Allarme

Nuovo allarme lanciato dal dipartimento di stato americano ai cittadini statunitensi che si trovano in Italia.

Nella nuova nota si sconsiglia vivamente di accettare inviti a pranzo o a cena in casa di Italiani, nel caso in cui non si possa rifiutare l’invito si consigliano i cittadini statunitensi di recarsi presso la sede più vicina di forza italia per prendere informazioni sull’ospite.

Il dipartimento di stato considera l’allarme fondato e ad alto livello di rischio, il pericolo è di incappare in una famiglia di comunisti, e invece di partecipare al pranzo diventare il pranzo stesso.

Il livello di allerta è maggiore per i bambini, che potrebbero finire bolliti o alla griglia, mentre è molto più basso per le persone anziane, anche perché i tempi di bollitura per ottenere carne tenera sono molto elevati.

Il dipartimento di stato avvisa i cittadini americani di non fidarsi mai della prima impressione, purtroppo l’Italia è in mano ai comunisti che si sono infiltrati dappertutto: fra i giudici, in confindustria, in televisione, nei vertici del vaticano, fra i giornalisti, nell’udc, in forza nuova, insomma dappertutto e sono in grado di controllare giornali, televisioni e giustizia.
Fortunatamente i comunisti sono stupidi e nonostante abbiano in mano il paese il nostro fedele alleato Supersilvio (greasy by god) riesce sempre a fargliela.

Ecco comunque alcuni accorgimenti per individuare a primo acchito un comunista mangia bambini

  1. Mentre parlate mostrategli casualmente una foto dei vostri bambini in fasce. Se l’interlocutore è un comunista non potrà fare a meno di iniziare a sbavare
  2. Se non mostra reazioni al punto uno non fidatevi ancora, potrebbe essere un comunista con molto autocontrollo. Continuando a parlare fate in modo di nominare tre volte oivlis inocsulreb (silvio berlusconi al contrario), alla terza volta il comunista potrebbe iniziare a rantolare, in quel caso iniziate a cantare l’inno di forza italia e imponendogli un santino di bondi sulla fronte esorcizzatelo
  3. Se i primi due punti non producono nessun risultato potete accettare l’invito a pranzo/cena con relativia tranquillità

Agenzia Ansia le notizie in ateprima….

Allarme

Il Presidente pacere

Non resisto, anzi non resistiamo, abbiamo cercato di fare finta di niente, di non pensarci. Ma è stato impossibile, quell’immagine fissa in testa che non se ne voleva andare, ferma come un fotogramma rimasto impresso nella retina di uno spettatore impazzito.

Così dopo aver finito il nostro pranzetto a base di costine di neonato alla griglia, abbiamo preso la fatale decisione; anche se questa ci avrebbe fatto passare da comunisti agli occhi della comunità internazionale, e cioé commentare la seguente dichiarazione:

“Ho cercato di appianare i contrasti esistenti tra Bush e Putin i quali mi hanno detto che il loro lungo colloquio di ieri sera è stato perfetto, e che tutto è rientrato. Tutti e due erano stati opportunamente preparati dal sottoscritto. Bush mi ha detto che ho ragione su Putin nel dire che è un uomo democratico, non è un comunista, uno di cui ci si può fidare”

Così a prima vista potrebbe sembrare un monologo di Grillo, e invece, come tutti ben sanno è stato pronunciato dal nostro Presidente del consiglio Silvietto. Forse non in questa forma, che sarebbe quella riportata da Repubblica, testata comunista di cui non ci si può fidare, ma comunque la sostanza è quella.

Ora io mi immagino una stanza del Kremlino con Silvietto in piedi e Georgino e Putin (Putino suona troppo male) seduti nei banchini come dei bravi scolaretti pronti ad essere preparati:

Silvietto (S): “Allora forza facciamo l’appello, Busc Dabliu George”
Georgino (G): “Presente”
S: “Putin Vladimir”
Putin (P): “Presente”
S: “Prodi Romano”
S: “Prodi Romano”
G,P: “Assente”
S: “Lo sapevo, questi maledetti comunisti, non ti puoi mai fidare, vabbé andiamo avanti senza di lui, ma quando lo vedo lo faccio sculacciare da Cesare”
S: “Allora vediamo chi interrogare oggi, George, allora ripeti cosa devi dire a Vladimir domani davanti alle televisioni di tutto il mondo”
G: “Sure, brutto comunista, pezzo di stronzo, se non fai quello che diciamo noi vengo li e ti bombardo finché gli orecchi non ti escono dal culo…” bang, bang, bang (preso dall’eccitazione Georgino spara una salva di colpi in aria con la sua 44 magnum)
S: “Ma no cribbio, ma cosa ti ho detto fino ad adesso, ma allora sei proprio un testone. Quante volte te lo devo dire. Vladimir è uno a posto, uno di cui ci si può fidare, io l’ho gia ingaggiato per fargli condurre il milionario l’anno prossimo al posto di Gerry Scotti. Voi due siete amici”
G: “Io non mi fido di quel russo mangiabambini”
S: “Cribbio George metti le mani sul banco” Staaaaang, Silvietto abbatte la sua bacchetta in legno di faggio sulle nocche di Georgino.
G: “Porc.. putt.. miseria ladra infame….”
S: “Vediamo se adesso ti è entrato in quella zuccaccia dura, ripeti quello che dirai a Vladimir”
G: “Noi americani siamo amici della Russia e di Putin”
S: “Bravo George, cribbio, vedi che quando ti impegni ottieni degli ottimi risultati”
S: “E adesso tu Vladimir, forza” Staaaaang, una bacchettata preventiva si abbatte anche sulle nocche di Putin.
V: “Porcac.. di quella lurida infame…”
S: “Su su, che non è niente, quando suonavo sulle navi ne ho prese di mazzate, ma non mi sono mai lamentato, non sono mica un comunista io”
V: “Noi russi siamo amici degli americani, e non ci sarà mai più una guerra fredda”
S: “Si cribbio, si, così mi piacete e ora a lavarvi le mani e poi a tavola, e visto che siete stati bravi vi farò anche vedere la televisione dopo cena…..”

Il Presidente pacere

Una mattina di ordinaria follia

Ormai le incredibili immagini della bimba di cinque anni ammanettata, hanno fatto il giro di tutto il mondo. E’ incredibile come nella nazione che pretende di insegnare ed esportare la democrazia in tutto il mondo, non si sappia neanche gestire una bambina di 5 anni. Però come al solito i fatti sono stati falsati da questa stampa comunista e antiamericana, e noi (io e i miei cavalli) vogliamo levarci sopra il coro di voci uniformate raccontando tutta la verità.

St. Petersburg (Florida) è una tranquilla mattina di marzo, almeno così sembra, quello che nessuno sà è che una provocatrice di 5 anni si è infiltrata nel locale asilo.

Ad un segnale convenuto la provocatrice inizia a dare in escandescenze, si agita, strilla, non si vuole calmare, il piano della piccola Jaisha è chiaro: sovvertire l’ordine costituito portare il caos, distruggere la democrazia. Quello che la piccola non sa, è che il personale dell’asilo è composto da professionisti preparati e pronti ad affrontare ogni evenenzia.

In men che non si dica la maestra tira fuori il suo manuanle How to affront a little Anarchic provocator e attacca con la controguerriglia psicologica, ma qui la maestra commette il primo fatale errore “If you don’t smett of make capricc I call Threemountain” (hiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii) ” and gli facc amministrar your benis of famili whit his creative finanz” dice con piglio autoritario.

Ma la sola parola Tremonti (hiiiiiiiiiiiiiiiiiii) getta la piccola nel terrore più totale, e invece di calmarla la fa agitare ancora di più, la piccola sale sui tavoli, prega, si strappa i capelli, ma si fa coraggio e replica con “and I call Ridge that give to him a mascellat and leave it secc and dur”.

La maestra sconvolta dalle fini tattiche di guerrirglia della piccola replica con “and I call village people”, la bambina “and I call goldrake” e la maestra “and I call the Police”. Il bidello terrorizzato dalla ferocia della bimba, e non capendo che si tratta di guerriglia psicologica, reagisce fulmineo all’ordine della maestra e chiama davvero la Polizia, grazie ad un nostro contatto nel dipartimento di Petersburg abbiamo la registrazione della telefonata:

Bidello (B): “Hello this asilo, help us, there is a little anarchic provocatric, help us please, we trust in god, but she is the devil”
Polizziotto (P): “Oh my god, a little provocatric, how many years the little provocatric?”
B: “five, she is a monster, incredible force, she distrugg evrything, please help us”
P: “Five Years, five years? Whe don’t have abbastanz police man to affront her, the special squad is out for a furt of apple in a supermarket”
B: “Please help us she kill us, if you don’t vien”
P: “Ok I can mand you only three police man, I hope che bastin”

I tre poliziotti si preparano con la morte nel cuore, telefonano alle loro famiglie, consapevoli che quella potrebbe essere la loro ultima missione, hanno avuto solo la sfortuna di essere gli unici disponibili in quel momento, e forse pagheranno questo con la vita.

La macchina della polizia parte dal distretto lasciando sull’asfalto tracce di pneumatico, e nelle orecchie degli agenti che rimangono lo stridore della sgommata, nessuno riesce ad alleggerire il cuore dal presagio che quella, molto probabilmente, sarà l’ultimo volta che hanno visto i tre sfortunati colleghi.

Intanto allo scuola la piccola provocatrice ha preso a parlare lingue sconosciute, qualcuno giura di averle visto indossare una cintura da kamikaze, altri gli hanno visto spuntare delle corna e degli zoccoli caprini. La madre non può andarla a prendere e l’asilo è ormai in balia del piccolo demonio.

Nel caos totale una mente si illumina e si ode un grido “we can call FBI and tell that mandin Mulder e Scully, they saprann what to do”. Il bidello si precipita di nuovo verso il telefono, sta componendo il numero, quando l’auto della polizia arriva sgommando sul pratino davanti all’asilo travolgendo aiuole, fiori e un gatto che si stava trastullando al sole.

L’auto non si è ancora fermata che i tre poliziotti rotolano fuori dalle portiere spalancate scaricando le loro armi contro la facciata della scuola. Poi uno abbatte la porta di ingresso e si precipita dentro seguito dagli altri, il bidello, vivo per miracolo, argomenta “but the door was open, and the little agitatric is in other ala of the edific” gli risponde il più alto in grado “calm man, this are the new regols of engage: before spar and then ask chi è, we have use it whit success anche in iraq”.

I tre guidati dal bidello arrivano nella stanza incriminata dove assistono ad uno spettacolo agghiacciante, la piccola anarchica sta lievitando a mezz’aria con la testa girata sulle spalle, e vomita liquido verde sulle povere maestre inerti.

I tre agenti non si scoraggiano e tentano l’assalto con i gas lacrimogeni, ma il piccolo demone, addestrata con anni di power ranger e conoscendo gli insegnamenti occulti del grande puffo, si difende a colpi di kung fu e incantesimi. I tre sbirri riescono ad evitare un incantesimo che trasforma maestra e bidello in porci, ma non riescono ad evitare un fendente che rompe un braccio ad uno dei tre.

Sgomenti e dopo averle provate tutte i tre decidono di ricorrere all’arma estrema, il sergente tira fuori il manuale How to affront a little Anarchic provocator and arrest it (è lo stesso autore di quello che hanno le maestre) e con l’aiuto delle forze del bene e di ghandalf il grigio riescono a bloccare la piccola belva e ad ammanettarla.

La provocatrice piange, urla si agita, adesso la voce è di nuovo quella di una bambina di 5 anni, terrorizzata perché tre poliziotti la stanno ammanettando, in fondo lei voleva solo la mamma. Per fortuna i poliziotti, tutta gente con esperienza e preparata, sanno che è solo un trucco del demonio per impietosirli e non si fanno fregare.

Un grido di sollievo si leva fra gli insegnanti presenti, un lungo applauso e i grugniti di soddisfazione della maestra e del bidello accompagnano l’uscita del piccolo mostro dalla scuola. Gli agenti la caricano in macchina ammanettata sul sedile posteriore, daltronde per un criminale di tale risma il trattamento è stato anche troppo gentile….

E voi dopo tutto questo vorreste anche che i poliziotti e la maestra venissero puniti come meritano? E magari vorreste anche che si cercasse di infilare in quelle agili menti che per calmare una bambina di 5 anni, ci sono altri modi che farla arrestare e ammanettare?

Magari verrà messa su una commissione di inchiesta alla quale potranno prendere parte anche i genitori della piccola, che alla fine stabilirà che è solo colpa sua se è stata ammanettata, se si fosse comportata bene non ce ne sarebbe stato bisogno.

Una mattina di ordinaria follia