La mia compagna è diversa

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Fin dalla notte dei tempi uomini e donne si sono sempre divisi i compiti, nella preistoria ad esempio l’uomo era cacciatore e la donna raccoglitrice, questo non vuol dire che l’uomo facesse un mestiere più importante della donna, anzi, le donne erano venerate in quanto in grado di dare la vita.

Effettivamente mettendomi nei panni di un uomo preistorico anche io avrei pensato a qualcosa di magico o di divino, mi immagino la scena: espletate le pratiche dell’accoppiamento, che al tempo non dovevano neanche includere i preliminari essendo questi un invenzione recente, la pancia della donna iniziava a crescere e dopo nove mesi ne usciva un bambino bell’e pronto.

Immaginatevi lo stupore, la donna riusciva a montarlo senza neanche usare le mani, era capace di attaccargli le braccia, la testa, mettere tutte le cose al posto giusto mentre lui le stava dentro alla pancia. Oggi abbiamo l’ikea con i foglietti per le istruzioni di montaggio, ma a quei tempi non esisteva il concetto di istruzioni o kit di montaggio. Perciò gli uomini preistorici dovevano dividersi in due grosse scuole di pensiero: quelli che sostenevano che le donne fossero esseri magici in grado di montare cose dentro la pancia e quelli che pensavano che il bimbo nella pancia ce lo mettesse qualcun’altro, quest’ultima corrente deve aver preso alla fine il sopravvento portando alla credenza che i bimbi fossero portati dalle cicogne, privando così le donne del loro ruolo magico e relegandole a servitrici del maschio dominante.

Fortunatamente poi è arrivata la scienza a spiegarci che esistono gli spermatozoi, gli ovuli e tutto il resto. Ma la scienza e il progresso hanno fatto ben altro, hanno permesso alle donne di riprendersi quel ruolo di parità, usurpato dalle cicogne, che gli spettava. Tutto ciò non è che sia stato preso molto bene da una parte dei maschi, abituati ad avere il controllo da tempi in cui a stabilire chi avesse ragione era solo la forza pura e non il ragionamento.

Insomma, oggi, per fortuna, le donne fanno tutti i lavori che per anni sono stati a pannaggio degli uomini e ahimè spesso li fanno anche meglio.

Personalmente, devo dire, la cosa non mi disturba, essendo nato e cresciuto in una famiglia dove questo principio era applicato e rispettato, dove la frase “chiedilo alla tu’ mamma” spesso pronunciata dal mio babbo, mi faceva intuire dove risiedesse il centro del potere.

E così per me è sempre stato un fatto normale e naturale, come l’alternanza fra il giorno e la notte, che la donna fosse pari all’uomo. Per questo il fatto che la mia compagna guadagni più di me non mi disturba, così come non mi disturba che faccia un lavoro più fico del mio o che conosca le lingue straniere meglio di me.

Però, perché c’è sempre un però anche nelle fiabe più belle, c’è una cosa che sminuisce il mio ruolo di maschio, la mia virilità, una cosa che da millenni è sempre stato il vero, unico vantaggio dell’uomo sulla donna, no cari amici non sto parlando della forza bruta, ma di una cosa ben più importante, uno dei pilastri della nostra organizzazione di società civile e cioè la velocità nel fare la pipì.

Non date retta a tutte le pippe sulla famiglia naturale, sul fatto che una famiglia per essere tale deve avere la figura del padre e della madre, che deve essere unita in matrimonio indissolubile che solo la morte può sciogliere, no! Il vero pilastro della società è la famiglia in cui il maschio fa prima della donna a fare la pipì.

Pensate a cosa potrebbe succedere se, un venerdì d’estate, in un qualsiasi autogrill della nostra rete autostradale intasata fino all’inverosimile, durante una sosta rinfrescante, arrivaste in bagno e trovaste la fila degli uomini più lunga di quella delle donne, sarebbe la fine della società civile così come la conosciamo.

L’unico punto fermo, da millenni, che nessuna delle evoluzioni siano esse scientifiche, antropologiche, di costume o di qualsiasi altro campo è mai riuscito a modificare è l’innata superiorità dell’uomo nel fare la pipì più velocemente della donna e questo è l’unico vero spartiacque fra i due sessi.

Potete perciò immaginarvi la mia sorpresa e il mio sgomento quando per la prima volta Elena fu più svelta di me a fare la pipì, eravamo al cinema ed andammo in bagno nello stesso momento. Quando uscì lo feci con quel senso di bonaria superiorità del maschio che ama la sua compagna e si appresta ad aspettarla, ma con mia grande sorpresa era lei che stava aspettando me. Lì per lì pensai che non avesse fatto la pipì, che fosse successo qualcosa, magari il bagno era chiuso o troppo sporco, invece lei, candidamente, mi confermò che aveva già fatto tutto, lavaggio di mani compreso, e stava aspettando me. Feci finta di niente, non mostrai il mio turbamento e la mia inquietudine, sul momento attribuì l’incidenti al mio innato perder tempo, al fatto che avevo i jeans con i bottoni, che l’erogatore del sapone non funzionava bene, ma il tarlo del dubbio si era insinuato dentro di me.

Da allora ho fatto diversi esperimenti, sempre con lo stesso identico risultato, a parità di condizioni iniziali non c’è niente da fare, la trovo sempre fuori ad aspettarmi. Per fortuna, il 99% delle donne impiega più tempo degli uomini a fare la pipì creando le famose file e questo mi consente di salvare le apparenze. Ma quando i bagni sono liberi io so già che la troverò lì fuori a ricordarmi che l’unico baluardo, l’unico vantaggio genetico che fino a ieri mi poneva davanti a lei non esiste più.

La mia compagna è diversa