L’inquietante odore della legge

Possiamo dire senza ombra di dubbio che la nostra agenzia è ormai l’unica in Italia a fare del serio giornalismo investigativo, inoltre non ricevendo finanziamenti pubblici e non avendo padroni è anche l’unica totalmente indipendente.

Ve lo dimostreremo in questo reportage, il nostro amore per la verità ci ha portato spesso in passato ad attaccare il nostro premier, ma questa volta siamo davanti ad una vera emergenza democratica: il paese è in mano a un drappello di comunisti senza scrupoli che vogliono sovvertire la volontà popolare.

Noi non ci volevamo credere, ma dopo i coraggiosi reportage di Vespa sul terremoto e la grande lezione di giornalismo data dal TG5 nel servizio sul giudice che ha condannato la fininvest a pagare 750 milioni di euri di risarcimento, abbiamo capito che non era più il momento di esitare, che dovevamo capire come stanno davvero le cose.

Naturalmente per fare questo abbiamo sguinzagliato i nostri abilissimi reporter, che quando fiutano una traccia ci si attaccano come delle zecche ad un cane pasciuto, ebbene quello che è emerso dalle loro indagini ci ha lasciato esterrefatti e impauriti dalla pericolosa deriva che la società dell’italico stivale sta prendendo.

Ma veniamo ai fatti che sono la materia prima di ogni buon giornalista e senza i quali tutto quello che viene scritto è solo carta straccia. I fatti sono che due nostri reporter si sono infiltrati nelle abitazioni di due dei giudici che hanno votato contro il Lodo Alfano, questi maghi del trasformismo, rischiando la loro incolumità, si sono travestiti da mobiletti da bagno per poter spiare i nostri obiettivi nella loro intimità.

L’indagine, come tutti i grandi scoop, è partita quasi per caso dalle confidenze fatte da una donna delle pulizie di uno dei due giudici quando era dal fornaio, la sconsiderata non sapeva che la pala da forno appoggiata al muro era in realtà un geniale travestimento di uno dei nostri inviati che stava conducendo un’inchiesta sulla qualità del pane e gli ingiustificati aumenti dei prezzi.

Da quelle poche parole, captate per puro caso, ha preso il via quello che potrebbe rivelarsi l’inchiesta più scottante del decennio, ebbene si, avete capito bene, quello che abbiamo scoperto farà tremare le basi della nostra, ormai fragile, democrazia.

Se siete ancora in piedi sedetevi e tirate un profondo sospiro, siete pronti? Ebbene questi due signori, questi esimi togati che si arrogano il diritto di giudicare, che fanno parte di una delle più alte cariche della magistratura, questi spregevoli esseri CAANO.

Lo so, è stato uno schock anche per noi, all’inizio non ci volevamo credere, ma le confidenze della donna delle pulizie hanno trovato riscontro nelle nostre indagini preliminari. Ingiustificati quantitativi di carta igienica acquistati di nascosto, tempi di permanenza esagerata nei cessi dei bar per giustificare una semplice pisciatina, segni rivelatori come tremende puzzette post prandiali ci hanno convinto ad approfondire la nostra indagine.

Così dopo estenuanti pedinamenti e intercettazioni ambientali di tremende flautolenze, i nostri inviati sono riusciti a introdursi nei bagni di questi due signori e si sono trovati di fronte all’angosciante verità.

I due togati cacano regolarmente tutte le sere nei giorni lavorativi, mentre nei giorni festivi, quando sono a casa, possono arrivare anche a due o tre sedute al giorno, a seconda di quanto mangiano.

Ma la cosa più inquietante è che la loro cacca puzza di merda, un paio di volte uno dei nostri inviati ha rischiato di perdere i sensi a causa dell’immondo fetore. Naturalmente prima di accusare persone innocenti abbiamo fatto analizzare la sostanza lasciata nel water dai due giudici, prelevata con estremo sprezzo del pericolo dai nostri inviati, l’esito delle analisi non lascia scampo: la sostanza in questione è proprio merda.

A questo punto ci chiediamo come questi signori abbiano potuto giudicare con imparzialità la leggittimità di una legge di merda che riguardava il nostro premier, il conflitto di interessi è evidente, mille dubbi e mille domande si sono rincorsi nelle nostre menti angosciate.

Chi ci garantisce che i due non abbiano tenuto in scacco l’alta corte sotto la minaccia di terribili puzzette? O ancora peggio abbiano lasciato le sedute per trastullarsi in questo osceno passatempo, imbrattando di escrementi i bagni dei palazzi dove veniva deciso il destino di uno degli uomini più potenti del nostro paese?

Queste domande sono quelle che dovrebbero farsi strada anche nelle vostre menti, miei cari lettori, ma non temete l’agenzia Ansia sta vigilando e vigilerà su quello che sta accadendo, nuovi scoop sono in gestazione proprio in questi frenetici giorni, rimanete sintonizzati sull’unica voce indipendente del giornalismo italiano e ne sentirete delle belle.

L’inquietante odore della legge

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