ott 142009

Ora quest’inverno impari a nuotare senza braccioli, così poi al mare vedrai come ti diverti

Si però nella piscina con l’acqua bassa

Va bene

Ma babbo poi al mare nuoto dove ci sono gli squali? Daniel ha nuotato dove ci sono gli squali

Ma no gli squali sono al largo e poi in italia ce ne sono pochi

E’ vero babbo c’è uno squalo solo in italia, lontano dove ci sono anche i pesci motosega

Ieri mattina ho portato di nuovo Lorenzo in piscina dopo parecchi mesi di inattività, e siccome Lorenzo richiede la mia presenza nella corsia vicina alla sua, cosicché io possa rimirare le sue mirabolanti imprese, mi sono detto approfittiamone per ricominciare a muovere qualche bracciata nelle acquee corsie.

Così dopo quattro mesi di inattività ho messo in borsa costume, cuffia, occhialini e accappatoio e mi sono diretto spavaldo verso questa nuova fantastica avventura, con un solo interrogativo in mente: riuscirò anche questa volta a ritornare a casa sulle mie gambe?

Così eccomi la di nuovo di fronte alla mia nemesi, l’acqua fredda della piscina, con lorenzo che saltella vicino al bordo. Mi metto gli occhialini, la cuffia e via in acqua. In fondo devo resister solo mezz’ora, ce la posso fare, si sento che ce la posso fare.

Inizio la prima vasca a stile, regolare, braccio destro, braccio sinistro, respiro, braccio destro, braccio sinistro, respiro. Però! Non va poi così male, anche se è quello che mi dico tutte le volte e poi alla quarta vasca iniziano i problemi cardiocircolatori. La quarta vasca passa senza troppi problemi, così come la quinta, la sesta e via fino all’ottava.

Alla nona vasca inizio a sentire un certo intorpidimento, l’acqua si fa sempre più densa e ho difficoltà a capire dove mi trovo, ma continuo, ce la devo fare, intanto Lorenzo si agita come un matto e il bagnino gli impartisce ordini dal bordo della vasca. Inizio la decima, e vedo che in fondo c’è una vestita come biancaneve con ai suoi piedi due nani. Due nani? Ma non erano sette?

Deve essere una delle solite allucinazioni dovute alla scarsità di ossigeno che arriva al cervello. Continuo a nuotare con sempre maggiore fatica, biancaneve mi guarda dietro agli occhialini da maestrina e agita un frustino mentre i due nani urlano qualcosa, uno dei due sembra particolarmente incazzato, non riesco a capire con chi ce l’ha.

Ora che ci penso però biancaneve non ha gli occhiali, strano, man mano che mi avvicino sento che il nano più incazzato urla contro i fannulloni, è davvero arrabbiato, vuole che esca dalla vasca perché non mi merito di stare li, solo chi si impegna è degno della vasca, e poi io sono un assenteista, assente ingiustificato per quattro mesi.

Ormai sono vicino alla fine della corsia, li riconosco, biancaneve non è biancaneve ma la Mariastella Gelmini adesso ha in mano anche un paio di forbici mi guarda e ridendo dice che deve tagliare le cose che non servono, un brivido freddo mi percorre la schiena, i nani invece sono Brunetta e Silvio.

Brunetta è sempre più arrabbiato, ormai sembra che stia per esplodere, ha il viso completamente paonazzo, gli occhi fuori dalle orbite e lunghe zanne al posto dei denti, continua ad urlare come un forsennato ma non riesco più a capire cosa dice. Intanto Silvio si sta arrampicando addosso alla Maria Stella, sotto la calzamaglia da nano vedo un inquietante rigonfiamento, si arrampica e sbraita conto i bagnini comunisti che gli impediscono di entrare in vasca, “Io sono stato il più grande nuotatore di tutta la storia, di tutti i tempi, ho battuto Phelps nuotando con una mano sola”

Allungo la mano per toccare la fine della corsia quando sento il boato dell’esplosione, vedo pezzi di nano volare dappertutto, Brunetta è esploso, ci sono i suoi pezzi ovunque, Maria Stella e Silvio giacciono a terra mescolati l’uno nell’altro la gente fugge in tutte le direzioni, l’acqua adesso è un caldo brodo rosso e vedo la bocca di Brunetta con zanne da squalo nuotare veloce verso di me. Devo fuggire, provo a muovere le braccia ma il terrore mi immobilizza, i contorni delle cose iniziano a svanire mi sento sprofondare in quel brodo caldo.

Buio, un freddo gelido buio e poi la calda tranquillizzante voce che scandisce 1001, 1002, 1003, 1004 liberaaa

ott 102009

Hanno sempre ragione i maschi, le femmine non hanno mai ragione

set 142009

In bagno che mi lavo le mani, arriva lorenzo a corsa:

Babbo, abbiamo vinto 2 a 0

Si ma chi?

I calciatori del gioco del calcio

set 142009

Babbo quando corro in gola mi viene il fiato di menta…

Le ffss sono un emissione del male, e su questo punto non ci piove, chiunque abbia mai preso un treno in vita sua sarà d’accordo con me e come tutte le emissioni del maligno si presentano sotto varie forme.

I ritardi, la mancanza di informazioni, la sporcizia, sono solo alcune delle molteplici facce di questa hydra a mille teste. Ce ne sono altre molto più subdole e sottili che tendono a fiaccare la resistenza del pendolare più accanito, in modo da avere un esercito di zombie senza volontà che mai si ribellerà alle loro angherie.

Per spiegarmi meglio voglio fare un esperimento insieme a voi.

Supponiamo che voi siate a Milano e vogliate andare a Piacenza, siete in ufficio o in un qualsiasi posto dotato di connessione internet e casualmente avete un pc o un portatile con sopra un browser, adesso andate sul fantasmagorico sito delle ferrovie dello stato, fatto?

Bene in bella evidenza c’è il box per la ricerca, mettete dentro milano centrale come stazione di partenza e piacenza come stazione di arrivo, schiacciate il pulsante per avviare la ricerca, fatto?

Ci siamo, dovreste trovarvi davanti una fantastica tabella con i risultati della vostra ricerca, la vedete? Vedete quanto è bella? Ci sono indicati i treni, l’ora di partenza, quella di arrivo, il prezzo dei biglietti di prima e seconda classe, volendo si possono anche visionare il numero di fermate intermedie. Non è fanastico tutto ciò?

Non vi sembra però che manchi qualcosa? Un informazione che potrebbe tornarvi utile?! Esatto, manca la destinazione del treno, c’è scritto solamente la tipologia di treno e il numero, ma non la destinazione.

Adesso andiamo in stazione correndo perché siamo in ritardo, entriamo lanciati come un missile, saliamo le scale due a due, al limite dell’arresto cardiocircolatorio e mentre stiamo per svenire lanciamo un’occhiata al nuovo fantasmagorico tabellone dell’orario.

Quali sono le informazioni più in evidenza? La destinazione e l’orario di partenza e poi accanto alla destinazione anche il numero del treno in piccolo, che non si legge, e quale cazzo era il numero? non ve lo ricordate dite la verità!

Allora caro amico emissario del male per conto delle ffss che hai fatto questo strabiliante sitarello e c’hai messo un sacco di informazioni di cui non mi interessa una beneamata fava, perché, ti chiedo qui in ginocchio prostrato di fronte al tuo immenso potere mediatico, perché, e ancora perché non ti sei preso un chilo di bit in più e non hai aggiunto anche la destinazione invece del numero del treno che dopo venticinque secondi che uno l’ha letto se l’è bello che dimenticato?

ago 302009

6 marzo 2022, una fredda notte in un posto qualsiasi della penisola italica:

Era quasi mezzanotte, avrebbe dovuto essere sveglio ma l’ennesimo reality e il divano comodo avevano contribuito a farlo piombare in un sonno profondo.

lo squillo del campanello gli fece quasi prendere un colpo, si precipitò alla porta con il cuore in gola

- Chi è – avrebbe voluto assumere un tono autoritario ma lui stesso udì a malapena la sua voce.

- Sono io, apri, chi vuoi che sia a quest’ora?!

Era Marcello, uno dei suoi migliori amici, si era quasi dimenticato che quel mercoledì era lui che doveva andare a recuperare la roba.

-Ce l’hai?

-Certo che ce l’ho, e apri questa cazzo di porta – dovette trafficare un minuto buono con la catenella e la serratura prima di riuscire ad aprire, Marcello entrò nella piccola stanza come una furia. – Ma ti sei rincoglionito? Lo sai quello che rischiamo vero? Questa roba è sulla lista delle sostanze proibite, se ci beccano rischiamo dai 3 ai 5 anni di galera, sono dieci minuti che suono quel fottuto campanello, tanto valeva che mi mettessi a strillare il tuo nome e quando finalmente ti degni di venire alla porta ti metti anche a fare domande del cazzo.

-Scusa hai ragione, ma mi ero addormentato e quando tu hai suonato non riuscivo a capire bene cosa stesse succedendo.

Intanto Marcello avevo cominciato a tirare fuori i pacchetti dallo zaino allineandoli sul consunto tavolo in formica. Lui li fissò per un attimo, l’agitazione stava lasciando il posto ad una sensazione di soddisfazione – E’ buona la roba?

-Certo che è buona, lo sai che i nostri fornitori sono i migliori sulla piazza.

-Sei stato dall’egiziano o dal turco?

-Dal turco, ultimamente l’egiziano ha cominciato a fare un sacco di storie, dice che i vicini hanno iniziato a guardarlo in modo strano, che tiene famiglia, insomma si sta cacando sotto. Io credo che stia pensando seriamente di uscire dal giro
.
-Cazzo, questo sarebbe davvero un bel problema, il turco ha roba migliore ma sui grandi quantitativi l’egiziano non ha rivali.

-Da una parte lo capisco, fino a qualche anno fa era abbastanza facile, andavi la, prendevi la roba, se non ti coglievano sul fatto il tragitto verso casa era una passeggiata, anche se incontravi qualche ronda bastava tirar dritto con passo sicuro ed eri a posto. Ma adesso con quei maledetti cani sei fottuto, sono in grando di annusarla anche a cento metri di distanza.

Mentre parlava si era avvicinato al frigorifero e l’aveva aperto – Cazzo ma non hai neanche messo una birra in fresco? Va be dai vorrà dire che questo kebab ce lo mangeremo bevendoci la coca omaggio.

ago 292009

A.D. 2050 seduto sul divano col mi nipote in braccio, passa una pubblicità sull’oloscreen, lui mi guarda con i suoi occhietti furbi:

Nonno chi era Berlusconi?

Un politico italiano che stravolse le regole democratiche e usò la politica per suo tornaconto personale.

Ma come?! E a gente lo votava?

Certo che lo votava

Anche te?

No! Nonno di cazzate nella vita n’ha fatte tante, ma quella mai

ago 242009

Babbo io da grande voglio fare il ruttante!

Il ruttante?

Si il ruttante.

E credi che ti pagheranno per fare i rutti?

Eheheheheh

Eccomi di nuovo sul treno, anche se avevo deciso di farmi tutto agosto in macchina alla fine il richiamo delle ffss è stato più forte.

La scusa ufficiale è stata l’aumento del traffico con la conseguente difficoltà a trovare parcheggio, ma la verità è che mi mancavano i viaggi in treno, mi mancava il gelo condizionato della mattina, il caldo sahariano della sera, l’odore di decomposizione e il sudiciume delle carrozze, la mancanza totale di informazioni e sopratutto i ritardi.

Così stamattina mi sono alzato alle sei per prendere il regionale delle sei e quarantatre: arrivo in stazione e vedo che il mio treno è segnalato con mezz’ora di ritardo. Il vecchio me a questo punto avrebbe iniziato un mantra interiore di bestemmie purificatrici, invece il nuovo me fa spallucce e decide di approfittarne per fare colazione in attesa del regionale delle sette e zerootto.

Così vado al bar della stazione e ordino cappuccino e brioche. Addento soddisfatto la brioche alla marmellata e chiedo il cappuccino al barista, intanto vedo un treno arrivare sul binario tre, essendo le sei e quaranta non può essere quello delle sei e quarantatre, che ha mezz’ora di ritardo, ma nemmeno quello delle sette e zerootto, do un altro morso dubbioso alla brioche quando dall’altoparlante una voce umana, quella sintetizzata deve essere in ferie, annuncia che il treno delle sei e quarantatre è in partenza dal binario tre.

Cazzo! Esco dal bar senza aver neanche visto il cappuccino e corro verso il binario, intanto il vecchio me ha sputato in faccia al nuovo e sta cantando allegramente la sua litania di bestemmie. Alla fine, grazie alla ferrea preparazione fisica e mentale a cui mi hanno sottoposto quando ero alla tana delle tigri, riesco a prendere il treno e mantenere l’autocontrollo.

Adesso sono comodamente seduto nel mio seggiolino azzurro-marrone chiazzato di macchie di cui è meglio non sapere l’origine e mi conforta il pensiero che in un paese come questo, dove non hai punti di riferimento, dove non puoi fidarti delle promesse di nessuno ci sia un punto fisso, un faro nella nebbia, le nostre care, vecchie, disastrose ferrovie dello stato.

Puoi stare un giorno, una mese o un anno senza prendere un treno e hai comunque la certezza che quando lo prenderai di nuovo non sarà cambiato niente, perché qui alle ffss non funziona un cazzo ma non funziona bene…

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