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La scurreggia vestita è una delle peggiori nemiche dell’uomo. Solitamente si presenta in forma innocua ma i suoi effetti sono devastanti e rischiano di minare alla base i rapporti sociali del malcapitato che ne rimane vittima.

La tipica scurreggia vestita si presenta in forma innocua, all’apparenza ha tutte le avvisaglie della scurreggia. Questo induce il malcapitato a rilassare le mele per lasciare uscire il fetido gas. E’ solo allora che la scurreggia vestita manifesta tutto il suo potenziale distruttivo: dopo una prima brevissima fase di uscita gassosa, il malcapitato, avverte una sensazione molliccia e quando realizza quello che sta succedendo è gia troppo tardi.

Quante volte vi è successo di vedere il vostro interlocutore ridacchiare senza una ragione e poi all’improvviso sbiancare mormorando: “Cazzo era vestita…”

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Le parole sono importanti, ce ne accorgiamo ogni giorno, in ogni occasione. A volte trovare la parola giusta può rendere interessante una cosa che non lo è per niente, oppure usarne una incomprensibile può farci belli agli occhi di chi ci ascolta.

Quest’ultimo uso è fortemente in voga fra gli informatici, anche se ogni categoria professionale cerca di far ricorso a parole straniere o sconosciute alla maggioranza delle persone, giusto per mettere in evidenza l’appartenenza ad una presunta elite culturale.

Prendiamo un caso semplice semplice, uno torna a casa dopo una “dura” giornata di lavoro e si sente porre dalla ragazza/moglie/genitore/fratello/sorella la fatidica domanda: “Com’è andata oggi al lavoro?” o “Cosa hai fatto oggi al lavoro?”. Se uno risponde:

“Stamattina abbiamo fatto due ore di brainstorming, dalla quali è emerso che dovevo riallocare le mie risorse in modo da poter aumentare i miei skill con una serie di chat meeting. Nel pomeriggio mi sono trovato con il direttore tecnico per un coffee meeting durante il quale abbiamo parlato della propensione ai rapporti interpersonali della nuova account manager. Ho finito la giornata facendo il browsing del web per trovare nuovi spunti per il design dei nostri applicativi web.”

La ragazza/sorella/genitore/parente/amico vi guarderà con le lacrime agli occhi orgoglioso di voi, sentendosi in colpa per aver pensato che in tutti quegli anni passati nelle aule universitarie avete più che altro scaldato i banchi.

Ma se invece risponde:

“Stamattina abbiamo passato due ore a parlare di tutto quello ci passava per la testa. Così mi sono reso conto che non avevo voglia di fare un cazzo, allora ho ridistribuito il lavoro sulle mie risorse in modo da liberarmi la mattinata, che ho passato a chattare con dei miei amici.
Nel pomeriggio mi sono trovato con il direttore tecnico alla macchina del caffé dove abbiamo sparlato della nuova assunta, quella che si occupa dei clienti, visto che ci sembra proprio una gran porca.
Alla fine per concludere la giornata in bellezza mi sono messo a guardare un po di siti porno su internet.”

Potrebbe non trovare il conforto e la comprensione dell’interlocutore, che potrebbe giustamente pensare che state rubando lo stipendio….

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