Sapessi come strano veder volare un’opera d’ “arte” a Milano

Bambolotto Gonfiabile

Foto repubblica

Finalmente a Milano un artista di rilievo, dopo il pelo di donna di Silla, dopo i bimbetti impiccati all’alberi di Cattelan, volevamo e potevamo negarci l’autoritratto gonfiabile dell’ “artista” polacco Pawel Althamer?

Ma certo che no e così da oggi i Milanesi potranno ammirare questa enorme bambola gonfiabile di 31 metri galleggiare sopra parco sempione. L’occasione è la mostra del suddetto artista che invece di mettere un cartellone con una freccia che indicasse il luogo, ha ben pensato di marcare il posto con un enorme bambolone gnudo sospeso sopra la testa dei passanti con tanto di uccello penzolante.

Ma non è finita qui, gli appassionati di “arte” potranno vedere altri suoi autoritratti (ma prendere una modella fia no?) fatti con i più disparati materiali: dalla cera alle interiora di animali. Ora nella mia perversione mentale, che mi ha portato a sognare il papa, non riesco comunque ad immaginarmi come si possano usare le interiora per farsi un autoritratto, potrei provare anche io domani vado dal macellaio “Scusi bon omo che mi darebbe una novantina di chili di interiora di animale che mi devo fare l’autoritratto…”.

Il buon Pawel però non si è certo fermato qui, oltre agli autoritratti si possono ammirare nove video di lui che assume sostanze psicotrope (droghe) come lsd, cannabis e affini. Ma che artista, che performer i critici lo definiscono uno sciamano moderno, e dicono delle mostra che ha come concept la disindividualizzazione dell’uomo, uno nessuno e centomila.

Eh si la forza delle parole, l’ho sempre detto io, pensare che qualche ignorante potrebbe anche appioppargli la definizione di drogato narcisista con un ego grosso come un elefante, ma solo uno che non capisce un cazzo di arte potrebbe pensare una cosa simile. Solo perché uno si riprende mentre si droga e non fa altro che farsi autoritratti, non è detto che non sia un grande artista….

Sapessi come strano veder volare un’opera d’ “arte” a Milano

Ricciolo di donna

Il ricciolo di donna è un installazione di “Arte?” moderna la potete ammirare in tutto il suo splendore nella foto qui sotto, oppure andando alla triennale di Milano, dove sarà esposta dal 6 maggio prossimo nell’ambito del miArt.

Il ricciolo

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Nelle intenzioni dell’artista, Silla Ferradini, questo splendida opera in vetroresina e ferro, alta ben dieci metri dovrebbe rimandare all’intimità femminile, e nasce dalla volontà di ammirare la bellezza del corpo… Pensate, se il Ferradini era toscano magari lo chiamava pelo di potta.

Noi ammettiamo la nostra ignoranza in fatto di arte moderna, però siamo alquanto sorpresi. Non so dove l’autore abbia preso l’ispirazione, ma chiunque ha prestato la patonza per far da modella non è messa molto bene. Mi sembra che oramai l’arte la facciano sempre di più i critici e i mezzi di comunicazione. Vuoi fare l’artista ma non hai la più pallida idea di come si faccia? Pensa a qualcosa che faccia discutere, anche se è un pezzo di fil di ferro arrotolato, o dei manichini di bimbetti impiccati ad un albero non importa. L’importante è che se ne parli.
E allora anche Frau Blucher ha deciso di buttarsi a capofitto nella produzione di un’opera d’arte rivoluzionaria, che farà parlare di se per anni, ma che dico anni, secoli, ere. Un’opera provocante, graffiante che farà riflettere l’incredulo spettatore richiamandolo ai valori veri della vita. L’opera avrà un diametro di 20 metri e sarà alta 15, costruita interamente in materiali naturali e biodegradabili, si chiamerà: Quello che resta del pasto ne potete ammirare lo schizzo preparatorio qui sotto
Quel che resta del pasto
I miei cavallini sono gia al lavoro per la produzione di materia prima, ma sono comunque ben accetti donatori, nel caso voleste donare si raccomanda di congelare la materia prima e non farla seccare, altrimenti non è più possibile lavorarla.
Si cercano anche assessori alla cultura disposti a fornire una rotatoria o uno spazio espositivo atto ad ospitare quel che resta del pasto.

Nota dell’autore del POST: Ammettendo ancora la mia profonda ignoranza in campo di arte moderna ho pensato che Silla fosse una donna, invece come mi hanno fatto notare il Troio e Margherita, che ringrazio, è un omo, ho provveduto perciò a rettificare il post.
Rimane comunque il fatto che a me quell’opera mi fa veramente caà, come si dice da noi in toscana, poi ognuno è padrone di pensalla come gli pare…

Ricciolo di donna