1992

Falcone e Borsellino
Immagine da ilPost

Ci sono stati momenti in cui ho pensato che questa fottuta nazione ce l’avrebbe fatta, si sarebbe data una scossa, avrebbe finalmente voltato pagina.

Ci sono stati momenti in cui ci ho creduto davvero, ma poi sono passati, soffiati via dal vento. Come quando d’estate un ammasso di nubi nere arriva ad oscurare il cielo, e tu senti che pioverà, lo senti nella brezza che si alza e ti asciuga il sudore addosso, facendoti dimenticare per un attimo l’afa e la calura estiva e ti senti sollevato, aspetti il tuono e il lampo pregustandoti le prime gocce di pioggia sulla pelle.

E le gocce arrivano, ti si arrovesciano addosso, ma è solo un momento, poi i tuoni si allontanano, si portano via tutto, il frastuono diventa solo un vociare sommesso, un leggero brontolio in lontananza e le gocce rimaste a terra si sollevano a saturare l’aria rendendola ancora più soffocante di prima.

Del temporale rimane solo il ricordo, la sensazione che per un attimo una tempesta avrebbe spazzato via tutto ripulendo l’aria e rendendola di nuovo respirabile.

1992

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