Lele Rozza

Lui una volta ha detto che si balocca di conoscermi e io potrei dire lo stesso di lui, giusto per capirci riporto un pezzo di un suo post

Credo che il centro sinistra debba prendere posizioni chiare sulle questioni etiche.

Credo che il centro sinistra debba prendere delle posizioni chiare sulle politiche di accoglienza e di espulsione.
Credo che il centro sinistra debba prendere delle posizioni chiare sulla sicurezza senza accontentarsi di dare notizie sui giornali ma costruendo politiche per la sicurezza.
Credo che il centro sinistra debba porsi il problema della rappresentanza. I cittadini sempre di più vedono la politica come distante ed estranea.
Credo che il centro sinistra debba ricominciare ad ascoltare i cittadini e debba mettere in campo tutte le sue forze per rappresentarli.

Io credo che se invece che alle elezioni comunali di Pavia fosse candidato a quelle del mio paese lo voterei e credo anche che la politica italiana abbia bisogno di gente nuova, di persone che pensano che la politica sia un mezzo per cambiare le cose e non un fine da raggiungere per sistemarsi e sistemare amici e parenti.

Credo che la politica vada restituita alle idee, ai pensieri e alle persone e credo che Lele faccia parte di quella schiera di coglioni, perché ormai in italia sono visti così, che non fanno politica per un fine personale ma perché ci credono e sono disposti a sacrificare il loro tempo per migliorare la vita di tutti.

Perciò se state a Pavia e non conoscete di persona di candidati vi posso dire che io Lele lo conosco e mi balocco nel raccomandarvelo…

Lele Rozza

Andiam andiam andiamo a lavorar…

Premetto che non c’ho nulla contro i Pavesi, anche perché mi danno da mangià, ma semmai con le autorità amministrative, che indipendentemente dal luogo e dal colore, iniziano ad essere accomunate dalla stessa indifferenza verso i servizi forniti ai cittadini.

Dopo questa doverosa premessa voglio descrivere il mio viaggio di stamani per andare al lavoro:

Come tutte le mattine mi alzo, faccio la mia solita seduta di curregge zen per liberare il corpo e la mente, faccio colazione, lascio il mi figliolo dalla mi socera e mi avvio allegro e giulivo verso Pavia. Il viaggio si svolge senza particolari intoppi, sto quasi per mettermi a cantare quando mi ritrovo in un fila inspiegabile che parte dall’inizio della tangenziale di Pavia, dal bivio vela, per intendersi.

Una paura atavica si diffonde in ogni fibra del mio corpo, tremendi dejavù mi tolgono il fiato, e per un attimo la fugace visione delle tangenziali milanesi mi lascia mezzo svenuto sul volante. Quando mi riprendo il sollievo, nel rendermi conto che non sono in preda alle code della capitale lombarda, viene spazzato via dal serpentone di macchine che si muovono a passo d’uomo.

Ed ecco una variegata ridda di ipotesi farsi strada nella mia mente: “Un apino carico di c4 si è ribaltato esplodendo e provocando una voragine di 400 metri di diametro che ha fatto crollare la famigerata rotatoria sopraelevata a diciassette corsie”, “Un trattore impennando ha schiacciato una fiat 600 che non aveva visto”, “Dei simpaticoni hanno tracciato dei cerchi nel grano raffiguranti una mortadella con la faccia di Prodi e tutti si fermano a guardarla” e così via.

Man mano che la fila scorre mi rendo conto della tremenda verità, stanno asfaltando, non posso crederci, stanno ASFALTANDO! Ora la domanda che mi viene in mente è una: Tutto il traffico che arriva dalla parte SUD di pavia passa da quel cazzo di tangenziale, tangenziale che è stata aperta neanche un anno fa, e come succede spesso sulle italiche strade, ha già bisogno di essere asfaltata. Ma chi è quel cazzone che ha deciso di farlo alle otto e mezzo di lunedì mattina? CHI? Perché non la sera dopo le venti, o il sabato, o la domenica, o all’una quando in giro non c’è un cazzo di nessuno e non quando tutti gli stronzi come me si fanno quaranta km per andà a lavorà, maremma stramaialissima.

Me lo vedo l’assessore al traffico o chi per lui che decide l’intervento con il suo collaboratore:

“Allora su quella stradetta dobbiamo darci una asfaltatina”

“Ma assessore, è praticamente nuova, quest’anno non ci sono state gelate, e non è praticamente mai piovuto, com’è possibile che sia già in quelle condizioni?”

“Pirla, sempre a lamentarti, è un modo come un altro per far girare l’economia e fornire un servizio al paese. Piuttosto quand’è che possiamo fare i lavori?”

“Beh io li farei nella notte fra il sabato e la domenica”

“Ma allora sei proprio pirla, dove li troviamo gli operai che ci vengano a lavorare il sabato notte. Il sabato notte è fatto per andare in disco a tirare di coca. Programma l’intervento per lunedì mattina alle 8”

“Ma a quell’ora ci sono tutti i pendolari che arrivano dalla parte sud, creeremo code e disagi per chi arriva da fuori”

“E a me che cazzo me ne frega, tanto io arrivo da nord uauauauauauauaua”

“Che sagoma che è assessore, quando fa così mi fà cappottare….”

A questo punto un sol grido è d’obbligo… Ma vi levate di ‘ulo

Andiam andiam andiamo a lavorar…

Arriva il Papa

Di sogni strani ne ho sempre fatti, ma quello dell’altra notte li batte tutti. Premetto che dove lavoro ogni tanto viene in visita qualche pezzo grosso o presunto tale, e ci danno il tormento perché tutto sia in ordine e abbia un aspetto professionale, a partire dal nostro abbigliamento.

E così mi sono sognato che eravamo tutti in agitazione perché sarebbe venuto il Papa in visita ai nostri uffici. Io ero in pieno panico essendo vestito in jeans, maglietta e felpa. Non sapevo come fare, al che il Saba si è offerto di prestarmi una sua camicia. Siamo corsi a casa sua, solo che per andare a casa sua stavamo percorrendo una strada lungomare, particolare assai bizzarro visto che lavoro a Pavia.

Arrivati a casa del Saba siamo entrati in una stanza dove c’era una lavatrice con sopra un cesto di panni lavati, da cui spuntavano due camicie. Me ne ha data una e ci siamo messi a correre per tornare indietro, visto che il Papa voleva parlare con il responsabile dello sviluppo web. Correvamo, correvamo, e intanto mi provavo la camicia. Mentre me la provavo mi stava anche bene, solo che quando siamo arrivati e mi sono guardato ho visto che era strettissima, con la pancia che faceva capolino e i bottoni tiratissimi.

All’improvviso ci siamo ritrovati in un albergo dove c’era un’edicola che vendeva anche vestiti: vendeva un completo a 25 euro solo che le camicie avevano dei colori improponibili, io ero sempre più disperato, presentarmi davanti al papa in quelle condizioni…

Tutti continuavano a dirmi di sbrigarmi perché il Papa voleva parlare con il responsabile dello sviluppo web, così sono uscito dall’albergo e mi hanno fatto salire su di una limousine. L’interno della macchina era completamente al buio, una voce mi ha detto di inginocchiarmi e mi ha confessato. Quando si è accesa la luce mi sono ritrovato davanti Julian McMahon, il Christian Troy di Nip and Tuck per intenderci, vestito da autista.

Scendo dalla macchina e vedo una figura tutta china in avanti, avvolta in un mantello color porpora con tanto di stola di ermellino e di cappuccio, venirmi incontro. Non appena alza la testa riconosco il vecchio pontefice Giovanni Paolo II, mi chino a baciargli l’anello e così fa tutta la gente intorno a me. Il Papa saluta ed entra in un ospedale, dopo qualche istante esce un portavoce che dichiara alle telecamere che sono stato scelto come segretario personale del Papa……..

Ora non voglio nemmeno provare a capire il significato recondito di questo sogno, sono terrorizzato alla sola idea, magari potrei provare a tirarci fuori dei numeri da giocare al lotto.

Arriva il Papa

I geni del male la vendetta

Non vorrei sembrare ingrato verso la terra che mi sta dando da mangiare, però i geni del male Pavesi sono sempre in azione.

Chi gira da quelle parti saprà che da qualche settimana è stata inaugurato il nuovo pezzo di tangenziale, quello, per intenderci, che parte dal bivio vela. Per me è stata una conquista che mi permette di risparmiare una ventina di minuti a viaggio, visto che adesso non devo più attraversare tutta la città.

La cosa incredibile è che questa nuova tangenziale non è a 4 corsie, come tutte le tangenziali serie, ma solo a due, con tanto di corsie di immissione laterali. Non solo lo svincolo di immissione sulla vecchia tangenziale sembra disegnato da un simpatico zuzzurellone.

Quando si arriva dalla tangenziale nord, sud, ovest, insomma quella vecchia (io un sò come fanno l’ameriani a orientassi per le strade con i punti cardinali) si deve dare la precedenza a chi viene dall’ospedale. Fin qui niente di strano, solo che chi arriva dalla vecchia tangenziale non vede assolutamente un cazzo (per usare un eufemismo) visto che le due strade si uniscono sul cavalcavia e le macchine ti arrivano dal basso.

Ora, la prima volta che ci sono passato ho pensato: “Bellino questo svincolo, mi sa che prima o poi qualcheduno ci batte lo scrocchio”, un pò a stessa cosa che penso abbiano pensato tutti. E deve essere stato lo stesso pensiero anche di quelli che lo scrocchio lo hanno fatto davvero lo scorso venerdì, causando il blocco dello svincolo.

Adesso c’è da aspettare la botta dalle corsie laterali, già qualche volta ho visto delle volpi del deserto gettarsi sulla tangenziale senza curarsi minimamente di chi arrivava. Il problema è che essendoci una corsia sola quando ti ritrovi una di queste faine davanti hai due sole alternativa: frenare, oppure provare a sorpassarli, naturalmente se dall’altra parte arriva un hammer lanciato a tutta velocità l’unica opzione è la prima.

In queste occasioni vorrei proprio conoscere l’ideatore di un simile piano diabolico per capire come funzionano i suoi meccanismi cerebrali….

I geni del male la vendetta

I geni del male

Fin dal 2001 ho dovuto misurarmi con il traffico intenso e le code delle città lombarde, in particolare quelle di Milano, se sono fuggito da lì uno dei maggiori motivi è proprio quello. Prima di andare a lavorare a Milano pensavo che le code a tratti fossero delle manifestazioni folcloristiche per radunare più persone possibile e fare festa.

Però dopo aver sperimentato le tangenziali, la metropolitana i tram, ho deciso che non ce l’avrei mai fatta a mantenere la mia sanità mentale. Per questo hp deciso di trasferirmi e cercare anche lavoro da un’altra parte. Complice anche la mia vita sentimentale e la nascita del mi figliolo, mi sono ritrovato a lavorare a Pavia.

Pavia è una città un po particolare, sembra quasi che faccia di tutto per tenere la gente lontana. A questo contribuiscono in modo massiccio quelli che gestiscono la viabilità, dai vigili agli assessori. Se ne potrebbero raccontare tante, ma voglio dirne solo un paio

1) Dove lavoro io c’è un parcheggino con le strisce messe in diagonale, il primo posto è delimitato, come tutti i primi posti di tutti i parcheggi, da due strisce, dove inizia la seconda striscia c’è un cartello con una freccina verso destra che segnala l’inizio della zona con disco orario.

Ora io non sono un genio della viabilità, e nemmeno un vigile, ma dalla disposizione delle strisce e del cartello è facile dedurre che il primo posto non sia con disco orario, altrimenti il cartello lo avrebbero messo in prossimità della striscia di sinistra e non di quella di destra.

Tutti converranno con me e con tutti gli altri esseri dotati di un minimo di materia cerebrale che è così. Tutti tranne gli ausiliari del traffico e i vigili pavesi, che hanno continuato a fare multe agli sventurati che parcheggiavano in quel posto. Addirittura una di questi geni del male ha avuto il coraggio di sostenere che il posto era soggetto a disco orario, perché se io tiro una riga dritta dal cartello, questa interseca lo spazio del parcheggio. Io lo definisco un genio del male perché non credo che ci siano degli esseri così coglioni da poter dire una simile cazzata. Questi sono degli agenti del dottor male che mettono alla prova i nervi dei probi cittadini.

2) Chi si reca tutti i giorni a Pavia e passa davanti alla scotti, sa bene le file che possono formarsi o che potevano formarsi entrando in città, visto che da pochi giorni hanno aperto la tangenziale nord. Anche uscendo la situazione era abbastanza critica, qualche genio però deve aver pensato che non lo era abbastanza e si poteva migliorare. Perché far fare delle code a tratti a chi esce da Pavia, quando gli si può far fare una fila unica?

Ecco che un altro dei geni del male decide di mettere un nuovo semaforo, il famigerato semaforo del vallone ottenendo il miracolo dell’unificazione delle file, tanto caro a noi automobilisti.

3) Qualche giorno fà arrivando verso Pavia si poteva assistere ad automibilisti procedere in fila, a passo di uomo zoppo con un dolore lancinante alla gamba che lo obbliga a stare quasi fermo, e questa fila arrivava fino alle periferie più estreme. Chi resisteva in coda poteva arrivare quasi fino alla rotatoria dei longobardi, per sentirsi dire dai vigili di tornare indietro, accampando scuse di ogni tipo, dalla gru incastrata al rapimento alieno di inermi cittadini.

La prima domanda che poteva venire in mente a chi si era fatto diversi km di coda poteva essere, ma brutti cazzoni ma perché non avete messo qualcuno fuori pavia a deviare il taffico? Però effettivamente era una cosa troppo difficile da pensare.

Salvo poi scoprire che la gru non si era incastrata, ma era li per tagliare una pianta. Il problema è che questa operazione è stata fatta la mattina alle 7, quando c’è il momento di maggior casino, dovuto al traffico dei pendolari che lavorano in città. Non solo, visto che la strada li è stretta non ci passavano i camion, e in men che non si dica si è formata una fila chilometrica che poi si è propagata in ogni dove.

Ora ditemi voi se tutto ciò non nasconde una strategia maligna e freddamente pianificata da parte di geni del male.

I geni del male