Io Tony Green e il malefico sportello

Come mio solito quando devo fare qualcosa devo farla bene, non mi accontento, sono un esteta perfezionista, qualunque cosa voglia dire.

Perciò se devo accoppare qualcuno a sportellate non posso accontentarmi di un qualsiasi Agenore Cagnacci muratore in Pizzighettone, eh no!

Ma procediamo con ordine, era la settimana di Natale, e io da serio professionista stavo trascinando le ultime giornate lavorative prima delle meritate ferie.

Avevo testé parcheggiato la macchina a bordo strada, guardato nello specchietto e stavo per aprire lo sportello quando mi sono reso conto di non avere preso il cellulare dal portaoggetti.

Il mio errore è stato non riguardare nello specchietto prima di aprire davvero lo sportello, eppure me lo diceva sempre mia nonna: studia nini che testa n’hai, non so se c’entra ma ci stava bene. Insomma apro lo sportello e sento strachiò, un rumore come quando qualcuno che passa in bicicletta ti si schianta nel suddetto.

E infatti proprio quello era successo, uno che passava in bicicletta mi si era schiantato nello sportello capriolando per la terra. Quando mi sono reso conto di quello che era successo ho sentito il sangue gelarsi nelle vene, che poi è un modo di dire, mi si fosse davvero gelato il sangue probabilmente sarei morto.

Scendo dalla macchina per soccorrere il malcapitato, che si era messo a sedere e scuoteva la testa come un pugile che tenti di riprendersi da un ko, gli chiedo come sta, lui mi guarda e fa un uuuh, come se avesse appena fatto la cosa più divertente della sua vita.

Quando finalmente si rialza e propongo di chiamare l’ambulanza lui mi dice, con accento straniero, che non importa, non c’è bisogno, vuole solo raggiungere la sua fidanzata. Al che mi insospettisco un po’, magari ho quasi accoppato un pericoloso criminale o un fuggiasco ricercato dalle polizie di tutto il mondo.

Invece no, quello che ho quasi accoppato è Tony Green, di New Orleans, un pittore e musicista jazz di professione. L’unico motivo per cui non vuole che chiami l’ambulanza è che ha paura che lo facciano pagare come negli Stati Uniti.

Alla fine, dopo aver chiamato la sua fidanzata, che abita lì vicino, si lascia convincere a chiamare pure l’ambulanza. Fortunatamente, a parte una piccola abrasione sulla testa, Tony sta bene. Mi faccio dare il numero dalla sua ragazza perché lui di compilare il CID non vuole saperne.

Naturalmente sono talmente agitato che sbaglio a scrivere il numero, così quando il giorno dopo provo a telefonarle per accordarmi su quando andare a compilare il benedetto CID, un’allegra vocina mi dice che il numero è inesistente.

Un lieve senso di panico mi pervade, mi hanno dato un numero falso, lo sapevo, Tony non è il suo vero nome, dovevo immaginarmelo, di sicuro i suoi scagnozzi mi staranno cercando per eliminare un pericoloso testimone.

All’improvviso i miei neuroni si mettono in moto, vado su Google, digito Tony New Orleans Milano pittore e mi compare il suo sito, c’è anche il suo numero di cellulare provo a chiamarlo ma parte la segreteria telefonica. Di sicuro quella del pittore è una copertura, i sicari ormai avranno trovato il palazzo.

Sto per chiamare la polizia e chiedere protezione quando mi chiama la fidanzata di Tony, lui sta bene e sono pronti per compilare il CID. La sera stessa vado a casa loro, ho comunicato l’indirizzo alle forze dell’ordine, nel caso provino a farmi sparire, invece vengo accolto come un amico e ci facciamo pure un aperitivo a base di prosecco, formaggi e salame.

Mentre torno a casa non posso fare a meno di pensare che se avessi sportellato il muratore di Pizzighettone, invece di un’aperitivo avrei rimediato una denuncia.

Io Tony Green e il malefico sportello