Siamo avanti, forse…

Qui a Monaco c’hanno il Wi-Fi gratis nell’aeroporto, perciò posso approfittarne per scrivere e pubblicare post. Da questo punto di vista sono avanti, senza dubbio sono avanti anche in tante altre cose.

Non negli affettati però, i nostri affettati hanno un colorino invitante, che ti dice, mangiami, mangiami, mangiami. Gli affettati tedeschi, invece, hanno quel colore pallido che sa d’andato a male, oppure colori fosforescenti che sanno di radioattivo, ogni volta che li vedo mi viene da domandarmi cosa si sono fumati i maiali con cui li hanno fatti.

Ma sto divagando, non volevo parlare di questo, ma dell’iscrizione dei figlioli a scuola. Ebbene sì, quest’anno Lorenzo, il mio primogenito, frequenterà le medie, questo significa due cose:

1) Lui sta crescendo
2) Io sto invecchiando

Ma la vera novità è che a partire da quest’anno è possibile iscrivere i pargoli dall’internette. Quando ce l’hanno detto alla riunione sono quasi cascato dalla seggiola, anche perché si erano portati un portatile per illustrarci la cosa, ma la segretaria dell’ufficio studenti, dopo aver cercato per un po’ il mouse, si è dichiarata sconfitta, fortuna che il preside è stato capace di aprire PowerPoint e illustrarci tutto il procedimento.

Spiegato da loro sembrava la conquista più ardua dell’uomo dopo la discesa sulla luna, in realtà tutta la procedura consiste nel registrarsi, inserire il codice della scuola a cui si vuole iscrivere il pargolo e inviare la domanda.

Insomma, come dicevo all’inizio sono a Monaco e ieri ero in un ufficetto con due colleghi tedeschi, e ci si prospettava davanti una lunga notte, quando vengo a sapere che a scuola una circolare ha segnalato Lorenzo come fra i non ancora iscritti. Come è possibile, io l’ho iscritto, gli ho anche mandato una mail con il pdf di riepilogo della domanda per fargli vedere com’è bravo il babbo.

Mi collego infuriato al sito delle iscrizioni scolastiche, pronto a scatenare l’inferno contro le pubbliche istituzioni, e scopro che avevo si immesso la domanda ma non l’avevo inviata, per un attimo mi sento come la segretaria dell’ufficio studenti, invio la domanda e guardo i colleghi teutonici con lo sguardo di un padre amorevole, soddisfatto e orgoglioso.

Vi dico subito di non provarci mai a fare lo sguardo amorevolesoddisfattoorgoglioso, ci vogliono anni di allenamento. La magnum di Zoolander è un giacchettata a confronto, se fatto male porta ad una paresi delle narici del naso che rimangono dilatate a vita. Non avrete mai più bisogno dei cerottini per respirare, ma se andate in vespa vi entrerà di tutto nel naso.

Insomma sono lì gongolante, con i miei colleghi che mi guardano pensando al solito italiano che trova tutte le scuse pur di non lavorare. Allora gli spiego la geniale mossa del nostro ministero della pubblica istruzione, concludendo che lo so che è una piccola cosa e da loro sarà così da anni, ma per noi è una conquista epocale.

Invece, con mia somma sorpresa, mi dicono che da loro ancora si fanno le file allo sportello, per un’attimo ho la visione di Matteino che torreggia su Angelona, ma l’immagine uccide immediatamente l’innegabile sensazione di trionfo e mi rimetto a lavorare.

Però il senso di soddisfazione, piccolo, che una volta tanto siamo avanti rispetto agli organizzatissimi teutonici, mi accompagna per il resto della giornata.

P.S. Naturalmente l’iscrizione per il pulmino va fatta in comune, e lì ci devi andare, perché farlo tutto online era troppo bello e pure troppo comodo.

Siamo avanti, forse…