ott 272008

Stamattina in macchina ascoltavo la radio e ad un certo punto è arrivata l’ennesima pubblicità sui cereali, questi per aiutare a diminuire il colesterolo.

Ormai ce ne sono di tutti i tipi: quelli che ti fanno stare in forma, quelli che ti fanno dimagrire, quelli che ti fanno vincere al superenalotto e via discorrendo. Per non parlare poi dei regali che ci infilano dentro dai pupazzetti di batman ai kit per l’epilazione rapida.

Non se ne può più di tutte queste pubblicità piene di figone sorridenti con il ventre piatto che ammiccano dallo schermo a dei poveri imbolsiti che finiscono puntualmente per credere nel lato oscuro della forza.

“Come faccio ad avere questo ventre piatto e questo culo di marmo? Semplice tutte le mattine faccio colazione con una ciotola di latte e i miei cereali segalix alla segale turca, così vado di corpo regolarmente, dimagrisco e a letto sono una gran porca” strizzatina d’occhio verso la telecamera e voce fuori campo che ti informa che in alcuni casi fanno ricrescere anche i capelli.

A quel punto non ci sono cazzi i cereali segalix devono essere tuoi e devi farli mangiare anche alla tua ragazza/moglie, e poi ci sono lisci, con fiocchi di cioccolato, alla zuppa inglese, con panna montata liofilizzata e i mitici rustici con fiocchi di cinghiale e olive.

Immaginati la delusione quando dopo un mese hai ancora le lonze, i capelli sono ancora più radi e ti fai ancora più pippe perché alla tua ragazza/moglie fanno pure venire il mal di testa.
Allora inizi ad avere dei dubbi, una scomoda verità inizia a farsi strada nella tua testa e ti senti come fantozzi colto da improvvisa illuminazione “Ma! Allora mi hanno sempre preso per il culo!”

Così prendi la scatola dei segalix e fai una cosa a te estranea, leggi. E scopri che la colazione bilanciata per perdere peso è composta da 100 ml di latte non zuccherato, un cucchiaio da te di segalix, mezzo se hai preso quelli ai fiocchi di cinghiale, un limone, 1 km a nuoto, 15 km di corsa e 80 km in bicicletta. Il problema è che tu dopo averne mangiata mezza scatola ti fermi al bar a prendere un cappuccino con la brioche perché hai ancora fame.

Ormai siamo così abituati a sentire cazzate che non sappiamo più distinguere la realtà dalle fandonie e finiamo per credere a tutto, anche a ciò che è palesemente falso perché troppo bello per essere vero. È capace che se domani arrivasse uno a promettere un milione di posti di lavoro lo voteremmo e magari vincerebbe pure l’elezioni. No va be! Adesso stò esagerando, era solo per fare un esempio…

gen 072007

L’altro giorno, mentre me ne tornavo a casa, ho sentito alla radio la pubblicità di una pomata per le emorroidi. Lo spot consisteva in una tipa che parlava con un’amica:

“Sai mi fanno male i piedi, ieri con Franco (nome di fantasia) ho camminato tutta la sera, non potevo certo dirgli che non riuscivo a sedermi perché mi sono uscite le emorroidi”

O qualcosa del genere, e, stranezza dei processi mentali, mi è venuta in mente quella vecchia pubblicità delle gocce per la diarrea.
Quella del tipo che era in fila per i biglietti e gli prendevano gli strizzoni di pancia, al che si sentiva una soave voce in sottofondo:

“Problemi di diarrea?…..”

E poi non mi ricordo come continuava ma tutto ciò mi ha evocato una riflessione, o meglio un pensiero, mi sono immaginato i pubblicitari che hanno dovuto ideare uno spot avendo come soggetto, emorroidi e diarrea.
Magari sono gli stessi, si sono specializzati nel settore e tutto ciò che riguarda gli inconvenienti intestino/anali lo trattano loro.

Gia vedo il responsabile del progetto che arriva:

“ragazzi abbiamo ottenuto un contratto, dobbiamo girare uno spot sulla diarrea”

ora, si fa presto a fare i brillanti quando si parla di mp3 player, di pasta, di macchine, ma come si fa ad attirare l’attenzione del pubblico con la diarrea?

“Ehi tu dico a te, si proprio a te. Ne hai fatta un secchio? C’hai li strizzoni di pancia? Produci più merda te di una mucca allevata a prugne? Da oggi per te c’è diarrolix, due gocce la mattina e la cacca è solo un brutto ricordo.”

A volte mi sento quasi fortunato a fare il lavoro che faccio….

Oramai, grazie alla pubblicità, conosciamo metà dei parenti di quelli che lavorano alla barilla, naturalmente sono tuttti mezzi geni, che fanno le cose con amore, pensando ai figlioli, alle sorelle, alle mamme, alle cugine al cane e via dicendo. Tutto per offrire a noi, poveri mortali prodotti sopraffini, buoni, fatti con passione e amorevole cura.

Almeno questo è quello che vorrebbero farci credere, io me lo vedo il povero operaio barilla che fa il turno di mattina, magari è un pendolare che arriva in treno. Si alza alle quattro, d’inverno, si fa il viaggio in piedi, magari al gelo perché il riscaldamento è rotto. Arriva in ditta con i coglioni che gia gli girano come eliche, e come se non bastasse un’ha dormito perché il bischero del su figliolo è tornato briao da una festa e ha vomitato tutta la notte.

Eh si! ecco come potrebbe essere lo spot:
Il mi ‘ugino sono vent’anni che lavora alla barilla e lo fa con così tanto amore che ha deciso di mettere un po di se in quello che fa, infatti tutte le mattine piscia nell’impasto della pasta… E poi lo slogan: Barilla in ogni spaghetto ci sta un po di noi…

gen 292006

Scena: un tram, un gruppo di ragazzine sbavano dietro al fighetto di turno, ad un tratto il tram inchioda perché un pensionato sconvolto dall’aumento di due centesimi di euro della sua pensione sviene e cade sotto le ruote del mezzo pubblico. Una delle ragazze urta il fighetto lui si volta e:

F: “Ciao Artemisia”
A: “Mi conosci?”
F: “In quinta mi chiamavi Ciccio”
A: “Tu sei Ciccio?”
F: “Nella vita si cambia”

Insomma per farla breve Ciccio gli caa sul petto a tutte e se ne va.
E tutto per cosa? per pubblicizzare una barretta di Cereali, non è meraviglioso? Perché affannarsi con diete, sacrifici, alimentazione equilibrata quando ci sono le barrette? Coglione io che rischio almeno due volte alla settimana l’arresto cardiocircolatorio per andare in piscina…

Eccone un’altra, dopo i bimbi scemi che scelgono la baby sitter che gli da la carne in scatola, arriva il supercuoco della B. Solita scena, famigliola felice, la moglie che parla “mio marito è un cuoco della B, e mi ha detto che quando cucina pensa a noi, e sceglie gli ingredienti migliori” stacco sul marito al lavoro, noi poveri scemi ci saremmo immaginati una cucina industriale con mega contenitori per la salsa e tutto il necessario per la produzione, e invece no. Si vede il marito vestito da cuoco con il classico cappellone che cuoce il sugo in un padellino, un padellino così piccino che la salsa prodotta un basterebbe nemmeno per un chilo di pasta. Alla fine uno si aspetta quasi di veder comparira il sommelier che c’è sempre su canale 5 per consigliarci il vino giusto da abbinare. Non solo, l’ingredienti li sceglie lui, una ricottina, il basilichino, magari la mattina prima d’andare a lavorare passa anche dal mercato a fare la spesa “scusi bon omo mi da una bustina che devo prende una quintalata di pomodori”.

Ma per favore……

C’avete fatto caso alla famiglia tipo che ci propinano nelle pubblicità? C’è da chiedersi se quella è la percezione che hanno i pubblicitari di noi. Il padre di solito c’ha la faccia a bischero, sempre contento e giulivo, la madre è quasi sempre una discreta passera, che a uno viene da chiedersi: ma come ha fatto uno così a beccà una simile topona? E poi la parte forte, i figlioli: esserini che vanno dal decerebrato medio a quello spinto con la capacità di condizionare in tutti i modi i genitori. La costante invariabile è che i QI dei membri della famiglia sommati fra loro, non superano mai 2. Di esempi ce ne sono a bizzeffe, dal Babbo cretino che vaga per la casa cercando il suo sgrassatore, alle amiche che per eliminare il cattivo odore in un vagone mettono un assorbente sulle bocchette d’areazione.
Però ultimamente una pubblicità, o meglio una serie di pubblicità, mi hanno colpito in particolar modo, e sono quelle di una famosa carne in scatola. Il top lo hanno raggiunto con l’ultima, penso che l’abbiate vista tutti: ci sono du bimbetti che fanno il colloquio alle bebisitter, con i genitori che fanno capolino dalla porta con le faccine ebeti. La domanda che fanno i bimbetti alla candidata di turno è: “se una sera ci devi fà cena cosa ci prepari?”, o qualcosa del genere. Le varie candidate propongono piatti succulenti, dalle melanzane alla parmigiana, al cinghiale in umido coll’ulive, alla tagliata coi funghi porcini. Ma nessuna è all’altezza per i piccoli decerebrati che inflessibilmente, sotto lo sguardo amorevole e sempre più ebete dei genitori, le scartano una dopo l’altra. Finché non si presenta una, con il sorriso a 36 denti che esordisce con “io vi preparerei un bel piatto di piiiiiiiiiii (censura per non fare pubblicità gratuita)”. A questo punto uno si aspetta che il padre irrompa urlando nella stanza, uccida a colpi di karaté l’aspirante bebisitter e poi obblighi le due pustoline a ingozzarsi di bistecche finché non capiscano come ci si nutre. E invece scoppiano tutti a ride, i bimbi perché sono scemi, il babbo perché molto probabilmente spera di fassi la bebisitter, la mamma perché così ha la certezza di poté preparà qualsiasi merdata di cena, tanto se gli piace la s…… possano mangià di tutto e la bebisitter perché si rende conto d’avé trovato una famiglia di imbecilli…………..

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