mar 202010

Pagella di Babbo
Ieri era San Giuseppe e quindi la festa del Babbo, anzi del Papà, Lorenzo ci tiene alle definizioni precise, così la mattina, su imbeccata della Mamma mi telefona

- Ciao babbo, auguriii, sai che stasera ti aspetta una sorpresa, un porta matite te l’ho fatto io! Ti ho telefonato perché è la festa del Papà.

Devo dire che la sua strategia del regalo a sorpresa può essere migliorata ma in fondo è ancora giovane e poi non mi aveva detto della seconda sorpresa, la pagella del Papà.

Propri così, insieme al suo magnifico regalo, un porta matite fatte con le morsine (mollette) già ripieno di matite scelte da lui, mi ha dato anche la pagella del babbo di cui vado orgogliosamente a riportare i voti:

  • Bontà 10
  • Simpatia 9,3
  • Generosità 4
  • Pazienza 2
  • Fai da te 0 (lavora solo al PC)
  • Sport 0

Giudizio complessivo: Babbo sei un po’ bravo.

Direi che per la bontà e la simpatia sono a posto, sul resto devo ancora lavorare parecchio, ma alla fine non posso lamentarmi troppo visto che sono un babbo un po’ bravo.

mar 172010

Stanotte alle 4 una voce disperata è venuta a ripescarmi nelle nebbie dei miei sogni, una voce disperata che chiamava babbo, così con i tempi di reazione tipici di un bisonte sotto anestesia mi lancio verso la sua cameretta e lo trovo seduto sul lettino con il suo bruco verde e la copertina stretti al petto.

Li per li penso che si sia fatto la pipì addosso, allora lo porto in bagno, mi sembra che sia tutto in ordine, ma il cervello è ancora steso sul cuscino e fatica a mettersi le ciabatte per seguirmi. Appena entrati in bagno Lorenzo inizia a vomitare, da una prima boccata centrando un angolo del tappeto, il cervello si mette le ciabatte e si veste in un attimo, cerco di farlo arrivare al water ma lui si spaventa e inizia a chiamare la mamma mentre gira in tondo.

Io cerco di calmarlo e in tutta risposta arriva la seconda boccata che centra l’angolo opposto del tappeto, lui si agita ancora di più piangendo, arriva anche la mamma, per un attimo riesco ad orientarlo verso il water ma la terza boccata arriva inesorabile cadendo sulle piastrelle fra il tappeto e il water stesso, per lo meno questa è fuori dal tappeto penso.

Lorenzo si divincola e via un’altra boccata che va a finire a metà del tappeto e colpisce di striscio il cesto della biancheria sporca. Alla fine in due riusciamo a calmarlo, si fa per dire, visto che continua a piangere e chiedere scusa.

Alla fine il bagno sembra un campo di battaglia, ci sono chiazze di vomito sparse ovunque, Lorenzo piange e non vuole farsi togliere il pigiama perché dice che se se lo leva gli viene ancora il gòmito, con calma e pazienza riusciamo a rivelargli la mistica verità che non c’è nessuna correlazione fra il togliersi il pigiama chiazzato di vomito e il vomito stesso, si convince e si lascia mettere un pigiama pulito.

Mia moglie lo porta nell’altro bagno a fargli lavare i denti per togliergli il saporaccio di bocca e io rimango li, solo, con le chiazze sparse a macchia di leopardo, devo togliere il grosso dal tappeto. Mentre inizio a rimuovere pezzi di cibo semi digerito che mi osservano tristi, sento che i resti della cena che ancora sopravvivono nel mio stomaco iniziano a gridare, anche io, anche io, voglio uscire pure io.

Nonostante tutto riesco a portare a termine il gravoso compito, i resti della mia cena si mettono l’animo in pace e attendono che i succhi gastrici semi addormentati gli diano il colpo di grazia.

Vado in camera, mentre mia moglie da lo straccio in bagno e trovo Lorenzo seduto sul lettone, bianco come un cencio, con la sua copertina e il suo bruco verde, mi guarda e con le lacrime che gli inumidiscono gli occhioni mi dice “mi dispiace” e una fitta di struggente pena mista a dolcezza mi attraversa, credo che sia quella cosa che i dizionari riportano sotto la voce “amore”. Mi siedo accanto a lui e gli spiego che non deve scusarsi perché non è colpa sua, a tutti capita di gòmitare quando non stanno bene, l’unica cosa di cui ha bisogno è solo qualche ripetizione per riuscire a centrare il water.

Guardo la sveglia, sono quasi le cinque, fra meno di un’ora mi dovrò alzare, mi stendo, Lorenzo dorme già e il suo bruco mi osserva con quello sguardo fisso e ammiccante, quasi voglia dirmi che nonostante tutto ho fatto un buon lavoro, gli sorrido di rimando anche io e provo a dormire che affrontare le ffss stanchi non è una cosa da tutti.

Riporto quanto scritto dalla maestra dell’asilo sopra un biglietto consegnatoci insieme al quaderno dei lavori di Lorenzo:

Cari Samanta e Gioni grazie per il nuovo portalistini! Vi restituiamo quello completo…
Lo sapete? Buon sangue non mente…

Oggi Lory ha tentato di fare una “gastroscopia” a una bambina usando la cordicella che gli chiude i pantaloni…
la cosa preoccupante è che la bambina se la faceva fare…
vabbé apriremo un reparto Dr. House.

A presto con nuove avventure del vostro pupillo (speriamo che non decida di operare)

PS: Oggi pomeriggio Dr House si è rifatto ballando Ghost con Chiara*

*Una delle maestre dell’asilo

set 212007

Finalmente ci siamo arrivati, dopo anni e anni, per l’esattezza tre, Lorenzo ha fatto il suo ingresso nel grande mondo della scuola.

Come quasi tutti ha iniziato il suo percorso dalla materna. Naturalmente vista la mia formazione filo comunista ho posto dei paletti sulla sua educazione, e dopo aver visionato vari asili cubani ho deciso, di mia spontanea volontà, perché in casa mia comando io, di mandarlo alla scuola materna delle suore.

I primi giorni il programma consiste in due ore, dalle 9 alle 11, per farlo abituare al nuovo ambiente e così mercoledì 5 settembre io la mi moglie e Lorenzo, alle 9 in punto, abbiamo fatto il nostro ingresso nella scuola materna San Francesco. Il primo impatto è stato positivo, dopo neanche dieci minuti un altro bimbetto l’ha spinto tirandolo nella siepe provocandogli un bello sgraffio sul viso. Ma a parte questo le due ore sono passate tranquille, anche perché i genitori sono rimasti con i bimi per tutto il tempo.

Giovedì 6 Settembre:

Sempre io e la mi moglie si riporta Lorenzo all’asilo, questa volta dobbiamo lasciarlo solo, e così ci aggiriamo facendo finta di nulla, mentre la piccola belva si guarda intorno controllando ogni nostro passo. Alla fine prendiamo il coraggio a 8 mani lo salutiamo e ci avviamo all’uscita, sembra ancora tranquillo.

Decidiamo di farci un giretto per il paese aspettando che arrivino le 11, dopo una quindicina di minuti incontriamo due carampane, una delle quali ci fa: “Siete voi i genitori di Lorenzo? è da quando siete andati via che piange come un disperato”. Torniamo all’asilo e lo troviamo senza più lacrime, stremato. La maestra ci dice che ha fatto una scena isterica continuata senza lasciare che nessuno gli si avvicinasse, nemmeno per pulirgli il moccio che gli colava dal naso.

Il pomeriggio alla riunione con i genitori, una delle maestre mi dice “Visto che Lorenzo è un bimbo problematico, potete portarlo alle 10 così intanto introduciamo gli altri bambini e poi possiamo dedicarci a lui”… Io volevo mandarlo all’asilo cubano.

Venerdì 7 settembre:

Decidiamo che uno solo dei due ce lo deve portare per rendere meno doloroso il distacco. Ce lo porto io contando di stare un po con lui e poi lasciarlo solo. Arrivo alle 10 e incontro la carampana del primo giorno “Lei ha un bimbo o una bimba?”, visualizzo mentalmente una cascata e un prato fiorito, “un bimbo, Lorenzo”, “E lo porta a quest’ora?”. Cerco ancora di visualizzare il prato e degli uccellini ma vedo solo morte e distruzione.

Finalmente dopo 45 minuti riesco a lasciarlo da solo con la scusa di andare a prendere la su mamma. Quando torno la maestra mi dice che è stato bravissimo, forse non è così problematico.
Lunedì 10 settembre:

Un successone, dopo neanche 30 minuti riesco a convincerlo a lasciarmi andare, alla notizia la suora fa un doppio carpiato con avvitamento per l’entusiasmo, e le maestre festeggiano cantando “grazie signore grazie, grazie signore grazie, grazie signore grazie graaaaaaazie”. Lo lascio da solo all’asilo per quasi un ora. Ma si! Lorenzo non è un bimbo problematico.

Quando torno lo trovo che gioca con le bambole, la maestra mi dice che è stato tutto il tempo a giocare con il bimbo, come lo chiama lui, portandolo a giro in carrozzina, coprendolo, dandogli il latte ecc. ecc. Cerco di portarlo via e lui mi dice “aspetta babbo stiro”, prende due ferri da stiro, si mette all’asse e inizia a stirare… All’asilo cubano addesso starebbe imparando ad usare il fucile contro i porci imperialisti… Prendo mentalmente nota di fargli vedere un film del tipo: Vandamme contro Segal che risvegliatosi da 16 anni di come picchia Bruce Lee mentre questi inchioda in terra Chuck Norris che divide in due con la katana Wesley Snipes.

Martedì 11, mercoledì 12, giovedì 13 settembre:

Lorenzo a casa malato… Lo dicevo io che doveva andare all’asilo cubano, a quest’ora saprebbe già cantare el pueblo unido jamás será vencido

Venerdì 14 settembre:

Arriviamo all’asilo ancora alle 10, Lorenzo non appena vede la suora si defila camminando rasente la parete facendo finta di niente, io faccio lo stesso per paura che mi metta in castigo. Questa volta riesco ad andare via dopo appena 15 minuti, Lorenzo vuol venire a vedere che vado via mi abbraccia e mi bacia e segna il suo record personale di quasi due ore da solo.
To be continued….

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