sessanta anni fa, 6 agosto 1945, venne sganciata l’atomica su hiroshima, il risultato furono 140 mila morti e la distruzione totale della città.

Chissà se anche da noi arriveranno gli eccessi dell’edizione inglese del grande fratello. Li non scherzano mica, altro che bacini e pipatine nascoste sotto trapunte. Una delle partecipanti, Kinga Karolczak di 20 anni dopo essersi ubriacata ha simulato scene di sesso con un cane gonfiabile, ma visto che la bestiola di gomma non era abbastanza reattiva ha pensato bene di continuare con una bottiglia, per finire slinguazzando due dei coinquilini della casa. Naturalmente non sono mancate le solite critiche scandalizzate, della gente “perbene” turbata da cotanta esuberanza, e naturalmente non è mancato il pentimento, con tanto di lacrime, della giovane: la poverina ha riconosciuto di avere fatto una cosa orribile, anche perché alla fine hanno dovuto abbattare il cane, che dopo le attenzioni della procace ventenne continuava a gonfiarsi. Prima del gesto estremo la produzione ne ha provate di tutte, ricorrendo anche al dottor doolittle e addirittura facendogli vedere, come gesto estremo, una foto di Michael Jackson, ma non c’è stato niente da fare e alla fine hanno dovuto bucarlo con uno spillone da balia. Sembra che le ultime parole della povera bestiola siano state pffffffff prrrrrrrrr pffffffffff. Ma il cane non è l’unica vittima, la bottiglia usata da Kinga è ricoverata in forte stato di shock al Bottle Asylum (famoso manicomio per bottiglie turbate ndr) di Londra. I valenti psichiatri dell’ospedale disperano di salvarla. Secondo il primo bollettino medico ufficiale la bottiglia ha subito un forte shock, ed è dal momento del ricovero che continua a ripetere la stessa frase: “che tappo…, che tappo…, che tappo….”. Il primario prof. Cav Atapp sostiene che la bottiglia, abituata ad avere in testa un tappo di latta, abbia perso il senno quando si è ritrovata in testa l’intimità (ma come sono fine e colto) di Kinga.
Comunque nonostante le critiche piovute sullo show, durante la performance della bionda inglesina lo share è schizzato alle stelle, in fondo chi guarda non aspetta altro….
La sera leoni la mattina coglioni
JJ Rambo
Super stra fanta mega PUPPAAAAAAAAAAAAAAA
Credo che praticamente ogni persona in italia conosca ormai questo numero. Ci stanno martellando di pubblicità a più?? non posso, per farci usare questo mirabolante numero, e io come un coglione ci sono cascato. Già in passato avevo avuto seri problemi con il 12, forse sono solo sfortunato, ma in tre chiamate due volte non mi hanno trovato il numero, e una, ho chiesto un numero di una concessionaria citroen di Piacenza e me ne hanno dato uno in provincia di Reggio Emilia, non che mi possa lamentare, in fondo almeno la regione l’avevano presa. Perciò?? è stato con un po di titubanza che ho chiamato il nuovo numero, in fondo i due biondini della pubblicità sembrerebbero in grado di risolvere qualsiasi problema. E così telefono, il mio obiettivo ?? trovare il numero del negozio della Decathlon a San Martino Siccomario, in provincia di Pavia. Parte la voce registrata, in sottofondo la musichetta della pubblicità, “892892 ti da i numeri che vuoi”. Mi risponde un operatrice, voce gentile e accomodante, carica di promesse.
F: “Vorrei il numero della Decathlon di San Martino Siccomario, Pavia”
O: “De..? Potrebbe farmi lo spelling”
F: “D come Domodossola, E come Ermellino, C come Catania, A come Arezzo, T come Tora Tora Tora, H come Acca, L come Lontra, O come Ovomaltina, N come Napoli”
O: “Allora Declathon, San Martino?”
F: “Decathlon San Martino Siccomario”
O: “No mi dispiace Declathon non trovo niente, ?? sicuro?”
F: “Decathlon, si, San Martino Siccomario, con due C”
O: “San Martino Siccomario… no mi dipsiace ma non mi da niente”
F: “Provia Pavia, forse ?? sotto Pavia”
O: “Declathon, Pavia.. no mi dispiace non mi da niente, sicuro del nome”
F: “Decathlon, si sono sicuro, ?? un negozio di una grande catena di articoli sportivi, strano che non ci sia”
O: “No mi dispica ma non mi da niente”
F: “Va bene”
O: “Buona Giornata”
F: “Grazie”
Alla fine della telefonata i coglioni mi giravano un po, anche perché dovevo cercare da solo il numero fin dall’inizio, solo che ho pensato stupidamente che telefonando avrei fatto prima. Accendo il computer, mi collego ad internet e vado su pagine bianche, Decathlon – San Martino Siccomario, et voilà il gioco ?? fatto.
Ora mi chiedo, ma invece di buttare tutti quei soldi in pubblicità non farebbero meglio ad addestrare il personale come si deve….
Il risveglio dal sogno forse uccide mai tradisce
M. Agnelli
Agenzia ansia freschissima di stampa:
E’ di questi minuti la notizia di un nuovo caso letterario, dopo le dure critiche da parte della chiesa ad Harry Potter, è Pinocchio a finire nell’occhio del ciclone. Sono molti gli aspetti inquietanti, contrari alla morale, della fiaba di collodi. Ecco cosa si legge nel segretissimo rapporto degli 007 del Vaticano, che solo noi siamo riusciti ad avere:
Rapporto dell’Agente Spirituale ma6biscaccaero
Dopo aver esaminato la pubblicazione di tal Carlo Lorenzini, detto Collodi, ho rilevato i seguenti fatti inquietanti che vado ad elencarvi:
Primo fra tutti il fatto che un falegname riesca a fare da solo un bimbo, anche se di legno, con una sega e una pialla. Un becero esempio di fecondazione eterologa fra essere umano e legno, e poi chi ha messo in cinta l’albero? chi è il padre? Interrogativi inquietanti che rimarrano per sempre senza risposta.
Ma andiamo avanti, pesanti ombre si allungano anche sulla figura di Geppetto, il padre putativo del burattino, qual’è il suo legame con Mastro Ciliegia? e poi perché non ha messo su famiglia? Non solo fecondazione eterologa, ma addirittura un single, in odore di omosessualità, che adotta un bambino. E poi perché scegliergli come mestiere il falegname? Tutti sanno che uno degli strumenti più usati dai falegnami è la sega (simbolo di masturbazione), non poteva fargli fare il pasticcere (Pinocchio sarebbe stato un dolcetto di pasta frolla), o l’operaio metalmeccanico (Pinocchio sarebbe stato di alluminio).
Già questo basterebbe per far mettere all’indice la pubblicazione che da generazioni travia i nostri ragazzi.
Ma andiamo ancora più avanti, come mai l’autore fa parlare il burattino con un grillo? si è mai visto qualcuno parlare con un grillo? Chi ci dice che pinocchio invece di spazzare la segatura non la sniffasse, questo potrebbe spiegare le allucinazioni che gli facevano credere di parlare con un grillo.
Potrei andare ancora oltre, e citare il losco legame fra la fatina dai capelli turchini e il burattino, cos’era che attirava la fatina? Forse il fatto che gli si allungasse il naso a comando? E perché una fatina dovrebbe intrattenere rapporti con un minore anche se di legno. Non parliamo poi dei vari animali coinvolti, dal gatto e la volpe, al cane melampo fino ad arrivare il mulo, animale leggendario per la dotazione genitale.
La mia conclusione è che questo scritto possa profondamente traviare le menti dei giovani lettori, incapace di distinguere il vero dal falso, portandoli a credere che chiunque possa generare figli utilizzando semplicemente una sega, una pialla e un pezzo di legno.
Come avete potuto constatare il rapporto è davvero inquietante, e noi che pensavamo che fosse solo una semplice fiaba….
eh si, devo dire che un po mi mancava, non si era più sentito dire niente. Ma proprio quando meno te lo aspetti, ecco che una statua si muove, o piange, o ride o fa tutto tranne quello che dovrebbe fare una statua e cioé stare ferma. Questa volta è toccato alla statua della Madonna di Acerra, un gruppo di donne se n’è accorto mentre stava facendo le pulizie nella chiesa, chi dice di aver visto muoverle i ginocchi, chi le pieghe del vestito, chi giura di averle visto fare un passo di merenghe, insomma la statua s’è mossa. E così è scattato il tam tam popolare che ha portato sul posto migliaia di fedeli, molti dei quali muniti di telefonino per immortalare le mosse della statua, anche perché i soliti miscredenti dubitano che una statua riesca a muoversi. E allora tutti pronti, telefonino in alto e via allo scatto selvaggio, non si sa mai che la statua alzi un braccio o pieghi la testa quando nessuno guarda, in fondo è risaputo che le statue sono dispettose. Stanno li immobili, ferme, senza fare un fiato per giorni, anni, secoli e poi all’improvviso tlac: si muovono, nessuno può prevedere quando o come, magari proprio in questo momento il mezzobusto di Beethoven che avete in salotto vi sta suonando il piano e voi non lo saprete mai. A pensarci bene anche io ho avuto delle esperienze mistiche: una volta, quando ero più giovane, stavo tornando a casa, mi ricordo che la strada era male illuminata, i lampioni erano spenti e una brezza gelida soffiava facendomi accapponare la pelle. Ad un tratto le case iniziarono a muoversi, tutto si fece più buio e una voce iniziò a chiamarmi, in un solo attimo capì che quello era il mio momento, venivo giudicato per la mia vita dissoluta. Crollai in ginocchio in lacrime chiedendo perdono, poi una luce abbagliante mi illuminò e un frastuono riempì lo spazio circostante, fumi nauseabondi ammorbarono l’aria, e squilli di trombe infernali mi lacerarono i timpani. Fu solo quando sentì una voce imperiosa gridare “Spostati stronzo”, che capì di essere entrato in un garage e che ero inginocchiato davanti ad un gippone (ora detto suv, ma a quel tempo si chiamavano gipponi). Alla fine riuscì a tornare a casa barcollando e mi venne il dubbio che le mie visioni, più che da una crisi mistica, fossero state effetto delle troppe tequila bum bum….
Ebbene si, devo dire che un pò me ne ero ammoscato, avevo subodorato il marcio. Anche i miei cavallini avevano capito che c’era qualcosa che non andava, eh si, a loro non la si fa. Sarà per quella faccetta da bimbo bravo, da onesto, quello che non dice mai bugie, che protegge i più deboli, che è coraggioso, insomma avete capito.. Di chi sto parlando? Ma niente popò di meno che di Harry Potter, il maghetto inglese inventato dalla Rowling. Andate a comprare i libri! a buttare via i soldi, per fortuna che c’è super Papa Ratzinger ad aprirci gli occhi, infatti ad uno sgamato come lui, difensore della fede, è bastata una sola occhiata per capire che quella di Harry Potter è “Una saga che corrompe i giovani”, se non ci credete potete leggervi l’articolo di repubblica (il solito giornale comunista). Altro che il rock e la musica satanica, i Led Zeppelin gli fanno una pippa ad Harry Potter. Secondo i soliti ben informati sembra che Ratzy (sento che arriva il fulmine) non abbia gradito di essere chiamato “babbano”, che è il termine, utilizzato nel libro, con cui i maghi chiamano la gente normale. “Kome, io permette qvuesto machetto insolente di kiamare me Babbanen?” ha sbottato il santo padre.
Comunque se volete verificare la pericolosità dei libri della Rowling fate il seguente esperimento e vedrete manifestarsi il maligno:
1) Prendete uno qualunque dei libri della saga
2) Procuratevi una grossa croce, più grossa è meglio è. Va bene anche la catenina che vi hanno regalato per la comunione.
3) Sgozzate un capretto, in una notte di plenilunio, o se non avete a disposizione un capretto va bene anche una confezione di ketchup
4) Con il sangue/ketchup disegnate un ampio cerchio nel soggiorno e dentro al cerchio una stella a cinque punte, se non ne siete capaci a quattro se non vi riesce nemmeno quella provate a tre, se non siete boni fate un quadrato o datevi all’ippica in quanto il diabolico non fa per voi
5) Cercate un copricapo con delle corna, meglio se caprine, altrimenti va bene anche la maschera di carnevale che usate per mascherarvi da mazzinga zeta
6) Spogliatevi completamente tenendo solo la maschera
7) Mettete in sottofondo della musica demoniaca. Per una buona riuscita consiglio il best di Cristina d’Avena, se no va bene anche un best di Mino Reitano o di Al Bano (lo so che si scrive Albano, ma così è più fashion)
Siete pronti per la fase finale
Aprite il libro all’ultima pagina e, urlando a squarciagola per farvi udire sopra la musica (se avete scelto Al Bano son cazzi), iniziate a leggerlo dall’ultima parola, mi raccomando ogni parola deve essere letta al contrario.
9) Senza smettere di leggere iniziate a correre ininterrotamente lungo il perimetro del cerchio
Se non vi stampate prima contro qualche mobile del soggiorno, vedrete che dopo una mezz’oretta di rito inizierete a sentire dei suoni laceranti simili a sirene e una nausea crescente, la porta di casa verrà abbattuta dagli emissari del maligno che vi appariranno nella sembianza di due angeli in divisa bianca, a questo punto dovete aggrapparvi alla vostra fede, alzare il crocifisso (vedi punto 2) e dire le seguenti classiche parole “Vade retro Satana”. Se la vostra fede è salda i due emissari scompariranno, se non dovessero scomparire non preoccupatevi, dopo qualche mese di purificazione in una cella imbottita riuscirete a tornare a casa…
A volte ho l’impressione di essere davvero coglione, mi rendo conto che quest’affermazione è come un’alzata sotto rete e qualcuno la schiaccerà, però è la verità quando leggo di queste cose non posso fare a meno di pensarlo.
Wim Delvoye: molto probabilmente questo nome non vi dice nulla, il signore in questione è naturalmente un’artista, o almeno credo, e nell’occasione si è distinto come tatuatore, però non di persone, eh no! A fare un tatuaggio su una spalla, su di un polpaccio o su di una chiappa sono buoni tutti. Lui i tatuaggi li fa sui maiali, ebbene si ecco cosa dicono di lui:
“il belga Wim Delvoye ha creato il suo atelier in una fattoria vicino Pechino. E con l’aiuto di alcuni allevatori cinesi, che gli procurano i suini, tatua la pelle degli animali. Che ora, nel porcile, sfoggiano le colorate decorazioni frutto del genio artistico di Delvoye.”
Ora io mi domando, ma come fa a una persona normale a venirgli in mente di mettersi a fare i tatuaggi ai Maiali? Premetto che io non c’ho niente contro i maiali, solo che se ne vedo uno al massimo mi viene in mente un bel prosciutto. A Wim no, ce lo vedo affacciato al castro a guardare il culettino delle scrofe e pensare, però quasi quasi gli ci tatuo una bella rosellina, sai poi i verri come si ingrifano…
E i maiali? Cosa si diranno?
maiale uno: “boia oggi quando ho visto che ti portavano via pensavo che fosse arrivata la tu ora”
maiale due: “stai zitto vai m’è venuto una caona anche a me..”
maiale uno: “o dove sei stato?”
maiale due: “ma che ne so m’hanno cariàto sul camioncino e m’hanno portato da uno, che guarda come m’ha ridotto il groppone”
maiale uno: “boia o che lavoro è? sei pieno di disegni. Ti ci poteva fa almeno un paio di ghiande quel bischero”……………
Sotto l’”Artista” al lavoro



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