Cosa non fare in piscina

Cose da non fare quando si va in piscina:

1) Dimenticare a casa il costume (Fatto)
2) Dimenticare a casa l’accappatoio (Fatto)
3) Dimenticare a casa gli occhialini (Fatto)
4) Dimenticare a casa le ciabatte (Fatto)
5) Dimenticare a casa la cuffia (Fatto)
6) Dimenticare a casa il costume e l’asciugamano, comprarne uno a slip di una taglia più piccola sembrando una pubblicità ambulante del gay pride (Fatto)
7) Mettere la borsa nell’armadietto, chiuderlo con il lucchetto, accorgersi di avere lasciato le chiavi del lucchetto nella borsa (Fatto)
8) Mettersi il costume sotto i pantaloni per risparmiare tempo, cercare il costume per metterlo in borsa innalzando lodi al sommo (Fatto)

Cosa non fare in piscina

Pesci strani

Ora quest’inverno impari a nuotare senza braccioli, così poi al mare vedrai come ti diverti

Si però nella piscina con l’acqua bassa

Va bene

Ma babbo poi al mare nuoto dove ci sono gli squali? Daniel ha nuotato dove ci sono gli squali

Ma no gli squali sono al largo e poi in italia ce ne sono pochi

E’ vero babbo c’è uno squalo solo in italia, lontano dove ci sono anche i pesci motosega

Pesci strani

Biancaneve e i due nani

Ieri mattina ho portato di nuovo Lorenzo in piscina dopo parecchi mesi di inattività, e siccome Lorenzo richiede la mia presenza nella corsia vicina alla sua, cosicché io possa rimirare le sue mirabolanti imprese, mi sono detto approfittiamone per ricominciare a muovere qualche bracciata nelle acquee corsie.

Così dopo quattro mesi di inattività ho messo in borsa costume, cuffia, occhialini e accappatoio e mi sono diretto spavaldo verso questa nuova fantastica avventura, con un solo interrogativo in mente: riuscirò anche questa volta a ritornare a casa sulle mie gambe?

Così eccomi la di nuovo di fronte alla mia nemesi, l’acqua fredda della piscina, con lorenzo che saltella vicino al bordo. Mi metto gli occhialini, la cuffia e via in acqua. In fondo devo resister solo mezz’ora, ce la posso fare, si sento che ce la posso fare.

Inizio la prima vasca a stile, regolare, braccio destro, braccio sinistro, respiro, braccio destro, braccio sinistro, respiro. Però! Non va poi così male, anche se è quello che mi dico tutte le volte e poi alla quarta vasca iniziano i problemi cardiocircolatori. La quarta vasca passa senza troppi problemi, così come la quinta, la sesta e via fino all’ottava.

Alla nona vasca inizio a sentire un certo intorpidimento, l’acqua si fa sempre più densa e ho difficoltà a capire dove mi trovo, ma continuo, ce la devo fare, intanto Lorenzo si agita come un matto e il bagnino gli impartisce ordini dal bordo della vasca. Inizio la decima, e vedo che in fondo c’è una vestita come biancaneve con ai suoi piedi due nani. Due nani? Ma non erano sette?

Deve essere una delle solite allucinazioni dovute alla scarsità di ossigeno che arriva al cervello. Continuo a nuotare con sempre maggiore fatica, biancaneve mi guarda dietro agli occhialini da maestrina e agita un frustino mentre i due nani urlano qualcosa, uno dei due sembra particolarmente incazzato, non riesco a capire con chi ce l’ha.

Ora che ci penso però biancaneve non ha gli occhiali, strano, man mano che mi avvicino sento che il nano più incazzato urla contro i fannulloni, è davvero arrabbiato, vuole che esca dalla vasca perché non mi merito di stare li, solo chi si impegna è degno della vasca, e poi io sono un assenteista, assente ingiustificato per quattro mesi.

Ormai sono vicino alla fine della corsia, li riconosco, biancaneve non è biancaneve ma la Mariastella Gelmini adesso ha in mano anche un paio di forbici mi guarda e ridendo dice che deve tagliare le cose che non servono, un brivido freddo mi percorre la schiena, i nani invece sono Brunetta e Silvio.

Brunetta è sempre più arrabbiato, ormai sembra che stia per esplodere, ha il viso completamente paonazzo, gli occhi fuori dalle orbite e lunghe zanne al posto dei denti, continua ad urlare come un forsennato ma non riesco più a capire cosa dice. Intanto Silvio si sta arrampicando addosso alla Maria Stella, sotto la calzamaglia da nano vedo un inquietante rigonfiamento, si arrampica e sbraita conto i bagnini comunisti che gli impediscono di entrare in vasca, “Io sono stato il più grande nuotatore di tutta la storia, di tutti i tempi, ho battuto Phelps nuotando con una mano sola”

Allungo la mano per toccare la fine della corsia quando sento il boato dell’esplosione, vedo pezzi di nano volare dappertutto, Brunetta è esploso, ci sono i suoi pezzi ovunque, Maria Stella e Silvio giacciono a terra mescolati l’uno nell’altro la gente fugge in tutte le direzioni, l’acqua adesso è un caldo brodo rosso e vedo la bocca di Brunetta con zanne da squalo nuotare veloce verso di me. Devo fuggire, provo a muovere le braccia ma il terrore mi immobilizza, i contorni delle cose iniziano a svanire mi sento sprofondare in quel brodo caldo.

Buio, un freddo gelido buio e poi la calda tranquillizzante voce che scandisce 1001, 1002, 1003, 1004 liberaaa

Biancaneve e i due nani

Pericoli subacquei

Lorenzo, domani io e te si va in piscina.

Babbo ma te tocchi al fondo?

Io si, ma nuoto anche dove non tocco, perché io non ho paura.

Ma io babbo la testa sott’acqua non la metto perché se mi va in fondo in fondo agli occhi poi mi esce il sangue…

Pericoli subacquei

30 Vasche

Ultimamente mi sono reso conto che il mio fisico da sviluppatore è tornato a fare sfoggio di se. La mia tartaruga, che tengo al caldo sotto un abbondante strato di adipe perché non si sciupi, oramai non da più segni di vita, molto probabilmente i miei addominali devono essersi suicidati per la solitudine.

Si sa che un pigiapippoli non fa una vita movimentata, tutto il giorno a sedé davanti ad un computer non aiuta certo lo sviluppo fisico, al limite uno si rincoglionisce, perde i capelli, gli si abbassa la vista, gli crescono i peli sulle mani, ora che ci penso sono gli stessi sintomi che accusa chi si fa le seghe. Perciò si potrebbe quasi dire che la programmazione è una sorta di atto masturbatorio, senza però la parte divertente che da il mantrugiamento del pipi.

Ecco perché mi sono deciso a ricominciare ad andare in piscina, ebbene si, questo è già il secondo sabato che affronto l’impresa ardua di rimittere in attività i miei muscoli, approfittando del fatto che ci porto il mi figliolo. E così anche oggi mi sono preparato con il mio costumino, la cuffia e gli occhialini e ho deciso di affrontare l’erculea fatica.

Per non uccidermi subito ho deciso di partire piano, dosando le forze, bracciate misurate e non troppo veloci, e infatti per le prime sei vasche non ho avuto problemi, alla virata per la settima è arrivato improvviso il collasso psico fisico ed ho iniziato ad annaspare. Le braccia si sono fatte pesanti come piombo e l’acqua densa come miele, non ce la facevo più stavo quasi per abbandonare quando mi è apparsa la visione del sergente di Full Metal Jacket che mi gridava contro, solo che invece della sua faccia aveva quella di Brunetta.

“Muoviti scansafatiche, ti rimetto in riga io, niente fannulloni nella mia piscina, forza, forza, forza, muovi quel culo di piombo o ti faccio licenziare….”

Sentivo che stavo per perdere i sensi, ma non potevo mollare, la faccia arrabbiata di Brunetta mi faceva ancora più paura dell’infarto imminente. Allora ho continuato a nuotare stringendo i denti, con la voce del sergente Brunetta nella testa, e così sono arrivato alle dieci vasche. Stavo pensando di fare una pausa per riprendere fiato quando ho sentito una nuova voce che mi diceva che andava tutto bene, e che la crisi non esisteva, era Silvietto:

“Caro compagno non farti ingannare dagli allarmi lanciati dal tuo sistema circolatorio sovversivo, non esiste nessuna crisi tu ce la puoi fare, cribbio! Devi credere nelle tue possibilità, devi credere nella forza dell’amore come ci credo io, guardami io seguo il mio amore per Georgino e anche tu devi seguirlo”

A questo punto mi si è materializzata davanti agli occhi la scena apocalittica di Silvietto e Georgino che si amavano carnalmente, e allora la paura ha preso il sopravvento sulla stanchezza e sull’imminente blocco del sistema cardiocircolatorio, così bracciata dopo bracciata sono riuscito ad arrivare all’incredibile, per me dopo mesi di inattività, cifra di trenta vasche percorse.

Quando sono uscito dall’acqua per un attimo mi è sembrato di vederli tutti a bordo vasca che sorridevano e mi davano appuntamento alla prossima settimana…

30 Vasche

La soluzione definitiva alla caduta dei capelli

Io e Lorenzo in piscina, dopo avere fatto la doccia ci asciughiamo i capelli:

“Via Lorenzo ora se li asciuga babbo i capelli, tanto io faccio presto…”

“Babbo, pecché il barbiere te li ha fatti tutti corti?”

“No lorenzo non sono corti mi sono caduti”

“Babbo, babbo a me non mi cadono perché io me li tengo stretti, fallo anche te guadda”

Si mette una mano sulla testa.

“Ah ho capito, e così non cadono i capelli?”

“No babbo, se la tieni qui ti stanno in avanti se invece la tieni qui ti stanno indietro…”

La soluzione definitiva alla caduta dei capelli

Nota, nota, nota

Ebbene sono ancora vivo, sopravvisuto all’ennesima avventura natatoria. E visto che anche questa volta ce l’ho fatta vado a raccontare come si sono svolti i fatti.

Mercoledì 29 marzo 2006: La mattinata scorre veloce, sono cosciente del tremendo sforzo che mi aspetta, e per questo cerco di motivarmi con un mio personale training autogeno. La mia mente allenata di atleta amatoriale ripete il suo mantra: “ce la posso fare”, “ce la posso fare”, “ce la posso fare”, “bel culo” devo ammettere che nonostante la disciplina ferrea a cui ho abituato i miei neuroni ogni tanto qualche pensiero malefico arriva.

Mezzogiorno e mezzo, ci siamo, una strana elettricità sembra attraversare l’aria, mi sento come neo (quello di matrix) prima di inghiottire la pillola rossa, o era quella blu? Il viaggio verso la piscina corre via tranquillo, per allentare la tensione faccio lo splendido con i miei compagni di nuotate raccontandogli di come una volta ho ucciso una nutria con la sola forza della peta.

Entriamo nell’edificio, la donnina all’ingresso traccia la sua crocetta sulla mia tessera relax, l’odore di cloro mi riporta alla mente tutte le mie epiche gesta, dal taglio del lucchetto al calzino attaccato al giacchetto. Cerco di focalizzare la mia attenzione sullo sforzo che mi aspetta e ricomincio con il mantra: “ce la posso fare”, “ce la posso fare”, “ce la posso fare”…

In quattro e quattr’otto indosso il costume, prendo accappatoio, occhialini e cuffia e mi dirigo verso la vasca, non prima però di avere fatto la rituale doccetta preparatoria.

Lo sciacquio dei nuotatori mi provoca un brivido lungo la schiena, finalmente il momento della verità è arrivato, dopo mesi di inattività potrò di nuovo solcare l’acqua della vasca, come un leone marino in cerca della sua preda.

L’immersione mi provoca il solito schock termico che mi fa rizzare tutti i peli delle braccia, ma ci vuole ben altro per scoraggiarmi. Raggiungo la seconda corsia, metto a posto gli occhialini e sono pronto. Le mie braccia iniziano a mulinellare sollevando schizzi in acqua, le gambe battono il loro tempo e la testa si volta scandendo il ritmo della respirazione.

Tutto sembra procedere per il meglio, devo dire che pensavo peggio, un’ondata di felicità e soddisfazione mi attraversa, arrivo in fondo alla prima vasca e inizio la seconda aumentando leggermente il ritmo, sento il mondo sul palmo delle mie mani. Sostituisco il vecchio mantra “ce la posso fare” con “ma vieni, ma chi sono…”. Con il nuovo mantra in testa continuo a mulinellare le braccia come una libellula impazzita.

Verso la fine della seconda vasca mi accorgo che il braccio sinistro sta diventanto sempre più pesante, lo guardo, pensando di aver pescato qualcosa nell’acqua, ma sopra ci sono solo i miei peli. Continuo a nuotare nonostante anche il braccio destro sia sempre più pesante. Inizio la terza vasca, adesso l’acqua sembra avere una consistenza dieci volte maggiore rispetto a quando sono entrato.

Incomincio a maledire mentalmente i bagnini, quelle fave devono aver versato un addensante nell’acqua, e maledico anche gli altri nuotatori che sembrano non accorgersi di nulla. Un terzo mantra arriva a rimpiazzare il secondo e passo da “ma vieni, ma chi sono…” a “affogo ggll.. ggll..”. Le braccia continuano a mulinellare solo che adesso il cervello non ha abbastanza ossigeno per coordinare le attività dei vari arti e del collo, così inizio a boccheggiare e invece di respirare mi prendo delle sane boccate di acqua arricchita al cloro.

Alla fine della terza vasca cerco lo sguardo del bagnino per supplicarlo di mettere fine alle mie sofferenze con un colpo alla tempia, ma nonostante tutto continuo a nuotare iniziando, con uno sforzo sovraumano, la quarta vasca. Ed è proprio a metà della quarta vasca che succede: dal nulla appare una luce fortissima che sembra provenire dal fondo delle corsie, contro di essa si staglia una silhouette che sembra fluttuare leggera. L’iniziale paura si ritira lasciando il posto ad una sensazione di gioia e tranquillità. Forse sto vivendo un’esperienza di premorte.

All’improvviso dalla silhouette parte una voce “Fogrza non mollagre nuota, nuota, nuota”, il timbro maschile della voce mi fa pensare in un primo momento a San Pietro, ma poi avvicinandomi mi rendo conto che la forte luce altro non è che un occhio di bue e che la silhouette è quella di Maria de Filippi. Mi guardo e con orrore scopro che il mio costumone ascellare alla fantozzi è scomparso, per lasciar posto ad un body rosso che mette in risalto le mie prominenti lonze, con la scritta sfida a campeggiare in prossimità del petto.

Come se non bastasse mi accorgo che le tribune sono stracolme di gente con striscioni e trombe da stadio, che fanno una baccano di inferno. Io cerco di non smettere di nuotare, anche perché buttando uno sguardo alle mie spalle vedo che sta arrivando Garrison con un costumino ancora più attillato del mio e il suo pacco prominente non mi fa presagire niente di buono.

Nel frattempo la De Filippi continua a volteggiare nell’aria fustigando tutti quelli che non hanno superato la prova settimanale, e con una voce sempre più mostruosa mi incita fissandomi con uno sguardo carico di odio: “Muoviti bgrutto pancione, sei stato nominato dal televoto, pegrciò dovgrai affgrontare lo sfidante, e se pegrdi vegrgrai dato in pasto a Gagrgrison”, “quale sfidante?” chiedo io. Il sorriso della De Felippi si allarga fino a mostrare dei canini aguzzi come quelli di un vampiro “quello sfidante” ride ammiccando verso la terza corsia.

Seguo il suo sguardo e mi ritrovo davanti la bella faccia di Massimiliano Rosolino con il suo sorriso a 64 denti, mi chiedo che cazzo c’avrà da ridere ma poi mi viene in mente che se anche io mi trombassi la Capua forse riderei come lui. “Fogrza pgrendete posizione”, scortato da Kledi esco dalla vasca e mi metto sul blocco di partenza, vorrei fuggire ma i partecipanti di tutte le passate edizioni di amici di maria sbarrano ogni possibile via di fuga saltellando come grilli impazziti.

Dall’altro blocco Rosolino mi strizza l’occhio e mi manda un bacino, lo stesso fa Garrison dalla tribuna. Un’ondata di puro terrore mi attraversa le viscere, sto per iniziare ad urlare quando una figura tondeggiante arriva caracollando con un pistola in mano, un killer pagato per eliminarmi? Peggio, Maurizio Costanzo Show in pancia e baffi pronto a dare il via alla gara “Boni state bboni, mettetevi in posizione, pronti attenti..” il colpo di pistola riecheggia in tutta la piscina. Faccio per tuffarmi ma all’improvviso diventa tutto nero.

Mi risveglia un suono amico “mille e uno mille e due mille e tre mille e quattro, scarica….”

Nota, nota, nota

Alte prestazioni il ritorno

Oggi dopo mesi e mesi di inattività tornerò in piscina.

Perciò se non vedrete più mei post potrebbe anche essere che le attrezzature di rianimazione non hanno funzionato….

Alte prestazioni il ritorno

Mancanza di ossigeno

E’ da un po di tempo che riesco ad andare in piscina con una certa costanza, l’idea iniziale era quella di riuscire a dare fondo alle mie riserve naturali di grasso accumulate nelle lonze e in altre parti del corpo. Chiaramente questo obiettivo è miseramente fallito, ho scoperto però un’altro effetto collaterale molto interessante: la mancanza di ossigeno al cervello.

Di solito intorno alla ventesima vasca inizio ad avere delle visioni, mi sento in sintonia con il mondo, e la mia mente inizia a volare leggera. L’incantesimo si rompe quando i bagnini mi ripescano e iniziano le manovre di rianimazione.
L’altro giorno in uno dei miei deliri mistici ho sentito una voce e voglio condividere con il mondo quello che mi ha detto:

Voce: “Povero piccolo essere, mi fai quasi pena, non vedi quanto sei ridicolo, patetico, tu e tutti gli altri intorno in te. Siete solo cani alla catena, girate, girate, girate, fino a che il solco è così profondo che non riuscite più ad uscirne”

Io: “Non è vero forse un tempo era così..” glub (ricca sorsata di acqua purificata al cloro) “ma adesso è diverso, siamo liberi, possiamo scegliere, forse in altri paesi è così, ma non qui, non adesso”

Voce: “E’ bello vedere che in fondo ci sono ancora delle persone che ci credono, ti voglio spiegare una cosa: supponi di avere un cane, magari un cane un po irrequieto, per fargli capire che sei tu il padrone decidi di legarlo alla catena, questo però lo fa innervosire ancora di più.
Allora provi a renderlo docile negandogli il cibo, ma anche questo lo fa innevorsire di più. Tanto più accorci la catena e tanto più lui tira, si ribella, si danna l’anima e alla prima occasione puoi star certo che ti salterà alla gola.

Supponi adesso di cambiare strategia, invece di accorciare la catena inizi ad allungarla, sempre di più, sempre di più, fino a permettergli di raggiungere ogni angolo del recinto in cui si trova. Alla fine vedrai che il cane non proverà più a tirare, si dimenticherà addirittura di avere una catena, e anche se continuerà a muoversi per tutta la sua vita all’interno di un recinto con la catena al collo sarà un cane felice….”

“…..1001, 1002, 1003, 1004, libera, eccolo, sta riaprendo gli occhi, vai a dire al bigliettaio che se la prossima volta lo fa passare poi viene lui a fargli la respirazione bocca a bocca”

Mancanza di ossigeno