Immaginificando

E’ da dicembre che non scrivo niente di nuovo su Fraublucher, in realtà è da un po’ che non imbratto di parole questo spazio digitale.
Prima c’era il treno, Piacenza Milano e Milano Piacenza, ore da riempire, viaggi infiniti senza una durata precisa. C’erano il caldo, il freddo, lo sporco, la puzza, la calca, le grida, i ritardi, la maleducazione c’era la voglia di accorciare il tempo, di piegarlo, dissolverlo fra mille parole e note sparate nelle orecchie.

Poi all’improvviso il tempo ha iniziato a contrarsi a diminuire e allora è rimasta solo la musica, che quella te la puoi portare ovunque, attaccata alle orecchie, sparata dalla radio della macchina, trasmessa dal telefono, la musica che non ti chiede niente se non ascoltare e a volte neanche quello.
E così piano piano le parole se ne sono andate, prima solo alcune, solo quelle più difficili come appropinquarsi o encefalico e poi anche quelle più facili, hanno iniziato a scomparire, a nascondersi. Gli articoli si sono portati via le preposizioni, i soggetti sono diventati irreperibili e le frasi hanno iniziato a sciogliersi come neve al sole, diventando sempre più inconsistenti.

Così quello che un tempo sembrava un processo indipendente dalla volontà, una creazione autonoma della fantasia che ti avvertiva quando voleva prendere vita e giustificarsi nelle parole scritte si è spento piano, piano o forse si è solo addormentato. Magari è ancora li, da qualche parte, solo un po’ stanco, fuori forma, abbattuto da dosi massicce di realtà, forse ha solo bisogno di un suo spazio, di una sua dimensione, di ricominciare a credere che tutto è possibile, che ci sono storie che meritano di essere raccontate.

Storie di Elfi dagli occhi rossi, di chi cerca il vero amore in un disegno di un bambino, di chi non si sente più il cuore nel petto, di chi perde tutto in un soffio di vento, di chi si fa cullare e portare via da un bozzolo caldo di pura energia, di chi crede e crederà sempre nelle favole. Forse basta solo ricominciare ad ascoltare, tendere l’orecchio a chi vuole raccontarti la sua storia per diventare reale, per acquistare forma e sostanza, perché alla fine non c’è niente di più vero dell’immaginazione

Immaginificando

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