Due classi sono poche

A volte le cose succedono così, sembra che non siano collegate, in realtà guardando meglio è possibile vedere un filo rosso che le unisce.

Facciamo un esempio, giusto ieri leggevo che il “geniale” Moretti, quello delle FFSS, il grande uomo che consigliò di munirsi di panini e coperte prima di prendere il treno, insomma quello lì, ha detto che è ora di ammodernare e che due classi sono poche, perciò entro fine anno le frecce saranno dotate di ben 4 classi.

Una per chi vuole solamente viaggiare, il desiderio di ogni disgraziato che si avventura a prendere un treno, e poi su fino ad arrivare alla super lusso. Sembra che i primi vagoni siano già in lavorazione per essere dotati di questi super allestimenti, chissà chi paga!

Stamattina in stazione ho rinnovato l’abbonamento e mentre il bigliettaio me lo preparava mi ha detto, lo sa che è aumentato vero? E’ stato allora che ho visto il filino rosso partire dal mio abbonamento fino ad arrivare al vagone superlusso.

Due classi sono poche

Maremma Super Maialissima

Quando ci vole, ci vole!

Ma veniamo ai fatti, è ormai un mesetto, o giù di li, che cerco di cambiare tariffa al cellulare, qualcosa che mi permetta anche di sfruttare la possibilità di navigare in internet per controllare le email o cazzeggiare quando sono in treno.

Dopo attente ricerche e comparazioni e conti alla mano e rotture di coglioni, mi sono indirizzato verso quella compagnia, di cui non dico il nome per non fare pubblicità occulta, il cui marchio è un numero intero compreso fra due e quattro.

Però questa volta basta ricaricabili meglio un abbonamento, fra l’altro mi sembra di averne trovato uno assai conveniente: Zero6 Top che per 29 euri al mese ti da 400 minuti di telefonate, 200 sms e 4 Giga di traffico su internet, niente male, fammi leggere il contratto.

Come al solito nel contratto, scritto piccino piccino, ci sono una serie di clausole vessatorie del tipo se provi a disdire il contratto ti si spezzano le gambe o sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli e cose di questo tipo. Inoltre la durata del contratto è di 24 mesi e i costi pe la disdetta anticipita del contratto sono in tabella, tabella che non si legge.

Cazzo 24 mesi sono tanti, se fossero 12 sarebbe meglio, però dai il piano è buono per quello che spendo io e le telefonate che faccio va più che bene. Richiedo la consulenza di un operatore, perché mi chiarisca alcune postille scritte in gaelico antico.

L’operatore mi chiama e chiarisce tutti i miei dubbi, dicendomi che in realtà sono un po gigioni e gli piace scherzare, ma si mi dico, ma si e facciamo sto abbonamento che mi piace. Lo vuol fare direttamente con me, ma si dai visto che ci siamo. Allora che modello di telefono vuole?

Telefono? Ma io ce l’ho già il telefono e mi ci trovo bene, mi garbicchia, vorrei tenere questo. La signorina mi spiega gentilmente e con pazienza, forse ha capito che sono un decerebrato, che con questo piano è obbligatorio il videofonino, che nome del cazzo, e quindi devo sceglierne uno, tanto ce ne sono anche da 0 euri.

E vada per uno di quelli da 0 euri, prendo il nokia 6220, do tutti i miei dati e aspetto fiducioso l’arrivo del telefono e del contratto da firmare, il tutto mi sarà inviato via corriere.

La mattina della consegna/firma arrivo in stazione, scendo dal treno e la, appese al soffitto della stazione ci sono tre passerone vestite con dei vestitini corti e dorati che mi sorridono, si sorridono proprio a me, mi staranno dando il benvenuto?

Leggo il cartello pubblicitario e capisco che non mi stanno dando il benvenuto ma mi stanno prendendo per il culo. La compagnia telefonica, il cui nome è un intero compreso fra due e quattro, ha lanciato un nuovo piano tariffario, un abbonamento flat che per 29 euri al mese ti da 800 minuti di telefonate, 400 sms e 10 Giga di traffico internet, inoltre la durata del contratto è di 12 mesi e Maremma Super Maialissima.

Allora lo fanno apposta, come se non bastasse quando arriva il corriere mi accorgo di avere pure sbagliato a scegliere il telefono, era il 6120 che costava 0 euri, mentre il 6220 ne costa 49. Sconsolato torno mogio mogio a pigiare i pippoli…

Maremma Super Maialissima

Lotterie FFSS

Pensavo di essere forte, mi ero illuso di essere preparato, abbastanza intelligente da evitare le trappole e ho gioito per avere vinto qualche piccola battaglia, ma mi rendo conto solo adesso della mia ingenuità.

Sto lottando con un nemico più forte di me che a poco a poco sta vincendo la guerra, io ero preparato a tutto ma non a questa lunga e straziante guerra psicologica. Questa mattina, per non incappare nelle chilometriche file e memore delle tremende macchinette, ho deciso di fare l’abbonamento direttamente in biglietteria.

Mi metto in fila, scelgo la più corta, due sole persone avanti a me, sono le 6 e 50 ho il treno alle 7 e 8 dovrei farcela senza problemi. Le 6 e 55 la ragazza che era dal bigliettaio quando mi sono messo in coda è ancora li, 7 la ragazza continua a parlare con il bigliettaio, molto probabilmente sta pianificando un viaggio Piacenza Bogotà in treno.

7 e 2 minuti, tocca a me ho gia pronti i mie 68,90 euri, questa volta non mi fregano, questa volta non mi coglieranno impreparato ho imparato la lezione, ne sono uscito rafforzato. Il bigliettaio mi guarda con uno strano sorriso sulle labbra, all’improvviso vengo colto dal panico, che sia un agente provocatore infiltrato dai servizi di confusione delle FFSS?

Devo stare calmo, tranquillo, respirare, inizio ad immaginarmi cose che non ci sono, adesso il buon uomo sorridente dall’altra parte del vetro mi darà il biglietto io gli darò i soldi e me ne andrò felice. Prima ancora che il biglietto esca dalla stampante vedo la cifra sul display 63,90 euri, mi sa che mi ha fatto solo l’abbonamento base ed è pure aumentato, a settembre costava 60,90 euri.

“Mi scusi mi potrebbe fare anche il supplemento per prendere gli InterCity”
“E’ già compreso nel prezzo” Mi risponde cordialmente il bigliettaio sempre con quello strano sorriso ammiccante, sembra quasi un cenno fra membri del fight club.

A quel punto mi sento mancare la terra sotto i piedi, un improvviso giramento di testa mi fa vacillare, mi guardo intorno e mi sembra che tutti mi sorridano ammiccando, la signora sotto il tabellone sembra che stia parlando ad un auricolare, il vecchietto vicino al cestino, è una mia impressione o ha passato qualcosa furtivamente alla ragazza vesita da dark.

Prendo il biglietto e corro fuori dalla biglietteria, l’aria fresca della mattina mi fa sentire meglio, all’improvviso tutto sembra tornare alla normalità e ho come l’impressione di aver fatto un brutto sogno. Alla fine tiro le somme, in tre mesi ho fatto tre volte l’abbonamento

Settembre abbonamento in biglietteria con supplemento per intercity 68,90 euri
Ottobre abbonamento alla macchinetta senza supplemento 74 euri
Novembre abbonamento in biglietteria con supplemento per intercity 63,90 euri

Se non è guerra psicologica questa non so proprio che altro sia, ma adesso non ho tempo per analizzare le tattiche del mio avversario, mi rimane giusto il tempo di raggiungere il binario prima che arrivi il mio treno…

Lotterie FFSS

Coglione IO (La macchinetta fa solo quello che le dice lei)

Ebbene per chi pensava che la mia personale guerra con le ffss fosse finita ecco pronta la smentita.

Come tutti si saranno accorti, anche quelli meno svegli, settembre ha lasciato il posto ad ottobre e il cambio di mese ha portato anche al rinnovo dell’abbonamento per chi come me pendola.
A mia discolpa posso solo dire che ci ho provato a fare il biglietto in biglietteria, ma ogni volta c’era una coda chilometrica che usciva dalla stazione. E visto che li nell’atrio c’è una comoda macchina per fare gli abbonamenti mi sono detto: “Ma perché Io, uomo tecnologico che ha i nanodroidi nel sangue ed è in grado di dominare ogni macchina controllata da un computer, devo fare la fila come questi poveri pezzenti?”.

Così ho lanciato uno sguardo di disprezzo a quei poveretti in fila e mi sono avviato verso la macchina. Quando la gente si è resa conto che io avevo il coraggio di sfidare l’arcana tecnologia delle ffss, un brusio colmo di ammirazione si è levato da quella massa informe di penitenti in coda.

E così mi sono ritrovato faccia a faccia con il nemico. Seleziono la partenza, c’è solo Piacenza niente di più facile, poi seleziono la destinazione Milano, esce una schermata con scritto su quali treni posso usare l’abbonamento, ma io mi faccio beffe di lei, le rido in faccia, l’uomo tecnologico non ha bisogno di istruzioni, l’uomo tecnologico sa per intuito come funzionano le cose, e poi è tardi, sono stanco ed ho fame.

Arrivo al punto in cui devo pagare, 74 euri, cazzo! Il mese scorso ne ho spesi 68, alla faccia dell’aumento, pago e ritiro il mio abbonamento. Lo alzo sopra la testa come un trofeo di caccia, un nuovo brusio si alza dalla massa in coda. Posso vedere l’invidia lampeggiare nei loro occhi, anche se a ben guardare mi sembra più compassione, vorrei urlargli “vi rode che io abbia fatto l’abbonamento in 2 minuti netti”, ma l’uomo tecnologico è avulso alla logica esibizionista e competitiva che anima i poveretti, così ho voltato le spalle a tutti e me ne sono andato.

La mattina dopo mi sono alzato di buon ora per prendere l’intercity delle 7 e 30 per essere presto in ufficio, visto che la sera dovevo venire via alle 17. Incredibilmente il treno è in orario, mi viene quasi da piangere. Il viaggio procede tranquillo, siamo quasi arrivati a milano quando arriva il controllore.

Inizia il suo giro di controllo e quando arriva a quella seduta accanto a me le dice “Signora con questo non può prendere l’intercity deve pagare il supplemento”. La poverina si giustifica, balbetta una scusa, ma io so che ci ha provato, ha fatto la furba. Le lancio un occhiata di disprezzo. Io in quanto uomo tecnologico avvezzo all’uso di attrezzature elettroniche so bene che certe cose non accadono per errore, non c’è spazio per l’errore nella fredda logica delle macchine.

Ecco che finalmente il controllore chiede anche a me di fargli vedere il biglietto, pregusto già il mio trionfo, finalmente quello stolto si renderà conto che ci sono delle persone capaci di avvalersi dei mezzi che l’epoca moderna gli mette a disposizione, il controllore guarda il biglietto poi guarda me e mi dice “anche lei deve pagare il supplemento”

“Come devo pagare il supplemento?”, “Si con questo non si può salire sugli intercity sono 6 euro” “Ma, ma” provo a giustificarmi, ma lo sguardo accusatore del controllore mi inchioda al sedile, si legge chiaramente che sta pensando “Ci hai provato, volevi fare il furbo…”, così oltre ai 74 euri della sera prima devo sborsarne altri 6.

Quando arrivo alla stazione quasi non riesco a camminare dallo shock, ma come è possibile. Faccio due conti veloci con la mia mente lucida ed allenata: allora lo scorso mese ho fatto l’abbonamento in biglietteria, ho speso 68 euri e potevo prendere gli intercity, questo mese ho fatto l’abbonamento alla macchinetta ne ho spesi 74 e mi hanno fatto pagare un supplemento di 6 perché ho preso l’intercity.

Solo una mente avvezza a calcoli complessi come la mia avrebbe potuto notare questa sottile contraddizione, prendo il vecchio abbonamento e controllo le cifre, abbonamento base da Pontenure a Milano 60,90 euri, supplemento per salire sugli intercity 8 euri per un totale di 68,90 euri.

Quindi pallottoliere alla mano e considerando che con il nuovo abbonamento non posso prendere gli intercity la differenza sale a 13,10 euri. Se poi si considera che il vecchio abbonamento era da Pontenure che è ancora più lontano da Milano si può tranquillamente arrotondare a 14 euro. Adesso mi rimane solo da capire il perché di questa differenza, forse qualcuno dei miei nano droidi ha mandato in cortocircuito la macchina degli abbonamenti, o forse l’FFSS ha colpito ancora, appena posso devo passare in biglietteria per avere la spiegazione di questa differenza.

Due sere dopo si presenta l’occasione, sono in anticipo e non c’è nessuno in fila, il bigliettaio, molto probabilmente adesso anche lui avrà un nome figo del tipo addetto alla movimentazione cartacea dei documenti di viaggio, sta facendo delle pile di monetine, sembra quasi di vedere un croupier con l’artrosi.

Provo a chiedergli in termini gentili il perché della differenza di prezzo fra i due abbonamenti, lui mi guarda un attimo e poi abbassa di nuovo lo sguardo sulla sua pila di monetine. “E lei cosa l’ha fatto a fare il biglietto alla macchinetta”. Bella risposta del cazzo, mi verrebbe da rispondergli, dove vi addestrano al cottolengo!!!

Mi limito ad un “Che discorso è, ho fatto l’abbonamento alla macchinetta perché in biglietteria c’era una fila chilometrica e ero di fretta”, “Ma la macchinetta fa solo quello che le dice lei”. A questo punto ho la visione di me che mi trasformo nel Dio Cinghiale, divinità dalla pelle setolosa che infesta i boschi Toscani infilzando le sue prede con gli incisivi sporgenti ed affilati, e irrompo nella biglietteria distruggendo tutto ciò che mi capita a tiro.

Sento che il tono della voce mi si sta leggermente alterando. “Mi prende in giro? Ho capito che la macchinetta fa quello che dico io e io ho fatto l’abbonamento da Piacenza a Milano, quello che non capisco è perché questa volta l’abbonamento mi è costato 74 euro.” Sempre senza guardarmi, l’emissario del male bofonchia la sua risposta, “Appunto qui glie lo facevamo da Pontenure. Ma lei perché ha fatto l’abbonamento alla macchinetta? La macchinetta fa solo quello che le dice lei”

La visione è nitida vedo le zanne che artigliano lo scellerato e lo aprono dall’inguine fino alla gola, vendetta, tremenda vendetta…
Cerco di recuperare un battito regolare e una voce tranquilla, “Va bene ho capito, ma allora posso fare il supplemento per gli intercity?”, la mia sembra una richiesta normale, facile da soddisfare.“No non è possibile, se vuole prendere l’intercity deve fare un supplemento di 3 euro ogni volta”

Vedo il cinghiale sgonfiarsi lentamente fino a diventare un criceto sconfitto dallo strapotere del Dio malvagio e multiforme che porta il nome di FFSS. Abbacchiato e sconfitto lascio la stazione sconsolato, e solo allora capisco, capisco che la macchinetta è una trappola ben congegnata, che le file alla biglietteria non sono dovute all’incapacità e la lentezza, ma è tutto un diabolico piano per spingere gli ignari viaggiatori ad usare la macchinetta.

Perciò ricordate, tenete bene a mente queste parole ogni volta che usate una macchinetta delle “FFSS”

La macchinetta fa solo quello che le dice lei…

Coglione IO (La macchinetta fa solo quello che le dice lei)