Luca era gay?

Come sarà venuto in mente al buon Povia di scrivere una canzone del genere? Di prim’acchito uno potrebbe pensare che l’obiettivo era quello di creare polemica ad arte, ancora prima dell’ascolto del brano, in modo che si parlasse più della sua canzone che dell’imminenza del festival.

Manco a dirlo, neanche dopo due secondi l’annuncio dei brani, c’erano gia quelli dell’arcigay e una dozzina di altre associazioni che protestavano, ma almeno prima ascoltatela la canzone, magari il testo dice “Luca era gay, adesso fa il dj ed è sempre più gay”, oppure “Luca era gay, poi si è fatto prete e ha scoperto i piaceri della pedofilia” insomma prima di criticare sarebbe il caso di aspettare.

Ma non è questo il punto, io in realtà ho una teoria alternativa sul significato della canzone, infatti il buon Povia fin dall’inizio ha dimostrato una profondità e un attenzione per il sociale non comune. Basta pensare al suo primo successo I bambini fanno oh, denuncia sociale della difficoltà di apprendimento delle vocali nei bimbi moderni. E poi ancora la coraggiosa Vorrei avere il becco, un testo denuncia che usa i piccioni per porre problemi scottanti. Chi non ha colto nel passaggio “Più o meno come fa un piccione l’amore sopra il cornicione” una denuncia spietata della corruzione odierna dei costumi e del dilagante esibizionismo, che porta alle più sconvolgenti perversioni.

Dopo due temi così profondi e scottanti, secondo me, il buon Povia voleva fare un tuffo nelle nostre radici, voleva dare per una volta un messaggio positivo andando a pescare nella saggezza popolare. Nella tipica osservazione della realtà, che attraverso la voce del popolo, si condensa in proverbi e detti popolari. Ed eccolo li che pensa e si chiede “Cos’è che fa girare il mondo?”, sicuramente i soldi e l’amore, ma si, certo, l’amore! Però una canzone di amore è un po banale, e per uno che usa i piccioni ci vuole sicuramente qualcosa di più incisivo.

Ecco il lampo di genio, quello che distingue l’artista dall’uomo della strada, sicuramente l’amore è la forza universale che fa fare le più grandi cazzate alle donne, ma in misura maggiore all’uomo, e a cosa anela ogni uomo maschio eterossesuale? Ma alla potta, certo la potta ecco a cosa doveva mirare, usare la saggezza popolare sulla potta e condensarla in una canzone. Chi non conosce i famosi detti

Tira più un pelo di topa che un carro di boi
Donna nana tutta tana
La fia ti fà la fia ti sfà

Effettivamente lui aveva pensato anche ad una versione omo, ma l’unici detti che aveva trovato erano

In tempo di guerra ogni buo è una trincea
Son tutti froci col culo dell’altri

Che effettivamente lasciano un po a desiderare, ecco che la sua scelta è caduta sull’arcinoto detto tira più un pelo di topa che un carro di boi, essendo gli altri due meno famosi. Solo che qui sono venuti fuori i primi problemi, non poteva certo scrivere una canzone il cui testo fosse

Tira più un pelo di topapa pa pa
che un carro di bo bo boi
Tira più un pelo di topapa pa pa
che un carro di bo bo boi

Improponibile, il Vaticano glie l’avrebbe bocciata subito, e poi doveva usare una metafora, qualcosa che sottolineasse il potere taumaturgico del pelo senza essere troppo scandaloso, avrebbe potuto anche usarla per condannare l’onanismo

Luca si toccava
la vista gli calava
e non era poi meravigliosa
la sua faccia brufolosa

rit:
Tira più un pelo di topapa pa pa
che un carro di bo bo boi

No anche così non poteva andare, ecco allora il colpo di genio,

Luca era gay e adesso sta con lei

Ma vi siete chiesti chi sia questa lei, come mai il buon Povia non dice un nome, avrebbe potuto dire

Luca era gay adesso sta con Jane

Ma non fa nomi, perché la lei a cui si riferisce è la potta, quindi questo altri non è che un inno alla potta, che il povero cantautore Milanese ha dovuto camuffare con una falsa critica all’omosessualità perché non gli venisse denunciata dal moige o dalla chiesa…

Luca era gay?

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