Cereali Segalix

Stamattina in macchina ascoltavo la radio e ad un certo punto è arrivata l’ennesima pubblicità sui cereali, questi per aiutare a diminuire il colesterolo.

Ormai ce ne sono di tutti i tipi: quelli che ti fanno stare in forma, quelli che ti fanno dimagrire, quelli che ti fanno vincere al superenalotto e via discorrendo. Per non parlare poi dei regali che ci infilano dentro dai pupazzetti di batman ai kit per l’epilazione rapida.

Non se ne può più di tutte queste pubblicità piene di figone sorridenti con il ventre piatto che ammiccano dallo schermo a dei poveri imbolsiti che finiscono puntualmente per credere nel lato oscuro della forza.

“Come faccio ad avere questo ventre piatto e questo culo di marmo? Semplice tutte le mattine faccio colazione con una ciotola di latte e i miei cereali segalix alla segale turca, così vado di corpo regolarmente, dimagrisco e a letto sono una gran porca” strizzatina d’occhio verso la telecamera e voce fuori campo che ti informa che in alcuni casi fanno ricrescere anche i capelli.

A quel punto non ci sono cazzi i cereali segalix devono essere tuoi e devi farli mangiare anche alla tua ragazza/moglie, e poi ci sono lisci, con fiocchi di cioccolato, alla zuppa inglese, con panna montata liofilizzata e i mitici rustici con fiocchi di cinghiale e olive.

Immaginati la delusione quando dopo un mese hai ancora le lonze, i capelli sono ancora più radi e ti fai ancora più pippe perché alla tua ragazza/moglie fanno pure venire il mal di testa.
Allora inizi ad avere dei dubbi, una scomoda verità inizia a farsi strada nella tua testa e ti senti come fantozzi colto da improvvisa illuminazione “Ma! Allora mi hanno sempre preso per il culo!”

Così prendi la scatola dei segalix e fai una cosa a te estranea, leggi. E scopri che la colazione bilanciata per perdere peso è composta da 100 ml di latte non zuccherato, un cucchiaio da te di segalix, mezzo se hai preso quelli ai fiocchi di cinghiale, un limone, 1 km a nuoto, 15 km di corsa e 80 km in bicicletta. Il problema è che tu dopo averne mangiata mezza scatola ti fermi al bar a prendere un cappuccino con la brioche perché hai ancora fame.

Ormai siamo così abituati a sentire cazzate che non sappiamo più distinguere la realtà dalle fandonie e finiamo per credere a tutto, anche a ciò che è palesemente falso perché troppo bello per essere vero. È capace che se domani arrivasse uno a promettere un milione di posti di lavoro lo voteremmo e magari vincerebbe pure l’elezioni. No va be! Adesso stò esagerando, era solo per fare un esempio…

Cereali Segalix

La mia banca è diversa

La mia banca è diversa recita un sorridente e pagato attore in un noto spot, anche se molto probabilmente dentro di se sta pensando “ma guarda te che cazzate mi tocca dì per portà a casa la pagnotta!”

Credo che chiunque in vita sua abbia avuto a che fare con una banca sappia quanto falsa sia quella affermazione.
In alcuni casi però questa frase può essere terribilmente vera.

Un paio di giorni fà, infatti, mi sono trovato nella necessità di dover fare un bonifico dal conto della mi moglie. Essendo io un uomo ipertecnologico ho accesso il mio portatile, mi sono collegato al sito dell’home banking, ho fatto tutto quello che dovevo fare, e solo quando sono arrivato a mettere la password dispositiva mi sono reso conto di non ricordarmela. Cazzo e ora?!

Devo telefonare in banca loro sapranno sicuramente aiutarmi. Così il giorno dopo telefono, l’impiegata è molto gentile ma sembra propio che l’unico modo di avere una nuova password sia quello di andare in banca. Questo è un problema visto che io lavoro a Milano e la mi moglie a Pavia. Però un attimo! Se non ricordo male nel palazzo dove lavoro c’è una filiale della banca. Perfetto basta che esca dieci minuti e il gioco è fatto!

Così ieri esco fiducioso dall’ufficio e vado in banca sicuro di risolvere tutti i miei problemi. Arrivo allo sportello e ci trovo un clone del maestro mazza, gli somiglia così tanto che mi viene quasi da chiedergli se è lui. Gli espongo il mio problema certo che il solerte impiegato pigerà due pippoli e mi risolverà immantinente il problema, in fondo siamo entrambi uomini tecnologici avvezzi all’uso del computer.

Sono già li pronto a memorizzare la nuova password quando il beota mi guarda come se fossi un alieno e mi dice “Non posso farlo deve andare dal suo gestore nella sua banca” vorrei fargli notare che quella è la mia banca! Però ho fretta e non ho tempo da perdere con un simile cialtrone, perciò sfodero un sorriso di circostanza e invece di prenderlo a selciate, come meriterebbe, dico “Un bonifico allora lo posso fare?” “ci mancherebbe” mi risponde con un sorriso altrettanto falso il villico “Riempia solo questi fogli”.

Carta, carta e ancora carta, siamo nel nuovo millennio circondati da tecnologie mirabolanti ma tutto passa ancora attraverso chili e chili di carta. Arreso alla brutalità e all’ignoranza di un sistema così antiquato compilo il foglio con tutti i dati necessari. Certo che alla fine il beota pigerà i pippoli per copiare tutto sul computer e mandare in esecuzione il mio bonifico, in fondo è solo un povero diavolo che cerca di fare il suo dovere.

Alla fine soddisfatto della mia opera la passo all’impiegato, questo mi guarda con il solito sorriso e dice “Perfetto adesso la mandiamo per posta a Castello così domani le faranno il bonifico”.

Per posta? per posta?! E perché non per piccione viaggiatore? O con il telegrafo? Ma roba da matti! Siamo nel 2008 quasi 2009 e in banca, nella banca che tiene in ostaggio i soldi della mi moglie, che ci tiene per i coglioni con un mutuo trentennale, per fare un bonifico da una filiale all’altra se lo mandano via posta. Non so perché ma in quel momento ho sentito un brivido freddo lungo la schiena e ho avuto l’immagine di me alla guida del titanic mentre grido alla mia famiglia “Tranquilli è solo un pezzo di acqua congelata”….

La mia banca è diversa

Lavoro di M….

L’altro giorno, mentre me ne tornavo a casa, ho sentito alla radio la pubblicità di una pomata per le emorroidi. Lo spot consisteva in una tipa che parlava con un’amica:

“Sai mi fanno male i piedi, ieri con Franco (nome di fantasia) ho camminato tutta la sera, non potevo certo dirgli che non riuscivo a sedermi perché mi sono uscite le emorroidi”

O qualcosa del genere, e, stranezza dei processi mentali, mi è venuta in mente quella vecchia pubblicità delle gocce per la diarrea.
Quella del tipo che era in fila per i biglietti e gli prendevano gli strizzoni di pancia, al che si sentiva una soave voce in sottofondo:

“Problemi di diarrea?…..”

E poi non mi ricordo come continuava ma tutto ciò mi ha evocato una riflessione, o meglio un pensiero, mi sono immaginato i pubblicitari che hanno dovuto ideare uno spot avendo come soggetto, emorroidi e diarrea.
Magari sono gli stessi, si sono specializzati nel settore e tutto ciò che riguarda gli inconvenienti intestino/anali lo trattano loro.

Gia vedo il responsabile del progetto che arriva:

“ragazzi abbiamo ottenuto un contratto, dobbiamo girare uno spot sulla diarrea”

ora, si fa presto a fare i brillanti quando si parla di mp3 player, di pasta, di macchine, ma come si fa ad attirare l’attenzione del pubblico con la diarrea?

“Ehi tu dico a te, si proprio a te. Ne hai fatta un secchio? C’hai li strizzoni di pancia? Produci più merda te di una mucca allevata a prugne? Da oggi per te c’è diarrolix, due gocce la mattina e la cacca è solo un brutto ricordo.”

A volte mi sento quasi fortunato a fare il lavoro che faccio….

Lavoro di M….

Voglio un parente alla Barilla

Oramai, grazie alla pubblicità, conosciamo metà dei parenti di quelli che lavorano alla barilla, naturalmente sono tuttti mezzi geni, che fanno le cose con amore, pensando ai figlioli, alle sorelle, alle mamme, alle cugine al cane e via dicendo. Tutto per offrire a noi, poveri mortali prodotti sopraffini, buoni, fatti con passione e amorevole cura.

Almeno questo è quello che vorrebbero farci credere, io me lo vedo il povero operaio barilla che fa il turno di mattina, magari è un pendolare che arriva in treno. Si alza alle quattro, d’inverno, si fa il viaggio in piedi, magari al gelo perché il riscaldamento è rotto. Arriva in ditta con i coglioni che gia gli girano come eliche, e come se non bastasse un’ha dormito perché il bischero del su figliolo è tornato briao da una festa e ha vomitato tutta la notte.

Eh si! ecco come potrebbe essere lo spot:
Il mi ‘ugino sono vent’anni che lavora alla barilla e lo fa con così tanto amore che ha deciso di mettere un po di se in quello che fa, infatti tutte le mattine piscia nell’impasto della pasta… E poi lo slogan: Barilla in ogni spaghetto ci sta un po di noi…

Voglio un parente alla Barilla

Mi chiamavi Ciccio

Scena: un tram, un gruppo di ragazzine sbavano dietro al fighetto di turno, ad un tratto il tram inchioda perché un pensionato sconvolto dall’aumento di due centesimi di euro della sua pensione sviene e cade sotto le ruote del mezzo pubblico. Una delle ragazze urta il fighetto lui si volta e:

F: “Ciao Artemisia”
A: “Mi conosci?”
F: “In quinta mi chiamavi Ciccio”
A: “Tu sei Ciccio?”
F: “Nella vita si cambia”

Insomma per farla breve Ciccio gli caa sul petto a tutte e se ne va.
E tutto per cosa? per pubblicizzare una barretta di Cereali, non è meraviglioso? Perché affannarsi con diete, sacrifici, alimentazione equilibrata quando ci sono le barrette? Coglione io che rischio almeno due volte alla settimana l’arresto cardiocircolatorio per andare in piscina…

Mi chiamavi Ciccio

Spazzatura in Televisione

Tempo fa c’era la televisione spazzatura, quella vuota di contenuti, con programmi confezionati per decerebrati per far in modo di mettere sempre più in risalto il vero contenuto della televisione, e cioè la pubblicità. Anche perché ormai sono molto più belli gli spot dei programmi che interrompono.

Questa tendenza è andata però sempre più aggravandosi, e direi che oramai siamo alla spazzatura in tv. L’ennesimo esempio è la furibonda litigata fra Zequila e Pappalardo ieri a Domenica IN, di cui volendo potete anche “gustarvi” il video.

Vorrei rassicurare tutti sulla mia salute mentale affermando che domenica IN non la guardo, sono solo stato incuriosito dall’articolo di repubblica.

Insomma nel video si vede una litigata furibonda fra Zequila, che ad un certo punto si è messo ad urlare come l’indemoniata dell’esorcista, e pappalardo. Devo dire che sono rimasto un pò deluso, speravo che l’onnipresente Don Mazzi tentasse un esorcismo in diretta, magari aiutato da Giucas Casella. E invece si sono limitati ad offendersi: “Te la mi mamma la lasci stà..”, “Ti uccido con le mie mani…”, “Ti spacco la testa…”, “Ti puzza il culo…”, “Io ce l’ho più grosso…”.
Le solite cose che si dicono in TV per ravvivare un po l’atmosfera.

Alla fine non so se è stata più vergognosa la lite o la Venier (un l’ho mai potuta patì) che faceva la scandalizzata:

“Purtroppo a volte accadono cose che anche per la padrona di casa sono incontrollabili. Farò il possibile – ha concluso Venier – perché non accada mai più una cosa simile, cercherò di controllare sempre in prima persona quello che accade anche dietro le quinte. Chiedo ancora scusa”.

fonte repubblica

Detto con il classico tono triste e serio nello stesso tempo, che assumono i presentatori o i giornalisti, quando devono far finta di essere stati toccati nel profondo da una notizia o da qualcosa che è successo.

Prima li chiamano in trasmissione sperando che venga fori una bella litigata, magari anche con qualche schiaffo, e poi quando litigano si mostrano tutti sconvolti, esterreffatti, con le lacrime all’occhi, neanche gli fosse andato di traverso un pucino vivo.

Però quando la misura è colma è colma, è intervenuto Fabrzio (Del Noce) e ha sospeso Domenica IN per una domenica, non solo gli ha anche detto di presentarsi accompagnata dai genitori, sennò so cazzi, capito, maremma infamata ladraaaaaaaaa èh! capitoooooooo!

Boia funziona! un paio di urli è ma gia montato lo share…….

Spazzatura in Televisione

Bacio 40

“ma dove và con quell’affare?”
“eh devo pitturare una parete grande e ci vuole un pennello grande”
“ma non ci vuole un pennello grande, ci vuole un grande pennello!”
“pennelli cinghiale!”

Pubblicità pennelli cinghiale

Bacio 40