L’importanza dell’allenamento

Vittima di una leggera influenza intestinale sono raccolto in me stesso contemplando l’evoluzione dello strizzone di pancia, quando Lorenzo entra in bagno.

– Babbo, fra una cacca e l’altra vai nel bagno rosa che devo fare la doccia.

– Lorenzo dai fammi finire, cosa devi fare?

– Devo fare la doccia

inizia a trafficare

– Ma Lorenzo non puoi aspettare dieci minuti, c’è puzzo.

– Non preoccuparti babbo, sono abituato a respirare le puzzette resiterò anche alle tue…

L’importanza dell’allenamento

Il senso orale

Giocando a forza quattro con Lorenzo, ebbene si riesco a perdere anche con un bimbo di 6 anni.

“Guarda babbo, ho fatto 4, yeah, si” seguono una decina di minuti di esultanza incontrollata.

“Dove?”

“Qui babbo, in senso Orale”

“In senso Orale?”

“Si babbo è un modo di dire, in senso Orale!”

Il senso orale

Bombe di bellezza

Davanti alla coop dopo aver fatto la spesa, qualche genio tira un petardo, una botta come quella di una piccola bomba, Lorenzo si appresta verso il luogo dell’esplosione, a fatica riesco a farlo salire in macchina.

“Babbo ma cos’era?”

“Era un petardo Lorenzo”

“Un petardo? cos’è?”

“E’ come una piccola bomba, non ti uccide ma ti può ferire, sono pericolosi”

“Ah ho capito, sai Babbo io le ho viste ehm fatte tonde, ehm ovali si ovali e verdi, che le lanci e scoppiano”

“Bravo Lorenzo quelle sono le bombe a mano, ma quelle sono pericolose uccidono le persone”

“No babbo quelle sono di Bellezza”

“Come sono di bellezza?”

“Si babbo sono di bellezza, perché servono per uccidere i mostri e i fantasmi ma i mostri e i fantasmi non esistono. Se c’è un ladro che entra in casa, il ladro è cattivo, ma la moglie e il figliolo sono buoni non si può usare la bomba”

“E allora cosa gli fai al ladro?”

“Il ladro si mette in prigione finché non diventa buono”

Bombe di bellezza

Santa Lucia sta al passo coi tempi.

Qualche mese fa eravamo al Toys Center a Piacenza per prendere un regalo per un amichetto di Lorenzo, in quell’occasione Lorenzo voleva comprare un secchiello colmo di soldatini. Così lo comprammo a sua insaputa per farglielo trovare a Santa Lucia.

Così per Santa Lucia Lorenzo si è ritrovato i soldatini, solo che nel frattempo lui aveva chiesto i gormiti con lo slime.

Il giorno dopo Santa Lucia in macchina.

“Babbo ma come ha fatto Santa Lucia a sapere che io volevo i Soldatini?”

“Non lo so Lorenzo, non glie li hai chiesti te?”

“No babbo, non glie li ho chiesti io. Mi sa che lei sapeva la prima cosa che volevo, forse deve essere stato quella volta che si comprava il regalo per quel bimbo”

“può darsi”

“Ehm ma come ha fatto a saperlo? Forse Santa Lucia ha messo delle telecamere con l’audio e ci ha sentito”

“eh si può essere…”

Santa Lucia sta al passo coi tempi.

Il nome delle femmine

In bagno con Lorenzo, lui ha appena fatto la doccia, mentre lo vesto mi guarda e ridacchia..

“Sai babbo come le chiamiamo io e Ale le femmine?”

“No come le chiamate?”

“P, Pu, Pu…”

un brivido gelido mi corre lungo la schiena, Lorenzo ridacchia

“come le chiamate?”

“Pu, pu, pupe”

risata sguaiata (sua), sospiro di sollievo (mio).

“aaaa pupe”

“si babbo le chiamiamo pupe, mi fa troppo ridere…”

Il nome delle femmine

Pensieri autunnali

In macchina andando in piscina mentre siamo sul viale alberato:

– Sai babbo quando vedo gli alberi spogli penso che la notte si fanno il bagno e il giorno si asciugano, per questo non hanno le foglie ma solo i rami. Invece quando hanno le foglie sono vestiti. Questo mi piace pensare.

Pensieri autunnali

Gesù a profusione

– Mamma a scuola abbiamo disegnato un bambino nella culla di piombo.

– Vuoi dire Gesù Bambino?

– Come Gesù Bambino? Ma quanti ce ne sono di Gesù Bambino?!

– Ce n’è uno

– Ma tutti gli anni ne nasce Uno nuovo…

– Ma no Lorenzo è che gli festeggiamo la nascita.

– Ah ho capito lui non ha il compleanno come il mio, il suo è Natale…

Gesù a profusione

San Paolo e la lepre

Lorenzo dopo essere stato alla messa officiata da Don Paolo.

– Babbo lo sai che c’è una malattia bruttissima che si chiama Lepre!

– Lepre? Ma sei sicuro?

– Si babbo la lepre è una malattia bruttissima.

Geniale intuizione.

– Lorenzo ma vorrai dì la lebbra.

– Si la lepre, ti secca la pelle, poi ti casca e ti cascano anche le mani

– O Lorenzo ma chi te l’ha detto?

– San Paolo…

San Paolo e la lepre

Reazioni all’amore

Vado a prendere Lorenzo all’uscita della scuola…

– Babbo guarda ho battuto il labbro sul banco, guarda

si arrovescia il labbro per farmi vedere meglio

– E come hai fatto?

– Perché una bimba mi ha detto che si è innamorata di me

– Ah si! E come si chiama

– Non me lo ricordo…

Reazioni all’amore

Io so come sono nato!

Lorenzo sul divano con la mamma

– Io lo so come sono nato, prima ero li nel mezzo del tuo ombelico, ero solo uno schienetta poi sono cresciuto e ti davo i pugni, poi sono uscito e sono diventato così, prima avevo zero anni, poi uno, poi due, poi tre, poi quattro e poi cinque…

Io so come sono nato!