Il tappino

Oggi mi sento un po’ così, credo che sia il modo in cui ci si sente dopo aver subito un trauma, quella sensazione che è un misto di euforia e paura: euforia per essertela cavata con poco e paura per quello che avrebbe potuto succedere.

Me veniamo ai fatti nudi e crudi, per rendevi partecipi e per rispettare la privacy di chi era con me utilizzerò una ricostruzione tipo quella delle trasmissioni di nera.

E’ una bella giornata quando il signor Fraublucher esce dall’ufficio insieme ai suoi colleghi per andare a mensa, lui non lo sa ma oggi stà per vivere una brutta avventura, naturalmente nella nostra ricostruzione utilizzeremo dei nomi di fantasia.

Il signor Fraublucher con Gino, Pino, Lino e Mino si dirige verso la mensa e qui fa il solito gesto di tutti i giorni afferrando la bottiglietta da mezzo litro di acqua gassata e deponendola sul vassoio, un gesto che ha ripetuto migliaia di volte ma che questa volta porterà a delle conseguenze inimmaginabili.

Ecco che il signor Fraublucher pasteggia allegramente con i suoi amici discutendo delle origini dell’universo e del ruolo delle emorroidi a grappolo nella poetica di Flaubert. Finito il pranzo il gruppetto passa dal bar a prendersi un caffè, dopodiché ritorna in ufficio.

Ognuno si siede davanti al suo portatile pronto a ricominciare a lavorare, ma prima di riprendere a pigiare i pippoli si concedono ancora un po’ di tempo per concludere le loro dissertazioni filosofiche. E’ a questo punto che il signor Fraublucher fa quello che ha fatto tantissime volte, tira fuori la bottiglietta di acqua gassata piena a metà, presa in mensa, e inizia a stapparla.

Non ha ancora fatto fare mezzo giro al tappino quando questo esplode letteralmente con un boato, per qualche ragione sconosciuta la pressione all’interno della bottiglietta aveva raggiunto livelli altissimi. Il tappino impazzito schizza verso l’alto colpendolo nella guancia proprio sotto l’occhio, un centimetro più in alto e il signor Fraublucher avrebbe potuto riportare seri danni.

Gli amici Pino, Lino e Mino osservano atterriti la scena mentre Gino, che era rimasto fuori dall’ufficio, irrompe nella stanza richiamato dal boato. Alla fine tutti tirano un sospiro di sollievo per quella che avrebbe potuto essere una tragedia e si è risolta con una guancia arrossata.

E poi dice che fare il pigiapippoli non è un mestiere pericoloso…

Il tappino

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