FFSS Nostalgia

Non avrei mai creduto di dover ringraziare le FFSS, io che pensavo che fossero il male personificato, la mia nemesi, il nemico di ogni pendolante, la negazione dell’efficienza, la mancanza di rispetto, la disorganizzazione organizzata, insomma per dirla in una parola una grande e grossa fumante merda sciorta, ho dovuto ricredermi.

Ma veniamo ai fatti nudi e crudi. Stasera, come quasi ogni sera da quando sono tornato a lavorare a Milano, sono arrivato in stazione alle 18 e 15, il regionale per Bologna delle 18 e 20 era segnalato sul binario 11. Tutto in regola quindi, tranne il fatto che il treno sul binario non c’era, insomma per farla breve siamo partiti con quei 15 – 20 minuti di ritardo che non guastano mai.

Ora prima di continuare vorrei parlare del Baraonda o la Barionda, come lo chiamava la mi pora nonna. Il Baraonda è un discobar che sta al Cinquale in provincia di Massa dove andavo insieme a mi amici quando ero ancora giovanotto, la cosa che più mi garbava era la musica che mettevano, un mix di heavy metal, hard rock, grunge e simili. Naturalmente la clientela rifletteva il tipo di musica e ci si trovava dal metallaro al punk abbestia al darkettone.

L’atmosfera era quella tipica della bettola con luci basse, coltre di fumo prodotta da canne e sigarette e, come ogni locale frequentato da giovani alternativi che si rispetti, bagni disastrati.

Mi ricordo che se uno voleva andare a pisciare dopo le 22 doveva firmare una liberatoria in cui sollevava il locale da ogni responsabilità in caso di morte per intossicazione. Sembrava quasi che la gente, in preda ai fumi dell’alcool e delle canne, non riuscisse proprio a centrare il buco, per terra ci si poteva trovare ogni tipo di sostanza organica, dalla pipì ai resti di pasti non digeriti.

Questa digressione si è resa necessaria per spiegare quello che mi è successo dopo aver abbandonato la stazione di Lodi. Quello che alla partenza da Milano era un leggero stimolo, dopo più di un’ora di viaggio, era diventata una pressione insopportabile sulla vescica, così, alla fine, mi sono deciso ad andare in bagno.

Quando ho aperto la porta una marea di emozioni mi ha travolto lasciandomi senza fiato, anche se forse a lasciarmi senza fiato è stato l’odore. In terra c’era quella patina nerastra prodotta dalla fermentazione delle pisciate che non avevano centrato il wc, il sedile era stato sbarbato e appoggiato in terra, dentro alla tazza c’erano resti di sigarette e le pareti avevano un colore che variava dal bianco al marroncino muffa con scritte e resti di oggetti non identificati.

Per un attimo mi è sembrato di fare un viaggio nel tempo e ho iniziato ad essere preda di un allucinazione, fuori dalla porta mi sembrava di sentire Enter Sandman a manetta, nell’aria c’era l’odore di canne e sigarette e le luci si erano abbassate. Quando sono uscito mi è venuta voglia di andare ad abbracciare il controllore e chiedergli una tennent’s super.

Poi lo sferragliare del treno e il puzzo di bruciato prodotto dalle frenate mi ha riportato alla realtà e mi sono di nuovo ritrovato sul vagone, in ritardo di più di mezz’ora ma con una sensazione di nostalgia, quella nostalgia che ti lasciano addosso i bei ricordi.

E io che pensavo che la sporcizia dei vagoni fosse dovuta all’incuria e alla disorganizzazione, che stupido! Chissa quanti altri frequentatori di locali tipo Baraonda hanno rivissuto dei bei momenti grazie allo stato penoso dei bagni che sono sui vagoni. Grazie FFSS, grazie di cuore…

FFSS Nostalgia

Rispondi