Leggere

Non posso fare a meno di chiedermi se gli scrittori, quelli famosi intendo, abbiano la stessa pulsione a leggere pari a quella che li spinge a scrivere. Quel sacro fuoco che ti divora e non ti consente di stare tranquillo finché non sei arrivato alla fine della pagina, del capitolo, del libro.

Io a volte m’immergo così tanto nella lettura che come d’incanto non esiste più nulla, tutto svanisce, siamo solo io e il libro, diventa una questione personale fra me e lui, fra i segreti che ancora nasconde tra le pagine e la mia determinazione a scovarli tutti.
Di solito vince lui, io non posso fare a meno di arrendermi alle sue pagine, di lasciarmi trascinare via, leggendo fino allo sfinimento.

Credo che sia una malattia, ce l’aveva il mio babbo e io l’ho passata a mio figlio, deve essere un qualche tipo di virus che si attacca alla fantasia e la rende famelica, insaziabile, sempre bisognosa di nuovo nutrimento, un nutrimento che passa attraverso le parole che si rincorrono sulle pagine e attivano l’immaginazione, la costruzione di mondi fantastici che sopravvivono alla parola fine.

E’ come avere un film proiettato dietro agli occhi, il tuo film, un film che personalizzi in base ai tuoi gusti, ai tuoi sogni e alle tue esperienze, un film che solo tu puoi vedere, sapendo che anche se qualcuno seguirà la stessa trama il film sarà comunque diverso.

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