fraublucher

mag 232010

In macchina di ritorno dalla Toscana, Lorenzo guarda pensieroso fuori dal finestrino.

- Sai babbo che le nuvole fanno molto bene al corpo!

- Perché?

- Perché le nuvole fanno la pioggia, la pioggia fa nascere le verdure nell’orto e le verdure fanno bene e fanno diventare forti…

mag 032010

Ancora in macchina

- Babbo io sono un’esperto di paura e invece Odio l’amore

- Come odi l’amore? ma chi Odi?

- Ehm odio (compagna di asilo) e (compagna di asilo 2) anzi le odio tutte

- Ma perché le Odi?

- Perché c’è una cosa che ho imparato dell’amore

- Ah si e quale?

- Che se una ragazza ama un ragazzo e un’altra ragazza ama quel ragazzo si litigano e se il ragazzo gli dice “state calme”, allora loro picchiano il ragazzo

In macchina io e Lorenzo

- Babbo gli alieni esistono

- Si è probabile

- Esistono io lo so, sono sulla luna e mangiano troiai e caramelle

- Guarda Lorenzo che sulla Luna ci sono stati gli essere umani e gli Alieni non c’erano

- No io lo so babbo, l’ho visto anche a Tom e Jerry, è che gli alieni sono piccoli. Forse quel giorno pioveva, forse e allora gli uomini non l’hanno visti.

apr 252010

Lorenzo in bagno a fare la cacca, chiama me per essere pulito, io non posso e va mia moglie.

- Lorenzo lo sai che Luca si pulisce da solo, ora sei grande dovresti farlo anche te.

- Ma all’asilo lo faccio anche io, faccio tutto da solo, all’asilo sono bravo, a casa non sono così bravo.

- Perché?

- Perché me lo dice il mio cervello..

Pausa densa di significato

- e io devo ubbidire al mio cervello perché se no lui smette di respirare e tu lo sai cosa succede…

apr 242010

In macchina

- Babbo è caldo, posso aprire il finestrino?

- Solo un pochino che ho messo l’aria fredda

Passano 5 minuti

- Dai Lorenzo chiudi il finestrino che se no l’aria non si rinfresca

- Ma io ho caldo…

- Chiudi!

- E va bene, allora sudo e non mi lavo per dodici mesi, anzi non mi lavo più mai, dico sul serio lo scrivo su un foglio e l’attacco sul frigorifero

apr 242010

Lorenzo seduto sul water mentre sta facendo la cacca

- Babbo lo sai che i figlioli diventano zii, gli zii diventano papà, i papà diventano nonni e poi sono morti

Prima di addentrarvi nella lettura di questo post sappiate che i suoi contenuti potrebbero offendere la vostra sensibilità, in quanto questo post è maschilista, contrario alla morale, potrebbe farvi diventare ciechi e pure andare all’inferno.

Io v’ho avvertito se decidete di continuare con la lettura poi non venitemi a rompere i coglioni che io potrei rispondervi con il classico te l’avevo detto.

Nell’ultimo periodo è successa una cosa che ha modificato profondamente le interazioni all’interno dell’ufficio, che poi chiamarlo ufficio non è proprio esatto, visto che siamo accampati nella sala riunioni al tavolo delle conferenze, una sistemazione che sta diventando sempre meno provvisoria e sempre più definitiva.

La cosa che è successa è che l’unica donna presente ha smesso di lavorare per portare avanti la sua gravidanza, questo ha avuto due tremende conseguenze, la prima è stata che la popolazione è passata da quattro uomini e una donna a cinque uomini, visto che la persona scelta per rimpiazzarla è di sesso maschile, l’altra è stata un drastico abbassamento del livello delle conversazioni.

Ora vi lascio immaginare di cosa possano discutere cinque uomini chiusi tutto il giorno dentro ad una stanza, davanti ad un pc, a fare un lavoro che ultimamente sta diventando interessante e avvincente come una martellata nei coglioni. Perciò dopo aver sezionato e analizzato tutte le creature di sesso femminile presenti nel palazzo, perlomeno quelle che siamo riusciti a vedere, ci siamo addentrati in discussioni tecniche e approfondimenti di varia natura.

Uno di questi approfondimenti si riferiva al rapporto fra finzione cinematografica e realtà di tutti i giorni, in particolare ci interessava capire quanto, una pratica altamente abusata nei film porno quale lo schiaffo sul culo, fosse poi praticata tra le mura domestiche.

Naturalmente prima di passare ad un’analisi sociologica del fenomeno, ci siamo interessati agli aspetti puramente tecnici, la discussione ha dato vita ad interessanti punti di vista, per alcuni versi anche innovativi, sull’attuazione della pratica che voglio condividere con voi classificandoli in base alle modalità di esecuzione:

Classico: questo penso che lo conosciate tutti, si pratica schiaffeggiando una natica, può essere fatto in battere o levare, mi approprio di questi termini relativi alle percussioni in quanto rendono bene l’idea.

Alternato: come il classico solo che si colpiscono alternativamente le due natiche, anche questo può essere fatto in battere e in levare oppure sia in battere che in levare, l’importante è non perdere la concentrazione e il ritmo.

Doppio: questo è un po’ più difficile dei precedenti in quanto consiste in un doppio schiaffo dato in contemporanea e può essere problematico se non si ha un buon senso dell’equilibrio dovendo abbandonare la presa sui fianchi con entrambe le mani, però riteniamo che l’effetto massaggiante potrebbe essere molto interessante.

Per ultimo ho lasciato quello che indiscutibilmente è scolpito a fuoco nell’immaginario della quasi totalità dei maschi italici, nel nostro piccolo direi che ha raccolto il 100% dei consensi.

Alla Cavalleggera: non sempre praticabile in quanto la partner deve avere i capelli lisci e lunghi, meglio se legati in una coda di cavallo, da cui il nome. Non credo che ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni. Pure qui possiamo fare riferimento a diverse modalità, la semplice che consiste nell’afferrare la coda e tenerla ferma e alla doma, in cui allo schiaffo si alterna una tirata della coda

Ci sono poi altre variazioni minori e non che non sto a riportare per non rischiare una denuncia del Moige, hai visto mai che uno di loro capitasse per caso sul blog e mi accusasse di traviare i giovani con pratiche peccaminose.

A mio discapito devo dire che la conversazione ha preso in parte spunto dalle statistiche di questo blog, infatti avevo già fatto un post che si riferiva ad un’intervista a Trentalance, dove lui diceva che lo usava per comunicare con il cameraman, ora manco a dirlo, tanti di quelli che mi rimbalzano sul blog ci arrivano cercando proprio lo schiaffo sul culo e sono una percentuale significativa e questo la dice lunga sull’amore per questa pratica.

Questo non poteva non solleticare le nostre menti curiose e spingerle verso un approfondimento dell’argomento, anche se alla fine nessuno ha capito bene quanto venga utilizzato nella realtà.

Comunque attingendo a fonti molto più blasonate delle mie si capisce che non siamo i soli a cui vengono questi dubbi, e che lo schiaffo è amato anche dalla controparte femminile.

Cito qui alesssssssia85, chiunque essa sia, che a tale proposito dichiara per me dovrebbero essere obbligatori

apr 182010

E ti ritrovi li, quasi per caso e ti chiedi come ci sei arrivato, bevi un po’ di vino, ridi, butti in tavola parole che rotolano mescolandosi al profumo della carne alla brace e si disperdono nel rumore delle risate e delle grida dei bimbi che corrono dentro e fuori dalla stanza, creando mondi e realtà in continua trasformazione.

E ti ritrovi li e per un attimo accarezzi quel temporaneo stato d’animo che qualcuno chiama felicità e vorresti congelarlo per goderne a pieno tutte le sfumature, le facce, gli sguardi, i colori, gli odori, i rumori, una foto tridimensionale da poter osservare sotto tutte le angolature.

E ti ritrovi li, ancora una volta sorpreso da come la tua vita si srotoli attraverso percorsi che, per quanto tu possa tentare di pianificarli, sembrano vivere di vita propria e non puoi fare a meno di non ripensare a quella telefonata, che più di un anno fa ha dato il via a tutto “senti se non ti dispiace a pranzo con noi c’è anche un mio amico” e di chiederti quanti altri incontri casuali si trasformeranno in amicizie che sembrano durare da sempre.

apr 022010

In bagno per lavarci i denti

- Babbo come mai mamma m’ha dato Lorenzo?

- Perché sia a mamma che a me ci garbava Lorenzo, perché non ti piace?

- No io mi sarei chiamato Houdini

In bagno per lavarci i denti

- Babbo il mio fratellino lo chiamo Brian

- Brian?! Non mi garba

- No lo chiamo Francesco

- Già meglio

- Sai perché? Ti ricordi il tuo amico che è stato qua un paio di settimane e mi ha insegnato a fare le capriole! Si chiama Francesco. Ma lui c’ha dei bimbi o delle bimbe?

- No lui non ne ha, non è nemmeno sposato

- Come mai?

- Perché non ha ancora trovato la donna giusta.

- Aaaaa ecco perché è più basso di te. E te Babbo quanto c’hai messo a trovare la mamma?

- Eeee Lorenzo, io ci ho messo trentun’anni.

- Ho capito, e lo sai quanti ce ne metto io? 22,44 anzi no non lo so quanto ci metto io.

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