La visita (Il viaggio)

La visita (Il ricordo)

Quando scesi nella Hall dell’albergo erano ormai le nove, pagai il conto e mi misi in viaggio, forse sarebbe stato più prudente aspettare il giorno successivo, ma non volevo rimanere un minuto in più in quella stanza, sembrava che tutti gli spettri del mio passato ne avessero impregnato le pareti ed ero certo che se fossi rimasto li sarei impazzito.

Viaggiai tutta la notte facendo un paio di soste per mangiare qualcosa e imbottirmi di caffè, nonostante tutto mi sentivo abbastanza in forma e poi guidare mi aiutava a concentrarmi su qualcosa di reale, mi permetteva di rimanere ancorato al presente tenendo lontano gli spettri del passato.

Arrivai a destinazione alle prime luci dell’alba, un timido sole iniziava a ridare i colori al mondo, le note del verde e del marrone primeggiavano su tutto interrotte da sprazzi di giallo, rosso e arancione, la strada si inerpicava sul fianco della collina girando intorno agli uliveti. Imboccai la stradina sterrata e parcheggiai la macchina sotto una delle grandi querce che delimitavano lo spiazzo di fronte all’ingresso principale.

Uscì dalla macchina e mi fermai un attimo ad ammirare il panorama, da quel punto si riusciva quasi a vedere il mare e se ne sentiva l’effetto sull’aria frizzante e profumata. Mi avviai verso l’entrata con il rumore familiare della ghiaia che scricchiola sotto la suola delle scarpe, aprì l’imponente cancello, essere famosi ha anche i suoi lati positivi, e imboccai il primo vialetto sulla destra, loro erano li che mi sorridevano, la lapide di marmo era ancora bagnata dalla rugiada mattutina e luccicava sotto i primi raggi del sole, mi accovacciai sui talloni e passai la mano sulle foto, non li avrei lasciati mai più soli.

Fine

La visita (Il viaggio)

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