villico “Riempia solo questi fogli”.

Carta, carta e ancora carta, siamo nel nuovo millennio circondati da tecnologie mirabolanti ma tutto passa ancora attraverso chili e chili di carta. Arreso alla brutalità e all’ignoranza di un sistema così antiquato compilo il foglio con tutti i dati necessari. Certo che alla fine il beota pigerà i pippoli per copiare tutto sul computer e mandare in esecuzione il mio bonifico, in fondo è solo un povero diavolo che cerca di fare il suo dovere.

Alla fine soddisfatto della mia opera la passo all’impiegato, questo mi guarda con il solito sorriso e dice “Perfetto adesso la mandiamo per posta a Castello così domani le faranno il bonifico”.

Per posta? per posta?! E perché non per piccione viaggiatore? O con il telegrafo? Ma roba da matti! Siamo nel 2008 quasi 2009 e in banca, nella banca che tiene in ostaggio i soldi della mi moglie, che ci tiene per i coglioni con un mutuo trentennale, per fare un bonifico da una filiale all’altra se lo mandano via posta. Non so perché ma in quel momento ho sentito un brivido freddo lungo la schiena e ho avuto l’immagine di me alla guida del titanic mentre grido alla mia famiglia “Tranquilli è solo un pezzo di acqua congelata”….

La mia banca è diversa

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