Potta di Marmo

Potta di Marmo
Fonte Corriere della sera

Come è risaputo qui amiamo parlare di arte, siamo grandi appassoniati di arte, ci nutriamo di arte, viviamo per l’arte anche se non ci si capisce una beneamata mazza, specialmente nell’arte moderna.

Con il progresso tutto avanza, si modificano le infrastrutture tecnologiche, si modificano le relazioni sociali e si modifica anche il linguaggio che le esprime. Questo processo di innovazione si estende a tutto e a tutti ed ecco che dove non c’è una vera innovazione si coniano nuovi termini per renderla vera o nuove forme di espressione per fare le stesse cose di prima.

Ecco che l’artista non fa più opere d’arte ma installazioni e performance, che chi mette giu le statue in una piazza si promuove regista dell’installazione e così via. La nostra personale sensazione è che alla fine si cerchi in tutti modi di fare scandalo in modo da avere un’ampia copertura dei media per sopperire alla pochezza delle opere.

Così negli ultimi anni si è avuto un fiorire di opere con cristi e madonne, culi, uccelli, potte, bimbi impiccati e chi più ne ha più ne metta. E ogni volta titoloni sui giornali per sottolineare il coraggio dell’artista, la sua capacità di scuotere gli animi e stronzate simili.

Ma veniamo al punto, se ho scritto questa sbrodolata è solo perché siamo di fronte all’ennesima provocazione d’artista, e indovinate un po qual’è il soggetto dell’opera incriminata?! Un passerotto di otto tonnellate? Un favollo (granchio peloso) alieno? Un cavallo con tre teste? Niente di tutto questo, ma bensì una bellissima fava di marmo di carrara alta un metro e ottanta.

Questa volta la statua è stata prontamente rimossa dal comune, si vede i due tipi che l’hanno fatta non erano abbastanza sponsorizzati, però a qualcuno deve essere venuta in mente l’associazione di idee pipi potta e si è ricordato di uno scomodo precedente, una potta di marmo addirittura imbullonata.

Ed ecco che subito eminenti critici, fra cui l’immancabile Sgarbi, ne hanno chiesto a gran voce la riabilitazione e lo spostamento in un luogo pubblico in modo che tutti possano ammirarla, perché la scultura in questione è stata piazzata in una casa di riposo.

Ma quale luogo più adatto per una simile opera d’arte, chi ha deciso la sua posizione è un genio, pensate all’omino ottantenne che passeggia per il parco e si ferma davanti alla scultura, una bella potta imbullonata, chiusa, serrata, come a dirgli caro mio finché eri giovane qualche giro ce l’hai fatto, ma ora non ti tira più, per te ormai sono una porta chiusa.

Direi che questa volta siamo di fronte ad un lampante esempio di arte che rappresenta in tutto e per tutto la realtà. O no?!

Potta di Marmo

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