Tesoro ci rapiscono i ragazzi

Ormai è pratica diffusa non leggere più le notizie, ma limitarsi al titolo e alle prime due o tre righe dell’articolo, che leggere è fatica, ci vuole tempo e poi bisogna anche capire il senso del discorso.

Di questa nuova moda ne hanno subito approfittato gli italici titolisti che continuano a fare titoli sensazionalistici solo per attirare traffico o far vendere giornali, puntando molte volte sull’effetto indignazione del popolo italico, forti del fatto che tanto alla fine l’articolo non lo leggerà nessuno.

E poi anche se qualcuno lo leggerà si limiterà alle prima dieci, venti righe, mica arriverà fino alla fine. Questo devono aver pensato gli amici del Tirreno con questo esemplare articolo:

Paura per il figlio al supermercato

Partiamo dal titolo:

Paura per il figlio al supermercato Coop, allarme tra le mamme. Indagano i carabinieri

Con un titolo così come fai a non condividere la notizia, quando ci sono di mezzo i bimbi non si guarda in faccia a nessuno, passando al sommario la cosa si fa ancora più preoccupante

La frase di una sconosciuta tra le corsie del negozio: “Bello questo bambino. È da vendere” mette in allarme la madre e attraverso i social scatena il panico tra i genitori di tutta la provincia. I carabinieri aprono un’indagine.

Allora la cosa è seria, una sconosciuta che si aggira per le corsie del negozio lanciando velate minacce alle povere mamme, ma non può essere solo questo ad avere scatenato il panico, sicuramente l’articolo lo spiegherà con dovizia di particolari

PRATO. Allarme al supermercato Coop di Montemurlo. La notizia di due nomadi, supportati da altri due che attendevano in auto, e che avrebbero tentato di prendere un bambino alla madre sta facendo il giro dell’area metropolitana. Messaggi su Facebook, post audio su whatsapp nei gruppi delle mamme di ogni ordine e grado, un tam tam che non ha risparmiato nessuno. A suon di telefonate e di allarmi. Del resto la posta in gioco è seria e antica: il pericolo che vengano “rubati” i bambini.

Cazzarola, adesso è tutto chiaro, sono stati i nomadi, a questo punto l’italico genitore mette mano all’account di Facebook e lancia l’allarme, tutti devono sapere che questi vengono a rapirci i figlioli. E così in un attimo sono tutti a cavallo delle ruspe paventate dal politicante in felpa che ha un programma politico che prende a malapena mezza pagina di quadernone, se scritto una riga sì e una no.

Se però l’italico genitore si fosse preso la briga di leggere l’articolo per intero avrebbe letto che

In base a quanto riferiscono i carabinieri però l’episodio non sarebbe della gravità descritta sui post. La mamma del bambino è già stata sentita e, sempre in base a quanto riferiscono le forze dell’ordine, avrebbe riferito agli inquirenti di una donna ben vestita e con l’accento straniero che le si sarebbe avvicinata mentre era al parcheggio e rivolgendosi al piccolo, seduto sul carrello, le avrebbe detto: “Che bel bambino. E’ da vendere”. Una frase che ha creato disagio nella donna che poi avrebbe riportato quanto accaduto nel suo giro di conoscenze. I carabinieri, precisano, che non sono intervenuti nell’immediatezza del fatto perché nessuno ha chiamato il 112

E certo che nessuno ha chiamato il 112, visto che non era successa un’emerita sega, scusate il linguaggio da trivio, ma ogni tanto m’avvampa il Pisano sopito sotto la cenere.

Intanto sarebbe da chiedere come mai nell’articolo si menzionano le corsie del supermercato quando tutto si sarebbe svolto nel parcheggio, ma ancora più importante sarebbe chiedere al fulgido imbrattacarte, detto anche giornalista, come mai non ha iniziato l’articolo dicendo che non era successo una mazza invece di parlare di quattro nomadi che avrebbero tentato di rapire un bambino.

A voler pensare male direi che si è voluto far leva sullo strisciante razzismo circolante e sul luogo comune che gli Zingheri, la mi’ nonna li chiamava così, rapiscono i bimbetti. Questa è una leggenda metropolitana molto in voga, che si raccontava anche quando ero piccino io e che ti rimane nelle viscere causandoti quel senso di angoscia quando per un attimo perdi di vista uno de’ tu figlioli dentro al supermercato.

Poco importa che in Italia e in Europa non ci siano notizie certe di rapimenti di bambini da parte di nomadi. Ma si sa, la verità di questi tempi è merce che non ha valore.

Per chi fosse interessato ad approfondire il tema in modo serio riporto un interessante articolo dell’internazionale:

I ROM rubano i bambini e altri stereotipi

Tesoro ci rapiscono i ragazzi

Come faccio a spiegarlo a mio figlio?

pucca

Finalmente anche noi abbiamo avuto la nostra legge sulle unioni civili, non che sia la migliore delle leggi possibili, ma visto che siamo in un paese in cui metà dei nostri politici sono ostaggi di tizi che c’hanno messo quasi quattrocento anni a dare ragione a Galileo, c’è poco sa stupirsi.

Su questa legge sì è già detto di tutto e di più, perciò non voglio stare qui a discuterne, non posso però fare a meno di pensare alle varie argomentazioni addotte dai detrattori che, in alcuni casi, mi sembrano a dir poco naif.

Fra tutte, quella che mi ha colpito di più è stata “Ma se due uomini/donne si baciano per strada come faccio a spiegarlo a mio figlio/a”, e variazioni sul tema con cui la mirabolante obiezione è venuta fuori.

Dopo averci riflettuto e ragionato un bel po’, perché certe questioni spinose vanno vagliate per bene, ho deciso di dare una mano a questi poveri genitori afflitti da un problema così grave.

Dico genitori perché di sicuro il problema non è nei figli, io ce ne ho due e so bene quello che dico, inoltre ho anche un maschio e una femmina perciò mi sono esercitato con entrambi i sessi. Dopo anni di comunicazione intensiva con loro posso dire, a ragion veduta, che se non si riesce a spiegare qualcosa ai propri figli al 99,99 percento la colpa è nostra, volevo perciò spiegare a quei poveretti che non ci riescono come fare. Il mio è un manualetto per dummies in tre semplici punti:

1 Leggete ai vostri figli

Fin dalla tenera età leggete ai vostri figli, loro sono degli ascoltatori avidi e, anche se vi sembra che non capiscano, vi assicuro che assimilano ogni singola parola arricchendo il loro vocabolario. Forse qualcuno può riuscire a non cogliere il nesso ma c’è, fidatevi.

2 Parlate ai vostri figli

Questo punto discende dal punto uno. Sempre fin dalla tenera età dovete parlare con i vostri figli, e dovete rispondere alle loro domande come se fossero in grado di capire, perché, vi svelerò un segreto, loro capiscono davvero. Perciò evitate frasi del tipo “la non ci puoi andare perché c’è il bubbo nero”, “non toccarlo è cacca” ecc. Perché loro vi prendono sul serio, quando vi fanno una domanda non è per perdere tempo ma perché hanno l’urgenza di conoscere il mondo che li circonda e si fidano di voi, che siete la loro wikipedia personale in cui sono convinti di trovare tutte le risposte.

3 I bambini hanno processi mentali semplici

Fino all’inizio dell’adolescenza i bimbi utilizzano la loro logica lineare per decodificare il mondo, per questo a volte ci fanno domande che le nostre sovrastrutture seghementalistiche fanno fatica a comprendere e ancora più fatica a rispondere. Cercate quindi di rispondere sempre con la stessa linearità, senza inventarvi strane storie o fare ricorso a esseri sovrannaturali.

Perciò quando un bambino vi chiede “Babbo/Papà/Mamma perché quei due signori/signore si baciano” lo chiede solo perché viviamo in un paese retrogrado dove l’omosessualità si nasconde come una vergogna e non è abituato a vederlo. In questo caso l’unica risposta possibile, semplice, lineare è la verità.

“Perché si amano”

Questa risposta non trasformerà vostro figlio in un drogato, non provocherà la fine della società, non distruggerà la “Famiglia tradizionale”, non porterà gli uomini ad accoppiarsi con gli animali e non causerà un nuovo diluvio universale. Ma se non siete in grado di capirlo allora il problema non ce l’hanno i vostri figli, ce l’avete voi.

Come faccio a spiegarlo a mio figlio?