30 Vasche

Ultimamente mi sono reso conto che il mio fisico da sviluppatore è tornato a fare sfoggio di se. La mia tartaruga, che tengo al caldo sotto un abbondante strato di adipe perché non si sciupi, oramai non da più segni di vita, molto probabilmente i miei addominali devono essersi suicidati per la solitudine.

Si sa che un pigiapippoli non fa una vita movimentata, tutto il giorno a sedé davanti ad un computer non aiuta certo lo sviluppo fisico, al limite uno si rincoglionisce, perde i capelli, gli si abbassa la vista, gli crescono i peli sulle mani, ora che ci penso sono gli stessi sintomi che accusa chi si fa le seghe. Perciò si potrebbe quasi dire che la programmazione è una sorta di atto masturbatorio, senza però la parte divertente che da il mantrugiamento del pipi.

Ecco perché mi sono deciso a ricominciare ad andare in piscina, ebbene si, questo è già il secondo sabato che affronto l’impresa ardua di rimittere in attività i miei muscoli, approfittando del fatto che ci porto il mi figliolo. E così anche oggi mi sono preparato con il mio costumino, la cuffia e gli occhialini e ho deciso di affrontare l’erculea fatica.

Per non uccidermi subito ho deciso di partire piano, dosando le forze, bracciate misurate e non troppo veloci, e infatti per le prime sei vasche non ho avuto problemi, alla virata per la settima è arrivato improvviso il collasso psico fisico ed ho iniziato ad annaspare. Le braccia si sono fatte pesanti come piombo e l’acqua densa come miele, non ce la facevo più stavo quasi per abbandonare quando mi è apparsa la visione del sergente di Full Metal Jacket che mi gridava contro, solo che invece della sua faccia aveva quella di Brunetta.

“Muoviti scansafatiche, ti rimetto in riga io, niente fannulloni nella mia piscina, forza, forza, forza, muovi quel culo di piombo o ti faccio licenziare….”

Sentivo che stavo per perdere i sensi, ma non potevo mollare, la faccia arrabbiata di Brunetta mi faceva ancora più paura dell’infarto imminente. Allora ho continuato a nuotare stringendo i denti, con la voce del sergente Brunetta nella testa, e così sono arrivato alle dieci vasche. Stavo pensando di fare una pausa per riprendere fiato quando ho sentito una nuova voce che mi diceva che andava tutto bene, e che la crisi non esisteva, era Silvietto:

“Caro compagno non farti ingannare dagli allarmi lanciati dal tuo sistema circolatorio sovversivo, non esiste nessuna crisi tu ce la puoi fare, cribbio! Devi credere nelle tue possibilità, devi credere nella forza dell’amore come ci credo io, guardami io seguo il mio amore per Georgino e anche tu devi seguirlo”

A questo punto mi si è materializzata davanti agli occhi la scena apocalittica di Silvietto e Georgino che si amavano carnalmente, e allora la paura ha preso il sopravvento sulla stanchezza e sull’imminente blocco del sistema cardiocircolatorio, così bracciata dopo bracciata sono riuscito ad arrivare all’incredibile, per me dopo mesi di inattività, cifra di trenta vasche percorse.

Quando sono uscito dall’acqua per un attimo mi è sembrato di vederli tutti a bordo vasca che sorridevano e mi davano appuntamento alla prossima settimana…

30 Vasche

Mancanza di ossigeno

E’ da un po di tempo che riesco ad andare in piscina con una certa costanza, l’idea iniziale era quella di riuscire a dare fondo alle mie riserve naturali di grasso accumulate nelle lonze e in altre parti del corpo. Chiaramente questo obiettivo è miseramente fallito, ho scoperto però un’altro effetto collaterale molto interessante: la mancanza di ossigeno al cervello.

Di solito intorno alla ventesima vasca inizio ad avere delle visioni, mi sento in sintonia con il mondo, e la mia mente inizia a volare leggera. L’incantesimo si rompe quando i bagnini mi ripescano e iniziano le manovre di rianimazione.
L’altro giorno in uno dei miei deliri mistici ho sentito una voce e voglio condividere con il mondo quello che mi ha detto:

Voce: “Povero piccolo essere, mi fai quasi pena, non vedi quanto sei ridicolo, patetico, tu e tutti gli altri intorno in te. Siete solo cani alla catena, girate, girate, girate, fino a che il solco è così profondo che non riuscite più ad uscirne”

Io: “Non è vero forse un tempo era così..” glub (ricca sorsata di acqua purificata al cloro) “ma adesso è diverso, siamo liberi, possiamo scegliere, forse in altri paesi è così, ma non qui, non adesso”

Voce: “E’ bello vedere che in fondo ci sono ancora delle persone che ci credono, ti voglio spiegare una cosa: supponi di avere un cane, magari un cane un po irrequieto, per fargli capire che sei tu il padrone decidi di legarlo alla catena, questo però lo fa innervosire ancora di più.
Allora provi a renderlo docile negandogli il cibo, ma anche questo lo fa innevorsire di più. Tanto più accorci la catena e tanto più lui tira, si ribella, si danna l’anima e alla prima occasione puoi star certo che ti salterà alla gola.

Supponi adesso di cambiare strategia, invece di accorciare la catena inizi ad allungarla, sempre di più, sempre di più, fino a permettergli di raggiungere ogni angolo del recinto in cui si trova. Alla fine vedrai che il cane non proverà più a tirare, si dimenticherà addirittura di avere una catena, e anche se continuerà a muoversi per tutta la sua vita all’interno di un recinto con la catena al collo sarà un cane felice….”

“…..1001, 1002, 1003, 1004, libera, eccolo, sta riaprendo gli occhi, vai a dire al bigliettaio che se la prossima volta lo fa passare poi viene lui a fargli la respirazione bocca a bocca”

Mancanza di ossigeno