giu 112009

..ma io non ho trovato lavoro, ho trovato un posto dove mi pagano, a farsi dare dei soldi per lavorare sul serio sono capaci tutti..

Anonimo, per voi! Ma non per me

Le 4 cribbio, non riesco proprio a dormire, anche oggi è stata una giornataccia, tu però mi puoi capire vero? In fondo un po siamo uguali, ci portiamo il peso della reponsabilità sulle spalle e nessuno che ci dica un grazie.

Sono solo tutti buoni a chiedere e quando non fai quello che vuoi ti voltano le spalle, eh si tu da lassù devi averne viste davvero tante.

Quando sono iniziati ad arrivare i risultati ho capito subito che non avremmo sfondato, ma un povero cristo, scusa ma sai com’è è un modo di dire, anche se nel mio caso è vero visto che vorrebbero tutti mettermi in croce, i nemici ma soprattutto gli amici, cosa deve fare?.

Insomma ti dicevo dei risultati, già nei giorni precedenti quella manica di leccaculo che mi circonda aveva iniziato ad indorarmi la pillola, ma io cosa devo fare?! Prima quella donnaccia che va a mettere le nostre faccende in piazza, si è vero io mi sono concesso qualche libertà, ma se fosse successo a te che avresti fatto?! Insomma voglio dire, una come quella mica gli stai a chiedere la carta d’identità per sapere quanti anni ha, ma l’hai vista?

E poi è solo invidia perché io perlomeno trombo, ma l’hai visti quelli dell’opposizione? Secondo me quello è secco rifinito perché s’ammazza dalla seghe, ma chi voi che glie la dia a quello? E poi quell’altro con quella pettinatura da big jim e la faccetta da bimbo per bene, gli rode perché lui non ha per le mani tutto il ben di Dio, si fa per dire è, che ho io.

Poi come se non bastasse ci s’è messo pure il centravanti, lo sai no? Secondo me anche a lui un po di passera non gli farebbe male, altro che arrivare vergine al matrimonio, io glie l’ho detto in più di un occassione, tromba bimbo che sei giovane, se io avessi i tu anni me lo farei a punta con tutte quelle passere che ti girano intorno.

Insomma un gran casino, e poi il successo strepitoso di quelli la, io a dire il vero un po me l’aspettavo il bello alla fine è che ti pigliano anche per il culo “la nostra vittoria non modificherà i rapporti di potere, andremo avanti come prima” come no?! Infatti la sera a cena subito il primo ricatto, noi si sostiene i tu candidati al ballottaggio ma te però devi affossà il referendum.

Ora il problema è che io non mi ricordo se all’inizio avevo detto che dovevamo comunque votare o no, e va be, tanto anche se venisse fuori basta che dica che ero stato frainteso, tanto ormai questi credono a tutto. E’ incredibile il numero di cazzate che riesco a dire, a volte un po mi vergogno pure io, forse è per quello che non riesco più a dormire bene.

La cosa però che più mi fa incazzare è quell’altro con quella faccetta da primo della classe, subito dopo che ho detto ai miei sudditi di non votare al referendum quello cosa fa? Annuncia a tutti che lui a votare c’andrà, ma lo sai dove devi andare mi verrebbe da dirgli. A quello ci devo stare attento, dopo tutto quello che ho fatto per lui, l’ho sdoganati, l’ho fatto sedere alla mia destra e continua a darmi coltellate.

E va be ci penserò domani, adesso mi metto a dormire che mi aspetta una lunga giornata, buona notte…

giu 112009

E inuguriamo una nuova categoria, chissà quanto andrà avanti e se avrò voglia di alimentarla. Questa volta però la cosa non dipende solo da me, come i lettori assidui sapranno fraublucher è supportato, per gli scoop giornalistici, dalla famosissima agenzia ANSIA che ancora una volta ci ha fornito del materiale incredibile.

Forse molti non lo sanno ma esistono in giro per il mondo diverse democrazie dittatoriali, sono un po come le vecchie monarchie, solo che in questi casi al posto del re c’è il primo ministro che, sotto la bandiera della democrazia, instaura una dittatura silente controllando la giustizia, i mezzi di informazione e corrompendo alleati e opposizione.

In particolare gli inviati dell’ANSIA sono riusciti a piazzare delle cimici nella camera da letto di Cesare Augusto, il primo ministro dello stato di Libertiade, e noi vi forniremo in tempo reale le trascrizioni di tutto quello che viene registrato.

giu 082009

Pensieri, flusso costante, in continuo movimento, sembra che ogni istante si dilati nello spazio e nel tempo. Si può misurare il viaggio in pensieri? In migliaia di pensieri.

Gli occhi non fanno altro che correre in ogni direzione, uno schermo che funziona al contrario, raccolgono, scrutano, forniscono la materia prima. Istanti di viaggio che vanno ad ammucchiarsi: impressioni, facce, colori, voci, suoni.

Un turbinio unico, una girandola di informazioni senza soluzione di continuità, senza un nesso apparente.

Corpo sottile, esile, carnagione scura, occhi e capelli neri come la notte, sarà alta si e no un metro e sessantacinque, non è la prima volta che la vedo.

L’ultima volta era seduta accanto a me, di fronte aveva un ragazzo, vent’anni non di più, gli aveva tenuto il posto. E’ buffo come sia facile vedere l’amore negli occhi di una ragazza quando non sei innamorato di lei. Quando non hai il cuore che ti batte dentro le orecchie, quando i tuoi pensieri seguono il lento e normale flusso delle tue pulsazioni.

Te ne accorgi, è così evidente, sembra quasi avercelo scritto sulla pelle. Il modo in cui lo guarda, in cui gli sorride, l’imbarazzo palpabile del gioco delle parti.

Riesci a vedere come si sondano, cogli tutti i piccoli segnali di apertura e invito, segnali che spesso non vedi quando sono rivolti a te, perché allora li filtri con il dubbio, con la paura, la paura di mettere a nudo i tuoi sentimenti.

Intanto il treno continua il viaggio indifferente a quello che succede nella sua pancia.

Nonostante sia giugno il cielo è gonfio di pioggia, nubi stanche si portano dietro il loro carico, scure, pronte a inondarci dissolvendosi in milioni di gocce per dissetare la terra arida.

Il paessaggio scorre familiare, ma anche dopo quasi un anno è possibile cogliere qualcosa di indefinito, qualcosa che ti sembra non avere mai notato prima, ma forse è solo una sensazione, un inganno degli occhi.

Guardo ancora le nubi e non posso fare a meno di chiedermi quanta strada hanno fatto e quanta ne faranno ancora. Forse viaggiando in mezzo a loro si potrebbe riuscire a non cogliere i segni della presenza dell’uomo, niente tralicci, niente cavi, niente sacchi di spazzatura, niente auto, solo il rumore del vento.

Capelli scuri, occhiali da sole grandi che le coprono completamente gli occhi. Ha parlato per un eternità al telefono, quasi urlando, anche con le cuffie riuscivo a sentire brani di conversazione. Mi fa sempre uno strano effetto sentire la gente urlare al cellulare.

Sarà perché a me viene sempre da abbassare la voce, so che è strano ma mi sembra che sia un po come farsi vedere in mutande, come mettere in mostra una parte intima di fronte ad una miriade di sconosciuti, una forma di esibizionismo, a volte anche ostentata.

Ecco il controllore, il biglietto è nello zaino, mi sono alzato per niente si fida.

La mia fermata si avvicina, la ragazza di fronte a me è di nuovo al cellulare. Questa volta è stata una cosa veloce.

Santo Setfano Lodigiano, un marciapiede con un cartello, stazione bonsai. I piloni dell’autostrada sembrano quasi dei corpi estranei nel verde della campagna, ma sono anche il segnalibro che mi avvisa che il viaggio è quasi giunto al termine…

giu 032009

Lui una volta ha detto che si balocca di conoscermi e io potrei dire lo stesso di lui, giusto per capirci riporto un pezzo di un suo post

Credo che il centro sinistra debba prendere posizioni chiare sulle questioni etiche.

Credo che il centro sinistra debba prendere delle posizioni chiare sulle politiche di accoglienza e di espulsione.
Credo che il centro sinistra debba prendere delle posizioni chiare sulla sicurezza senza accontentarsi di dare notizie sui giornali ma costruendo politiche per la sicurezza.
Credo che il centro sinistra debba porsi il problema della rappresentanza. I cittadini sempre di più vedono la politica come distante ed estranea.
Credo che il centro sinistra debba ricominciare ad ascoltare i cittadini e debba mettere in campo tutte le sue forze per rappresentarli.

Io credo che se invece che alle elezioni comunali di Pavia fosse candidato a quelle del mio paese lo voterei e credo anche che la politica italiana abbia bisogno di gente nuova, di persone che pensano che la politica sia un mezzo per cambiare le cose e non un fine da raggiungere per sistemarsi e sistemare amici e parenti.

Credo che la politica vada restituita alle idee, ai pensieri e alle persone e credo che Lele faccia parte di quella schiera di coglioni, perché ormai in italia sono visti così, che non fanno politica per un fine personale ma perché ci credono e sono disposti a sacrificare il loro tempo per migliorare la vita di tutti.

Perciò se state a Pavia e non conoscete di persona di candidati vi posso dire che io Lele lo conosco e mi balocco nel raccomandarvelo…

Sono le 6 e 50 ma fa già caldo, l’afa si affaccia, sembra filtrare dai finestrini insieme alla luce del sole.

Lui giacca grigia con una fantasia di quadri viola scuro e azzurro, camicia a righe azzurre e bianche, cravatta arancione, sui sessanta, le spalle ingobbite dal peso della vita e uno sguardo perennemente sorpreso. Sembra un bambino al primo viaggio in treno.

Arriva lei, si siede accanto a lui di fronte a me, capelli lisci lunghi sulle spalle e castani come gli occhi. Pantaloni verde scuro e giacca verde più chiaro, sotto un top bianco incrociato, sul viso una spolverata di lentiggini che si vedono appena. Sopracciglia folte, bocca piccola e ben fatta.

Il treno parte, lei si addormenta, i lineamenti del viso rilassati dal sonno, lui la guarda e ogni tanto guarda me, si starà chiedendo cosa scrivo, o forse cerca solo un cenno di intesa.

Siamo quasi a Lodi, lei si sveglia, tira fuori dalla borsa un voluminoso astuccio di pelle, deve contenere qualcosa di prezioso.

Lo apre, dentro c’è una bibbia, una di quelle con la copertina verde sottile, le pagine che sembrano quasi di carta velina segnate dal nero dell’inchiostro con dei titoli rossi che fanno capolino qua e la.

Lui la fissa sbalordito, quasi avesse tirato fuori una pistola, poi guarda di nuovo verso di me.

Lei legge, la testa piegata in avanti, i capelli che le coprono il viso, sembra assorta in una muta preghiera.

Lui sembra a disagio, continua a fissarla, e ogni tanto lancia un occhiata verso di me, quasi a cercare un alleato che trovi la circostanza strana quanto la trova lui.

Rogoredo, stazione di Rogoredo, la voce elettronica stona non poco in quei vagoni sporchi che hanno un odore indefinito, sembra quasi che siano loro a sudare. Fa caldo alzo la testa e chiedo “scusate vi dispiace se apro il finestrino?”

Il tipo si riscuote dal suo intorpidimento, lei alza gli occhi dalla bibbia e insieme mi danno il permesso, la situazione non cambia, si prospetta ancora una lunga giornata…

mag 212009

Mi sento leggero, impalpabile

ho come l’impressione di volare,

in alto, libero dal peso che mi schiaccia al suolo.

Guardo giù e vedo una parte di me che non mi appartiene, trasformata,

un io svuotato, sfinito, privato delle sue sostanze nutritive

e mi sconvolge scoprire quello che sono capace di fare.

Ancora sento nel ventre il dolore della trasformazione,

l’agitarsi di un essere primordiale che spinge,

si attorciglia, si gonfia, sembra quasi voler esplodere

e alla fine il tonfo, la fronte imperlata dal sudore, la libertà.

Certo che di caate n’ho fatte tante, ma una grossa così mai…

Io sono totalemente, innegabilmente e irreversibilmente Toscano, nato in Toscana da genitori Toscani a loro volta generati da Toscani.

Se prendete il mio codice genetico vedrete che le sequenze di codoni sono le ben note

MAR EMM AMA IAL AAA

I miei neuroni non si scambiano impulsi elettrici fra le sinapsi ma si bestemmiano contro per attivarsi.

I miei globuli rossi oltre a trasportare l’ossigeno c’hanno sempre dietro una fiaschettina di chianti, giusto per non perde l’abitudine, e quando sono nervoso o mi fanno incazzare esce fuori la mia attitudine alla volgarità, al turpiloquio, in poche parole esce fuori il Pisano di campagna che è in me.

Ebbene si lo confesso, sono un Pisano mannaro ma invece della luna piena ciò che innesca la trasformazione è il giramento di coglioni, quando mi altero perdo il controllo e il mio eloquio forbito e degno di un lord dello yorkshire fiorisce di espressioni auliche come porca puttana, maremma maiala, vaffanculo, ir budellaccio della tu mamma e simili.

Sarà perché sono cresciuto in una terra di bestemmiatori, dove la bestemmia perde il suo connotato di offesa al signore e si trasforma in rafforzativo, in punteggiatura, inserita fra le frasi ad arte, quasi non te ne accorgi se non fai bene attenzione al discorso.

Sarà perché i miei orecchi hanno udito bestemmie che voi umani non sareste in grado neanche di immaginare, ho conosciuto artisti che erano i Mc Giver della bestemmia perché in grado di ricavare offese al signore, alla madonna, a gesù e ai santi utilizzando parole che per la maggior parte delle persone risultano inoffensive.

Sarà perché sono nato e cresciuto nella regione che è il buco nero della democrazia in occidente, anche se io credevo che fosse famosa per essere stata la culla del rinascimento.

Sarà perché ho avuto la fortuna di avere a portata di occhi il bello che l’uomo e la natura sono in grado di creare:

Le pause pranzo all’università stesi sull’erba di piazza dei miracoli girovagando fra il battistero, il duomo, la torre pendente e il cimitero monumentale.

San Gimignano, immersi nel passato che affiorava da ogni vicolo, da ogni pietra, passeggiando all’ombra delle torri.

Volterra appolaiata sul suo colle, alabastro e astiludio.

Le dolci colline pisane fra campagna e mare, macchie di giallo grano e verde smeraldo.

Le distese di vigne sonnecchianti sotto il sole.

Gli scogli di calafuria a picco sul mare, la cala del leone con le onde che ti rotolano sulla spiaggia.

E poi Firenze, Siena, la maremma, i boschi di castagni, le isole, insomma la Toscana.

Sarà che quel comunista del mi Babbo, che c’ha sempre detto che quella carne tenera che si mangiava era agnello, m’ha trasmesso valori come l’onestà, il rispetto e l’uguaglianza e cosa altrettanto importante a pensacci bene a aprì bocca prima di sparà cazzate.

Sarà che a volte la vita ti riserva mille sorprese e ti ritrovi sposato con un figliolo a vivere in Emilia Romagna e sei costretto ad andare a lavorare a Milano, uscendo di casa alla 6 e 20 di mattina e tornandoci la sera alle 20.

Sarà tutto un insieme di cose, ma quando sento sparare delle cazzate grosse, ma grosse iniziano a girarmi i coglioni e parecchio e allora esce il Pisano mannaro.

Insomma io mi dovrei fà più di du ore di viaggio per andà a lavorà, pagà biglietti salati alle ferrovie, spende parte dei soldi che guadagno per mangià e movimi a Milano e se prendo la metro devo lascià anche il posto libero ai Milanesi?

Salvini?! Ma vaffanculo va…

L’australia è un paese meraviglioso, per rilanciare il turismo ha inventato il lavoro più bello del mondo, si tratta di fare per sei mesi il guardiano dell’isola di Hamilton.

Praticamente il vincitore, un inglese di 34 anni, dovrà nuotare, dar da mangiare agli animali, prendere il sole, girare per l’isola e alimentare con foto e post un blog.

Pensate che il vincitore ha dovuto superare una selezione con migliaia di altri candidati, il tutto per un solo posto, e per piacere ha dovuto fornire un immagine dinamica di se, di uno attivo, che ama la natura e gli sport estremi. Ma alla fine gli Australiani l’hanno votato e lui è stato scelto.

Sono contento per lui e anche per l’Australia che alla fine con una spesa di 100 mila dollari, circa 70 mila euri, lo stipendio del guardiano, si è fatta una pubblicità incredibile.

Ma adesso veniamo al nocciolo della questione, non penserete mica che ho fatto tutto questo giro di parole per parlare dell’Australia?!

Infatti i signori Australiani sono arrivati secondi, noi Italiani siamo come al solito un passo avanti, solo che non siamo degli spacconi e non ci garba farci troppa pubblicità, il mestiere più bello del mondo ce l’abbiamo noi! Altro che fare il guardiano per 6 mesi, da solo, su di un isoletta.

Suvvia, pensateci bene, per quale lavoro vieni votati dagli italiani, guadagni una barca di soldi e non fai un cazzo?!

Voglio darvi un indizio inizia per P, no non è il pompiere, nemmeno il panettiere, no neanche il poliziotto, come dice signora? Il POLITICO, brava, un etto di culatello in premio alla signora.

Pensateci bene, per fare il guardiano dell’isola questi ragazzi hanno dovuto fornire un immagine di se dinamica, attiva, hanno dovuto dimostrare di avere specifiche abilità, per fare il politico da noi non importa che tu sappia fare un cazzo, non devi nemmeno avere una laurea, basta sapere leccare bene il culo e a volte anche qualcos’altro.

E poi questo se ne starà sei mesi da solo su di un isola, mentre se fai il politico puoi organizzare dei festini a base di puttane e coca e metterli nel rimborso spese, puoi usare la tua auto blu per mandare la moglie a fare la spesa.

Puoi usare gli aerei militari per andare a vedere le partite, puoi far assumere amici e parenti, autisti che non hanno la patente, puoi farti leggi su misura, cementificare aree protette, fare discariche vicino a riserve naturali, insomma puoi fare un po’ quel cazzo che voi senza che nessuno ti rompa troppo i coglioni.

Insomma volete mettere la soddisfazione di andare in giro per il mondo a fare le corna agli altri capi di stato nelle foto di gruppo, a dire carinerie e raccontare barzellette? Sempre invitati a qualche festa. Fare il casting, ops, le liste per le elezioni europee?

Venga signorina si accomodi lei cosa sa di politica?

Ehehe niente, però leggo sempre novella 2000 e Chi e so tutto della storia fra la Bruni e Sarkozi e poi mi piace molto come si veste la moglie del presidente degli stati uniti.

Davvero? Molto interessante, ma mi dica istruzione?

Ho quattro lauree, eheheh, una in lingue (strizzatina d’occhio e sorrisetto complice), una sulla storia moderna delle winx, una in scienza della comunicazione con un master sulla maturazione della banana con tecniche idroponiche e una in manicure e trucco.

Ma è sicura che l’ultima sia una laurea riconosciuta dallo stato italiano?

Ehehehe

Va bene via, venga qua che passiamo alla prove pratiche…

Eh si altro che isolarsi per sei mesi su di un isoletta sperduta, e poi li la selezione è sicuramente più dura, qua fra parlamento, senato e parlamento europeo ne manteniamo più di mille, perché noi quando facciamo le cose le facciamo in grande, senza considerare poi la schiera dei vari consigli regionali e provinciali.

Perciò basta solo farci sopra un paio di spot e la ricaduta pubblicitaria è assicurata…

Io un volevo scrive niente, lo sapete che sono un tipo riservato, e poi come ha detto Silvietto il suo divorzio con donna Veronica, ancora tutto da fare, è un affare privato, e infatti il giorno dopo è andato a parlanne a porta a porta da quel grande giornalista che è Brunetto Vespa, giusto per mantené la cosa in famiglia.

La solita trasmissione senza contraddittorio dove Silvietto può dire quello che vuole, cose del tipo che ricostruirà l’abruzzo da solo armato di cazzuola e cappellino di carta, porterà il mare in umbria, riuscirà a costruire il ponte sullo stretto con li stecchini, direte voi.

Ebbene no, premetto che porta a porta non l’ho vista ero impegnato in una dissertazione sull’efficacia del rutto al salame come deterrente contro la violenza con Lorenzo, ma sono sicuro che un giornalista del calibro di Brunetto lo avrà messo sicuramente in difficoltà.

Il povero Silvietto avrà dovuto rispondere a domande al vetriolo del tipo:


Come sta?

E’ comoda la seggiola?

Certo che sua moglie è proprio un gran puttanone (si è vero questa non è una domanda ma avrà messo in difficoltà Silvietto).

C’è qualcuno fra il pubblico che non gradisce, devo farlo frustare?

Gradisce trovare un paio di minorenni con le puppe grosse in camerino?

Sono sicuro che alla fine la verità sarà emersa cristallina, cantata da una sola voce.

Povero Silvietto, continua ad essere vittima di questi complotti delle sinistre, io però un dubbio inizio ad averlo, non capisco a chi si riferisca quando parla delle sinistre.

Silvietto, dimmelo, dammi ancora una speranza, quando parli di sinistre ti riferisci alla mani, o allo schieramento di qualche fazione politica in particolare? Perché io sono molto turbato se tu sai di qualche partito in Italia che sta a sinistra dimmelo, fanne il nome ti prego, per lo meno avrò di nuovo qualcuno da votare alle prossime elezioni…

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