feb 092013

Babbo come si dice capelli, Capel?

Una palla vola sul tetto della scuola
col preside che vola
con tre coltelli in gola
col sangue che gli cola
bevendo coca cola
la vicedirettrice
con la mitragliatrice
uccide la maestra
e i bambini fanno festa

Telefonata intercontinentale da Las Vegas per sapere come sta la famiglia.

- Pronto chi parla?

- Ciao Lorenzo sono babbo, cosa fai?

- Ho appena fatto una scoreggia…

dic 092011

In macchina con Lorenzo

- Babbo smettila di fare lo scemo

- Lorenzo ma preferisci me o vorresti un babbo serio che ti dicesse Lorenzo stai buono, Lorenzo non fare lo scemo, Lorenzo stai composto…

- Non Babbo io preferisco te.

- Ecco

- Però non farlo troppo che poi la gente pensa che sei scemo perdavvero…

Essere stimati dai figli è tutto…

Lorenzo e Luca in giardino, stesi nell’erba…

Lu – Sai che una volta a casa mia mi sono fatto male con una porta e mi è uscito il sangue nero?!

Lo – Io invece al mare mi sono fatto male ad un piede. Ero da un’amica della mia mamma che era una dottoressa dell’aria, mi ha detto di mettere il piede all’aria e mi è passato subito

- Babbo ma Marco Polo è quello che ha inventato l’aria?

Guardando la programmazione di Sky

- Babbo cos’è Predator? Lo guardiamo?

- Lorenzo te non lo puoi vedere è vietato ai minori di 14 anni.

- Babbo me lo registri che lo guardo quando ho 15 anni

ago 102011

In questi giorni il pensiero torna spesso al mio Babbo, alla sua espressione perennemente corrucciata, anche quando scherzava, tanto che a volte non capivi se diceva le cose sul serio oppure no.

E’ buffo come l’inizio di una nuova vita ti porti a pensare a quelle che sono già finite, a quelle persone così importanti che la sfortuna, il destino, le coincidenze o chissà quali altre forze ti hanno portato via.

Io credo che sarebbe stato un nonno fantastico, di quelli che perdono la ragione per i nipoti, impacciati nel fargli i complimenti ma che si sciolgono di fronte ad un loro battito di ciglia e mi piace pensare che adesso, da qualche parte, stia impazzendo di gioia per quella bambina che tanto avrebbe voluto avere.

Mi ricordo una volta, quando eravamo piccini, prese me e mio fratello e ci portò a camminare. Andammo verso Ponsacco, costeggiando Camugliano e poi per la via vecchia che porta a La Cava e di li verso Forcoli per tornare indietro a Capannoli passando sul ponte del Fanfani. Una passeggiata che durò diverse ore, ore passate a raccontarci storie e a rispondere alle nostre domande con quella sua voce calma e profonda da baritono.

Io guardavo quelle mano grande, enorme, callosa che teneva la mia e mi sembrava altissimo, un gigante. Un gigante che vegliava su di noi, un gigante infallibile che conosceva tutte le cose del mondo, un gigante capace di scacciare qualsiasi mostro e sconfiggere chiunque ci avesse voluto fare del male, un gigante che non ci avrebbe mai lasciato. E anche quando l’ho superato in altezza ho continuato ad avere l’impressione che lui, in qualche modo, fosse più alto di me.

Adesso vedo negli occhi di mio figlio lo stesso sguardo che c’era nei miei allora, la stessa cieca fiducia in un gigante buono che non sbaglia mai, che conosce tutte le risposte e che non lo lascerà mai solo ma sarà sempre pronto a giocare e ridere con lui.

Solo ora capisco il fardello che si porta sulle spalle ogni genitore, l’angoscia e la paura di non essere all’altezza, di tradire le aspettative di chi ti ama e ti considera un punto di riferimento, un esempio da seguire.

Vorrei potergli spiegare che il suo babbo non è un super eroe, non è infallibile, non possiede tutte le risposte ma commette degli sbagli ed è imperfetto come tutti e che l’unica promessa che posso fargli è che lo amerò sempre cercando di proteggerlo e farlo felice finché avrò vita nelle vene.

Però sarebbe ingiusto privarlo del suo super eroe, lascerò che lo scopra da solo come ho fatto io, sperando di essere li per condividere con lui il peso e la gioia di questa consapevolezza.

Ore 5 gli occhi si aprono da soli, sguardo veloce alla sveglia, bestemmia interiore, il sonno latita.

Ore 5 e 15 movimenti sospetti, Lorenzo si materializza e mi sussurra.

- Babbo vieni in bagno che devo farti vedere una cosa

In bagno

- Guarda babbo c’ho tutta la cispia a quest’occhio

- Be si, adesso la togliamo

- Mi lavo il viso, ma come mai c’ho la cispia?

- Be è normale che si formi durante la notte

- Ma come si forma la cispia

- Ehm è una secrezione dell’occhio, ma ora andiamo a letto.

- Va bene

Il sonno è fuori con gli amici a fare bisboccia, e quei fottuti degli uccellini continuano a cantare felici.

Ore 5 e 25 nuovi movimenti sospetti Lorenzo appare di nuovo, aria disperata, si stropiccia gli occhi assonnati.

- Babbo questi uccellini mi fanno impazzire

- Vuoi venire nel lettone?

- Si

Il sonno entra di soppiatto dalla finestra per baciare mio figlio sulla fronte ma prima che io possa afferrarlo se n’è già andato, mi consolo guardando la sua espressione rilassata e ascoltando il suo respiro regolare, poi mi alzo inaugurando definitivamente una nuova e lunga giornata…

gen 022011

Giocando a forza quattro con Lorenzo, ebbene si riesco a perdere anche con un bimbo di 6 anni.

“Guarda babbo, ho fatto 4, yeah, si” seguono una decina di minuti di esultanza incontrollata.

“Dove?”

“Qui babbo, in senso Orale”

“In senso Orale?”

“Si babbo è un modo di dire, in senso Orale!”

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