mar 172010

Stanotte alle 4 una voce disperata è venuta a ripescarmi nelle nebbie dei miei sogni, una voce disperata che chiamava babbo, così con i tempi di reazione tipici di un bisonte sotto anestesia mi lancio verso la sua cameretta e lo trovo seduto sul lettino con il suo bruco verde e la copertina stretti al petto.

Li per li penso che si sia fatto la pipì addosso, allora lo porto in bagno, mi sembra che sia tutto in ordine, ma il cervello è ancora steso sul cuscino e fatica a mettersi le ciabatte per seguirmi. Appena entrati in bagno Lorenzo inizia a vomitare, da una prima boccata centrando un angolo del tappeto, il cervello si mette le ciabatte e si veste in un attimo, cerco di farlo arrivare al water ma lui si spaventa e inizia a chiamare la mamma mentre gira in tondo.

Io cerco di calmarlo e in tutta risposta arriva la seconda boccata che centra l’angolo opposto del tappeto, lui si agita ancora di più piangendo, arriva anche la mamma, per un attimo riesco ad orientarlo verso il water ma la terza boccata arriva inesorabile cadendo sulle piastrelle fra il tappeto e il water stesso, per lo meno questa è fuori dal tappeto penso.

Lorenzo si divincola e via un’altra boccata che va a finire a metà del tappeto e colpisce di striscio il cesto della biancheria sporca. Alla fine in due riusciamo a calmarlo, si fa per dire, visto che continua a piangere e chiedere scusa.

Alla fine il bagno sembra un campo di battaglia, ci sono chiazze di vomito sparse ovunque, Lorenzo piange e non vuole farsi togliere il pigiama perché dice che se se lo leva gli viene ancora il gòmito, con calma e pazienza riusciamo a rivelargli la mistica verità che non c’è nessuna correlazione fra il togliersi il pigiama chiazzato di vomito e il vomito stesso, si convince e si lascia mettere un pigiama pulito.

Mia moglie lo porta nell’altro bagno a fargli lavare i denti per togliergli il saporaccio di bocca e io rimango li, solo, con le chiazze sparse a macchia di leopardo, devo togliere il grosso dal tappeto. Mentre inizio a rimuovere pezzi di cibo semi digerito che mi osservano tristi, sento che i resti della cena che ancora sopravvivono nel mio stomaco iniziano a gridare, anche io, anche io, voglio uscire pure io.

Nonostante tutto riesco a portare a termine il gravoso compito, i resti della mia cena si mettono l’animo in pace e attendono che i succhi gastrici semi addormentati gli diano il colpo di grazia.

Vado in camera, mentre mia moglie da lo straccio in bagno e trovo Lorenzo seduto sul lettone, bianco come un cencio, con la sua copertina e il suo bruco verde, mi guarda e con le lacrime che gli inumidiscono gli occhioni mi dice “mi dispiace” e una fitta di struggente pena mista a dolcezza mi attraversa, credo che sia quella cosa che i dizionari riportano sotto la voce “amore”. Mi siedo accanto a lui e gli spiego che non deve scusarsi perché non è colpa sua, a tutti capita di gòmitare quando non stanno bene, l’unica cosa di cui ha bisogno è solo qualche ripetizione per riuscire a centrare il water.

Guardo la sveglia, sono quasi le cinque, fra meno di un’ora mi dovrò alzare, mi stendo, Lorenzo dorme già e il suo bruco mi osserva con quello sguardo fisso e ammiccante, quasi voglia dirmi che nonostante tutto ho fatto un buon lavoro, gli sorrido di rimando anche io e provo a dormire che affrontare le ffss stanchi non è una cosa da tutti.

- Babbo ora me lo fai vedere il cartone?

- Va bene ma..

- Lo so devo mettere a posto, babbo mi aiuti?

- Lorenzo è tutta roba che hai messo in giro te e la devi mettere a posto te.

- Babbo se mi vuoi bene mi devi aiutare, chi si vuole bene si aiuta.

Pausa ad effetto

- Se non mi aiuti allora non puoi volermi bene.

Ieri sera in macchina dopo essere andato a prenderlo dalla babysitter

- Babbo dovevamo fermarci a prendere il giornalino all’edicola, ieri mamma mi ha promesso che me lo comprava

- Davvero?

- Si babbo, quando mi rivieni a prendere te lo dico prima così te ti fermi e prendiamo il giornalino, mamma me lo aveva promesso

- E lo so Lorenzo, ma io e mamma a volte le cose ce le dimentichiamo, siamo stanchi dopo aver lavorato tutto il giorno, devi aiutarci e ricordarcele te le cose.

- Va bene babbo, allora me lo ricordo io. Anzi mi è venuta un idea costruisco un robot che se le ricorda lui e ce le dice.

Pausa cogitativa

- No babbo non possiamo costruirlo il robot.

- Perché?

- Perché se lo costruisco devo farlo uguale a me e poi quando dorme va fuori controllo.

- Come va fuori controllo?

- Si quando io dormo e lui dorme va fuori controllo.

mar 122010

La mi mamma mentre porta Lorenzo all’asilo.

- Lorenzo ma ce ne sono di bimbe che ti garbano all’asilo?

- Si nonna ce ne sono quattro, ma una è già fidanzata con Luca, però ce ne sono due che mi vogliono sposare, ma io due non ne posso sposare. Sai nonna mi sa che io rimango solo.

feb 262010

- Babbo lo sai cos’è la neve?

- Si lo so,

- Aspetta te lo dico io. La neve è un’acqua che in un estate fredda, fredda, fredda si congela.
Poi una nuvola scende giu e prende la goccia. Ma la nuvola non scende davvero si mette una tuta invisibile per prendere le cose, poi la porta su e la trasforma in ghiaccio

feb 252010

- Babbo se mi ami mi pupi. Babbo sai cosa vuol dire se mi ami mi pupi?

- No lorenzo cosa vuol dire?

- Vuol dire che se mi ami mi massaggi le pupe (indicandosi le puppe) Guarda queste qua, come si chiamano

- Cosa Lorenzo?

- Quelli rotondi con il puntino in mezzo!

- Capezzoli

- Ecco, allora vuol dire se mi ami mi massaggi i capezzoli

feb 242010

In macchina guardando il tom tom.

- Babbo cos’è quella riga blu che luccica?

- Quale riga blu?

- Cristalli, sono cristalli, come nel televisore, che luccicano e se li guardi troppo da vicino ti vengono gli occhi rossi come la lava. Anche nel televisore ci sono, sono dentro fanno i colori e luccicano, una volta un topo li ha guardati troppo da vicino e gli sono venuti gli occhi rossi di lava. Anzi il topo è diventato tutto rosso, è diventato lava.

- Babbo lo sai che esistono i ladri e i rapinatori, invece i mostri e i fantasmi non esistono.

- Eh no, non esistono i mostri e fantasmi.

- Babbo, a Castello ci sono i rapinatori ma i fantasmi e i mostri no.

- Hai ragione lorenzo, i mostri non esistono.

- Si a Castello e in Africa ci sono i ladri, in Africa i ladri rubano tutto il cibo e i giocattoli. Babbo quando lo portiamo un po di cibo in Africa? Babbo mi è venuta un’idea, prendiamo il cibo, il computer e i giocattoli e li mettiamo in una scatola, poi la scatola la mettiamo dentro un sacco e lo diamo a nonna Malialangela che lo porta in Africa, io non ce lo porto è troppo lontana.

Dopo una decina di minuti.

- Babbo anche gli alieni esistono

Costretto a giocare ai bakugan con Lorenzo

- Che forza il mio bakugan si è evolto

- Evolto?

- Si ha messo la coda e i piedi, ora anche il tuo si è evolto

- Sai nonna, babbo mi ha detto che non mi comprerà più regali fino a Natale…

- Ha ragione!

- Sai vorrei avere un’edicola…

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