Il sole sotto al letto

Si calò giù dal letto finché i piccoli piedi non toccarono il pavimento, rimase un attimo in ascolto ma sentì solo il ritmo regolare di respiri addormentati.
Era quasi l’ora, ormai la notte aveva fatto il suo corso, era ora che arrivasse la luce.

Si inginocchiò e con la manina iniziò a frugare sotto al letto, le piccole dita afferrarono la bacinella dove ogni giorno raccoglieva i raggi di sole, era una bacinella speciale, non perché fosse fatta di un materiale particolarmente prezioso, ma perché l’aveva ricoperta dei suoi sogni. Aveva scoperto che i sogni avevano un potere unico, nascevano nel buio ma erano fatti di pura luce, così li usava per acchiappare i raggi di sole.

Tolse il velo di notte con cui la copriva e i raggi iniziarono a scappare da tutte le parti, illuminando le pareti della sua camera con lampi di luce talmente intensa da far male agli occhi. Ci provavano ogni volta, sembrava quasi che fossero attratti dalle tenebre, ma lei ormai era esperta e muovendo svelta le piccole mani li raccolse tutti e iniziò a formare una palla, sentiva il calore riscaldarle le mani e la luce intensa racchiusa nei piccoli pugni le rendeva di un rosa luminoso.

Chiuse gli occhi e si concentrò forte chiedendo ai raggi di illuminare la strada al suo babbo per farlo arrivare sano e salvo al lavoro, poi si avvicinò alla porta finestrà, l’aprì e gettò la palla nel cielo stellato, man mano che saliva diventava sempre più grande e luminosa, poteva vedere le altre palle salire dalle finestre buie delle case vicine, era come osservare una pioggia di luce che cadeva al contrario, dirigendosi in unico punto.

Il cielo iniziò a tingersi di un azzurro tenue che inghiottiva il nero della notte, chiuse la porta finestra e tornò verso il suo lettino, si chiese se anche il suo babbo avesse fatto lo stesso per il suo, quando era piccolo, ma in fondo non importava poi molto, chiuse gli occhi e si rilassò, aveva bisogno di nuovi sogni per attirare altri raggi di sole nella sua bacinella.

Il sole sotto al letto

Bianco

Non so perché adesso mi è venuta questa voglia improvvisa di cambiare tema, dovrei essere a letto a dormire, beato, perso nel mondo dei sogni e invece mi sono messo a cercare un nuovo tema.

Il problema è che non riesco a trovarne uno che mi piaccia davvero, uno che mi soddisfi, che rispecchi veramente l’anima di questo blog, che mi faccia dire, ecco questo è il tema perfetto per me. Così alla fine ne ho trovato uno bianco, immacolato, senza troppi ghirigori sopra.

Per adesso lo lascio, forse è lui quello giusto, in fondo il bianco è l’unione di tutti i colori, non si vedono ma sono tutti li, un po’ come gli stati d’animo, ci sta dentro la gioia, la tristezza, la disperazione, la follia, la speranza, basti pensare che bianco è l’abito da sposa ma anche la camicia di forza.

E bianco è pure il pulsare delle scariche elettriche fra i neuroni impazziti, sinapsi che si attivano per scambiare messaggi, generare idee, formulare pensieri.

Adesso mi sa che è meglio che vada davvero a dormire, io, mentre loro, i neuroni, continueranno a scambiarsi messaggi, proiettando il loro film su quello schermo speciale che è la materia dei sogni.

Buona notte…

Bianco