ago 192009

Le parole sono importanti perché ci permettono di descrivere la realtà che ci circonda e fondamentalmente sono la rappresentazione della realtà stessa, possono modificarla o cambiarne il significato di volta in volta, basti pensare ai vari regimi totalitari che hanno usato le parole come forma di ipnosi di massa e di controllo.

Per fortuna che qui in italia un tale regime non esiste, se avessero vinto i comunisti si, ma ha vinto Silvietto e siamo in una botte di ferro, e chi meglio di lui conosce l’importanza delle parole, ma facciamo subito un esempio.

Supponete che un vostro amico, chiamiamolo Gigi, vi chiami e vi dica che ha organizzato una cena con tre o quattro budelloni, qualche minorenne disinibita e magari anche qualche presa di coca, supponiamo anche che Gigi vi chieda se intendete partecipare visto che sono solo lui, un suo amico russo, un altro ceco e le ragazze in tutto sono otto, supponete anche di accettare l’invito nonostante siate sposati.

Ora supponete che il giorno successivo al baccanale siate in uno stato tale da non riuscire a mentire a vostra moglie e alla fatidica domanda “ma cosa hai fatto ieri sera?” voi rispondiate nel seguente modo:

Ma niente cara, sono stato ad una cena da Gigi, eravamo noi quattro con sei troione e due minorenni, prima abbiamo mangiato e ci siamo ubriacati poi abbiamo fatto una mega orgia e abbiamo anche tirato di coca, ma così giusto per passare una serata diversa.

Come minimo vostra meglio chiederà il divorzio, l’affidamento dei figli e vi sputtanerà in tutto il paese e anche se questo potrebbe garantirvi l’eterna ammirazione da parte dei vostri amici, vi creerà sicuramente non pochi problemi.

Immaginate adesso di ripetere la stessa storia fino al punto della fatidica domanda, ma invece di rispondere come sopra rispondiate così:

Ma niente cara sono stato ad una cena simpatica da Gigi.

Vostra moglie vi guarderà sorridente e vi dirà, bravo caro fai bene a prenderti i tuoi spazi…

ago 142009

Potta di Marmo
Fonte Corriere della sera

Come è risaputo qui amiamo parlare di arte, siamo grandi appassoniati di arte, ci nutriamo di arte, viviamo per l’arte anche se non ci si capisce una beneamata mazza, specialmente nell’arte moderna.

Con il progresso tutto avanza, si modificano le infrastrutture tecnologiche, si modificano le relazioni sociali e si modifica anche il linguaggio che le esprime. Questo processo di innovazione si estende a tutto e a tutti ed ecco che dove non c’è una vera innovazione si coniano nuovi termini per renderla vera o nuove forme di espressione per fare le stesse cose di prima.

Ecco che l’artista non fa più opere d’arte ma installazioni e performance, che chi mette giu le statue in una piazza si promuove regista dell’installazione e così via. La nostra personale sensazione è che alla fine si cerchi in tutti modi di fare scandalo in modo da avere un’ampia copertura dei media per sopperire alla pochezza delle opere.

Così negli ultimi anni si è avuto un fiorire di opere con cristi e madonne, culi, uccelli, potte, bimbi impiccati e chi più ne ha più ne metta. E ogni volta titoloni sui giornali per sottolineare il coraggio dell’artista, la sua capacità di scuotere gli animi e stronzate simili.

Ma veniamo al punto, se ho scritto questa sbrodolata è solo perché siamo di fronte all’ennesima provocazione d’artista, e indovinate un po qual’è il soggetto dell’opera incriminata?! Un passerotto di otto tonnellate? Un favollo (granchio peloso) alieno? Un cavallo con tre teste? Niente di tutto questo, ma bensì una bellissima fava di marmo di carrara alta un metro e ottanta.

Questa volta la statua è stata prontamente rimossa dal comune, si vede i due tipi che l’hanno fatta non erano abbastanza sponsorizzati, però a qualcuno deve essere venuta in mente l’associazione di idee pipi potta e si è ricordato di uno scomodo precedente, una potta di marmo addirittura imbullonata.

Ed ecco che subito eminenti critici, fra cui l’immancabile Sgarbi, ne hanno chiesto a gran voce la riabilitazione e lo spostamento in un luogo pubblico in modo che tutti possano ammirarla, perché la scultura in questione è stata piazzata in una casa di riposo.

Ma quale luogo più adatto per una simile opera d’arte, chi ha deciso la sua posizione è un genio, pensate all’omino ottantenne che passeggia per il parco e si ferma davanti alla scultura, una bella potta imbullonata, chiusa, serrata, come a dirgli caro mio finché eri giovane qualche giro ce l’hai fatto, ma ora non ti tira più, per te ormai sono una porta chiusa.

Direi che questa volta siamo di fronte ad un lampante esempio di arte che rappresenta in tutto e per tutto la realtà. O no?!

lug 302009

Un nostro inviato è venuto a conoscenza di un terribile pericolo che pende sopra le nostre teste come una spada di Damocle. Secondo degli studi condotti dall’IPEMA (Istituto di psichiatria e mantrugiamenti applicati) negli ultimi quindici anni si sono sviluppati dei nuovi tipi di sindrome che hanno destato un preoccupante allarme nelle comunità di studiosi.

La cosa che più spaventa e la facilità con cui queste sindromi possono colpire persone all’apparenza normali e senza particolari disordini mentali, nel documento di cui siamo venuti in possesso erano riportate le seguenti:

Sindrome di Fede:
Simile alla sindrome di stoccolma ma più difficile da riconoscere, mentre la prima è provocata dal forte stress provocato dal trovarsi ostaggi e porta il sequestrato a sentirsi in comunione con il suo sequestratore, la sindrome di Fede provoca l’adorazione smisurata per una personalità famosa e potente.

La persona affetta da questa sindrome tende ad annullarsi e a fare sue le idee del suo idolo, cambiando dall’oggi al domani idee politiche, squadra di calcio e perfino, nei casi più estremi, credo religioso arrivando a venerarlo e facendone addirittura un feticcio sessuale.

La pericolosità di questa sindrome è la velocità con cui questi cambiamenti avvengono, il soggetto vittima della malattia subisce una sorta di autolavaggio del cervello identificando la sua nuova vita con l’intera esistenza e cancellando la precedente come se non fosse mai esistita, arrivando a rinnegare anche l’evidenza dei fatti.

Sindrome di Mele:
Questa sindrome colpisce soprattutto chi, per lavoro, resta lontano per lunghi periodi dalla famiglia. Lo stress dovuto all’allontanamento degli affetti porta il soggetto ad una prima fase di depressione in cui si può avere perdita dei capelli e imbruttimento precoce.

Il soggetto vittima della malattia tenta in una prima fase di entrare in contatto in tutti i modi con la propria famiglia, telefonando a tutte le ore, mandando email e sms fino a retrocedere ad uno stadio infantile in cui cerca nuovamente il contatto con il seno materno.

A questo punto la malattia evolve nel quadro clinico più acuto, in cui il malato proietta la mancanza del grembo materno in una serie di orge a base di coca e puttane, è evidente il conflitto interiore che si trova ad affrontare il poveretto.

In questa fase il malato sa che sta facendo qualcosa di sbagliato, tanto che le orge di solito si tengono in alberghi di lusso, quasi ad esorcizzare l’evento per allontanarlo dalla sfera personale. Non sono rari i casi in cui il malcapitato esagera nel fornire coca e qualcuna delle ragazze con cui si intrattiene finisce all’ospedale.

Sindrome di Cesa:
La sindrome di Cesa è il primo caso conosciuto di sindrome derivata, si trova infatti associata alla sindrome di Mele, non sono stati riscontrati, infatti, allo stato attuale casi isolati.

Chi si trova vittima di questa malattia tende a solidarizzare con il malato della sindrome di Mele, arrivando a giustificare il suo stile di vita dissoluto e approvandolo. Nei casi più estremi e acuti il malato cerca anche di convincere gli altri e prova a chiedere soldi con cui aiutare l’altro a procurarsi droga e puttane.

Sindrome di Silvio:
In questo caso il paziente si ritrova vittima di deliri di onnipotenza, si convince di essere investito di una missione da portare a termine a tutti i costi e pensa che l’investitura gli sia stata data direttamente da Dio. Nei casi più gravi il malato si autoinveste nella missione credendo di essere Dio.

Ai deliri di onnipotenza si associa un appetito sessuale smisurato da soddisfare con donne di tutte le età, con il progredire della malattia il malato inizia a perdere l’abituale prudenza con cui porta avanti questi incontri clandestini ed esce allo scoperto ostentandoli come trofei di caccia.

Come se non bastasse, ad aggravare il quadro clinico, c’è una costante dislocazione temporale che porta il soggetto a stati di confusione mentale e non di rado ad una dissociazione di identità, solitamente infatti il malato parla di se in terza persona e si ritrova a negare cose appena dette, sostenendo di essere stato frainteso o di avere detto il contrario di quanto gli si attribuisce.

Come potete capire queste malattie sono terribili, se conoscete qualcuno che ne è affetto segnalatelo subito all’IPEMA.

lug 292009

Oggi secondo l’ultimo sondaggio datamedia la popolarità del premier è al 123,7%, si avete capito bene 123,7%, perché sembra che alcuni lo amino con un intensità pari a quella di due o tre persone messe insieme.

Ora non è possibile che io sia così cieco da non vedere in lui questa persona straordinariamente straordinaria, ci deve essere qualcosa di sbagliato in me, ci deve essere qualche sinapsi che non funziona bene. Così ho deciso di chiedere aiuto a voi.

Voi che lo amate, voi che tifate per lui, si voi, apritemi gli occhi, ditemi cos’è che non riesco a vedere toglietemi questa trave dagli occhi che mi impedisce di vedere.

Dunque, anno più anno meno, Silvio è sulla scena da ormai qundici anni, perciò tutto quello che voglio è che mi diciate quindici cose buone e da ricordare che ha fatto Silvio durante i suoi governi, è vero che non ha governato per quindici anni di fila ma è comunque sempre stato al centro della vita politica.

Quindi forza, convincetemi ad amarlo, non voglio più sentirmi parte di una minoranza.

Una piccola premessa, verranno considerate nulle e prive di ogni sostanza le seguenti affermazioni:

1) Lui non avrà fatto un cazzo, ma in Russia, in Cina e in tutti gli altri stati comunisti mangiavano i bimbi, o se non li mangiavano li mettevano a seccare poi li pestavano nel mortaio con il pestello di marmo e li usavano per concimare i campi. Non me ne frega un emerita fava di quello che facevano in Russia qui siamo in Italia.

2) I giudici, anche loro comunisti, e la stampa, comunista pure quella, quando non si trastullano mangiando i bimbi o usandoli per concimare i pomodori se la prendono con lui che è solo una povera vittima. Ormai non ci crede più nemmeno lui.

3) Lui avrebbe potuto fare tutto se non avesse avuto il parlamento e il senato a rompergli i coglioni, e quel bischero del presidente della repubblica a mettergli il bastone fra le ruote. Se così fosse stato saremmo stati in dittatura e ciò credo che non sia compatibile con la nostra costituzione.

4) Lo abbiamo frainteso, non ha mai detto che avrebbe abbassato le tasse, diminuito la disoccupazione, aumentato le pensioni, ospitato gli immigrati e anni dopo anche i terremotati nelle sue ville, che ha risolto tutti i conflitti politici internazionali e preso pure le stimmate. Purtroppo ci sono evidenze video e audio di tutto ciò.

5) Il famoso stalliere di Arcore non era un mafioso mandato li in vacanza da Dellutri ma un partecipante di Amici di Maria che scriveva i testi delle canzoni di Apicella, solo che la solita montatura della stampa comunista si è inventata tutta la storia per metterlo in cattiva luce.

lug 282009

Spandau

Se è vero che i sogni esprimono i nostri desideri, le nostre paure, i nostri pensieri più reconditi, inizio davvero a preoccuparmi.

Stanotte mi sono sognato che vagabondavo per i vicoli di una città che poteva essere Siena, come Perugia, come qualsiasi altra città con un centro storico medievale.

Ad un certo punto incontro Cagnacci, un mio carissimo amico, il quale mi dice che sta andando a tenere un corso di informatica che potrebbe interessarmi. Ora è d’obbligo spiegare che Cagnacci sta all’informatica come io sto allo studio della logopedia del cignale nano delle ande.

Comunque nonostante tutto lo seguo fino a che non arriviamo ad un enorme chiesa, ma così enorme che il Duomo di Milano a confronto potrebbe fargli da gabbiotto per il custode. Entriamo dentro e ci ritroviamo nella classica atmosfera da chiesa, luci basse, rumori sussurrati e così via.

La cosa strana è che all’interno le panche sono disposte secondo uno schema incomprensibile, non ci sono due file che vanno parallele e naturalmente la pianta interna della chiesa non riflette affatto la sua forma esterna, sembra un accozzaglia di angoli, rientranze e sporgenze da cui spuntano file di panche.

Su una di queste vedo due mie amiche delle medie le saluto e decido di andare a sedermi la, solo che quando arrivo una delle due è sparita ed è sparito anche Cagnacci.

A questo punto la scena cambia, sono ancora nella chiesa e stiamo accatastando dei sacchi, non capisco se per fare una barricata o per accumulare scorte di cibo, fatto stà che io parto con un filippica sul fatto che i componenti delle forze dell’ordine solitamente sono schierati a destra quando non sono dei veri e propri fascisti.

Ed ecco che come dal nulla appare fini vestito e acconciato come Tony Salcazzo, il cantante degli spandau ballé per intendisi, e con un vistoso orecchino al naso che comincia a dirmi che non è vero e che oggi come oggi le forze dell’ordine sono in mano ai comunisti.

Ora alla luce di tutto ciò, cos’avrà voluto dire?….

lug 072009

Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi.

Gilbert Keith Chesterton

giu 182009

Cribbio è già ora di alzarsi? Mmm no, ancora! Sono solo le 4, va be, visto che sono sveglio tante vale fare quattro chiacchiere, sai credo che sia l’agitazione, in fondo saresti agitato anche tu al mio posto. Dovresti averlo letto dai giornali, alla fine lui mi ha ricevuto.

E’ vero, scusami, ma parlando da pari a volte dimentico che tu sai tutto, non hai bisogno di leggere i giornali. Devo dire che è alto, ma anche io quando ero giovane ero alto, poi un complotto delle sinistre mi ha sottratto trenta centimetri e sono diventato così.

Come? Dici che non è l’altezza fisica quella che conta ma quella morale?! Può darsi. Comunque, ti dicevo, sono arrivato li ed erano tutti ad aspettarmi, vedessi, mi hanno trattato come si conviene ad un ospite importante, il mio povero papi sarebbe stato fiero di me.

Ho le foto le vuoi vedere? Mi ero portato dietro il pelato, quello non sa fare un cazzo, ma come fotografo non lo batte nessuno. Ecco guarda! Questo è James, uno dei camerieri, mi ha consigliato un paio di localini dove vanno le ragazze giovani, aspetta non pensare subito male, è solo per trovare volti nuovi per le prossime elezioni.

Poi ecco, questa è una foto di gruppo con tutto il personale, come? Le corna? Ma si, è una carineria, ah dici che non è bello? Ma se ridevano tutti come matti. Dici? Ma figuriamoci se mi prendevano per il culo, non si permetterebbero mai con un grande statista come me.

Invece guarda questa, qui mi sto rotolando con faido il loro pastore alsaziano, ho saputo che loro sono molto amanti degli animali e volevo fare buona impressione, qui invece si è attaccato alla gamba del pelato, deve aver sentito odore di comunista, uno spasso.

Comunque direi che ci sono riuscito, a fare buona impressione intendo, siamo subito diventati grandi amici. Come faccio a dirlo? Beh si vede, continuava a ridere quando provavo a parlare in inglese e poi dovevi vederlo quando gli ho raccontato la barzelletta del bimbo che mangia il comunista, c’è mancato poco che si pisciasse addosso.

Alla fine mi ha detto “Cesare you tell a lot of bullshit” o qualcosa del genere, che per come la vedo io credo voglia dire che sono prestante come un toro. Però su questo punto il traduttore non è che sia stato molto preciso.

E poi gli ho dato un sacco di consigli, sai lui è giovane, ha bisogno di qualcuno che gli dica come muoversi, non sa che i discorsi possono essere travisati ad arte da certa stampa comunista. Ma io ormai sono un vecchio volpone, dovevi vedermi, pendeva dalle mie labbra quando gli ho spiegato la tecnica del sono stato frainteso.

E’ davvero una brava persona, guarda mi ha fatto pure l’autografo, leggi, leggi la dedica, senti cosa dice: a Cesare con affetto, quando lo vedrà il nano francese creperà di invidia.

Via adesso provo a dormire, buona notte, che stupido! Mi dimentico sempre che tu non dormi…

giu 162009

Stasera a Pisa ci sarà la luminara di San Ranieri. I lungarno si spengeranno e dalle finestre illumineranno la notte migliaia di ceri e lumini.

Ci sono delle mattine in cui la nostalgia arriva, te la trovi accanto come un’amica che ogni tanto viene a trovarti e ti racconta le sue storie, storie viste dai tuoi occhi, un passato condiviso, a volte filtrato e distorto da quello che vorresti fosse stato.

I bei ricordi fanno così, si addolciscono con il tempo, acquistano sfumature e ogni volta che li guardi sembrano più belli della volta precedente.

Siamo così presi dai vortici delle nostre vite da dimenticarci la ragione, il motivo per cui ci affanniamo tanto. Le settimane volano via una dopo l’altra, una uguale all’altra. La sveglia, il viaggio, l’ufficio, di nuovo il viaggio e sei a casa che è gia sera.

Ti rendi conto che le parti più importanti della tua vita sono li, lo leggi nel sorriso di tuo figlio che si allarga quando ti vede, nella sua voglia infinita di giocare, di costruire mondi fantastici, cerchi di misurarlo con gli occhi e ti rendi conto che la maggior parte del suo tempo ti scivola via dalle mani.

E’ allora che ti chiedi il senso di tutto questo correre, ti senti schiavo delle tue aspettative, delle tue paure, ti rendi conto che le cose belle sono li, che forse ti sentiresti più realizzato a passare le giornate con tuo figlio, a scoprire il mondo insieme a lui, piuttosto che a dare la scalata al fantastico mondo dell’IT.

Se riesci a fermarti un attimo ad ascoltare puoi provare a guardare il mondo attraverso i suoi occhi, puoi farti raccontare dove va a finire il sole, scoprendo che lo fa sorgere lui dalla sua pancia per illuminarti la strada quando vai a lavorare, puoi ritrovare la capacità di entusiasmarti per le piccole cose, di lasciarti sorprendere da quanto possa essere semplice il mondo visto dai loro occhi, senza segreti, senza complicate leggi fisiche.

Lodi, il treno si riempie, è la realtà che irrompe nei miei pensieri, strappandomi alle mie riflessioni solitarie. Mi accorgo solo ora che l’aria condizionata è accesa, fa quasi freddo. Per chi viaggia in treno è normale, freddo la mattina e caldo asfissiante la sera.

Cerco elementi familiari nel paesaggio proiettato fuori dai finestrini, ma non è facile avere punti di riferimento in questa campagna piatta che si ripete tutta uguale. Sembra quasi uno di quegli sfondi che usavano nei film in bianco e nero per dare il senso del movimento.

Chissà! forse una mattina sentirò la voce del regista che urlerà “buona la prima” e tutti ci alzeremo soddisfatti del nostro lavoro. Gli attrezzisti inizieranno a smontare i fondali, le comparse si ripasseranno le loro parti e io dovrò cercare il mio copione per sapere cosa mi aspetterà nelle prossime scene.

Il vagone vibra, sembra quasi che stia per rompersi, quando fa così mi viene da chiedermi se sia veramente in grado di sopportare questa velocità.

Forse farei meglio a dormire, mi sembra che la matassa dei miei pensieri sia composta da migliai di fili colorati. Quando inizio a seguirne uno non so mai di che colore sarà il successivo. Capita a volte di partire con giallo intenso per passare ad un rosso e poi ritrovarsi con un nero.

E’ impossibile conoscere la sequenza dei colori, spesso non riesco nemmeno a decidere con quale partire. La matassa è li e inizia a dipanarsi da sola, vedo un filo che esce e lo seguo, senza sapere quanto sarà lungo, se si srotolerà senza rompersi, se ci saranno dei nodi e quanti altri fili ci saranno attaccati alla sua fine.

Rogoredo, il filo si è rotto e ne riparte un altro, ormai siamo quasi arrivati, guardo la traccia blu dell’inchiostro sulla pagina, la fotografia dei miei pensieri e cerco di leggere sul mio copione cosa mi aspetta per la prossima scena…

giu 142009

Debora Sparrington vive nel ridente paesino di Mantrugiate sulle Mele, la sua vita si svolge tranquilla fra il lavoro in fabbrica e la sua attività nelle ronde notturne, dove con gli amici si diverte a picchiare impunemente barboni e immigrati.

Quello che Debora non sa è che, nonostante sia una fervente conservatrice, nel 2020 darà alla luce il leggendario Vladimir Cistoametà che insegnerà alle opposizioni ad allearsi e a combattere unite contro il nemico oppressore, diventandone il leader indiscusso.

Nel 2055 i gerarchi della dittature delle libertà, non riuscendo a uccidere Vladimir e vedendone crescere pericolosamente il consenso tra le folle, elaborano un piano super malvagio e decidono di inviare CAZZ1 BZ, un gerriero cibernetico, nel passato per fargli uccidere Debora, in modo che Vladimir non nasca mai.

Le opposizioni però vengono a sapere del malvagio piano e decidono di inviare a loro volta un guerriero cibernetico, solo che una volta arrivati alla cassa si accorgono di non avere abbastanza soldi per comprarlo, così ripiegano su un tesserato del Partito, la scelta del tesserato dura tre anni, ci vogliono infatti sette congressi, con nove scissioni e quattordici nuovi partiti fondati, alla fine Vladimir decide di testa sua e impone a tutti Marco Uncelafò.

Uncelafò e il CAZZ1 BZ arrivano nel passato la notte del 4 di agosto del 2012 alle 2 e 45, ma la diatriba fra i tecnici dell’opposizione uno della rifondazione rifondante del rifondato che rifondò il comunismo e uno della sinistra più a sinistra della sinistra se la destra fosse sinistra porta ad un clamoroso errore di calcolo che fa si che l’Uncelafò venga materializzato nel cortile esterno di un CEP a lampedusa, dove viene immediatamente sbranato dai Pitbull messi di guardia contro le fughe degli immigrati.

Il CAZZ1 BZ invece viene materializzato di fronte a casa della Sparrington e la uccide senza nessuna difficoltà.

Impressionante opera sociofantapolitica del regista Timoteo Bartolomeo. Questo film altro non è che una feroce critica alle divisioni della sinistra italiana. Lo spettatore viene trascinato in un vortice di situazioni e alla fine si chiede il perché abbia dovuto pagare il biglietto e non sia andato al mare.

Con questo mattone di tre ore il Bartolomeo è riuscito a rendere lo stato d’animo dell’elettore di sinistra, ogni volta va a votare attratto dai proclami per poi pentirsi di non essere andato al mare non appena vede i risultati.

giu 112009

Le 4, di nuovo, pagherei a sapere perché mi sveglio sempre a quest’ora, e si che anche oggi è stata una giornata campale. Anche tu sei sveglio? Suppongo di si, con tutto quello che hai da fare non puoi certo permetterti di dormire.

Oggi è arrivato il colonnello, l’avrai visto, siamo diventati amici! Quando sono andato a trovarlo gli avevo detto di portare pure la sua tenda che l’avrei ospitato, ma io scherzavo, facevo così per dire, ma quello mi ha preso sul serio. E’ venuto davvero con la tenda e il seguito, io ho provato a fargli capire che mi aveva frainteso ma non ha funzionato.

Ma poi l’hai visto com’era conciato? E’ sceso in divisa con una serie infinita di mostrine, devono essere quelle che ha vinto giocando a risiko, e poi quella foto, ci prende pure per il culo. Ma io anche li cosa potevo fa? Ho continuato a ridere.

Te non immagini la fatica e i soldi, soprattutto i soldi, che mi è costato questo accordo. D’altra parte c’avevo quelli li con la fissa dell’immigrati e la minaccia di farmi cascà il governo, io glie l’ho detto: bimbi, voi c’avete qualche problema esistenziale, prima c’avevate la fissa dei fucili ora quella dell’immigrati, ma trombate anche voi come faccio io vedrete che poi v’importa una bella sega dell’immigrati.

Ma niente quelli non ci sentivano, insomma alla fine m’è toccato andare la, chiedere scusa, promettergli la costruzione di ponti, strade e anche soldi sottobanco, però ho portato a casa l’accordo, così ora quando arriva un barcone si prende e si rimanda indietro.

Dici che non è molto cristiano come comportamento? si forse è vero, ma io che ci posso fare? E poi il popolo è con me.

Via ora provo a riaddormentarmi, speriamo di riuscre a prende sonno..

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