Fantozzi? Un inguaribile ottimista

O forse dovrei dire Luciano Salce, ma siccome tutti conoscono Fantozzi allora uso il personaggio. Si perché i primi due Fantozzi sono geniali, una satira dissacrante del servilismo e delle cattive abitudini del popolo italico. Quello che però Salce non sa, essendo morto nell’89, è che neanche nelle sue peggiori previsioni avrebbe potuto immaginare a che punto saremmo arrivati.

Le cronache di questi giorni, di queste settimane, di questi mesi, sono così piene di esempi che c’è solo l’imbarazzo della scelta, però per non fare il solito comunista che parla male dei politici ho deciso di interessarmi solo di quello che tocca la mia sfera personale.

E iniziamo perciò con le FFSS le nostre gloriose ferrovie dello stato, ricordo con angoscia il periodo intorno al 2002-2003 quando pendolarizzavo fra Pavia e Milano, i disservizi, i ritardi, il riscaldamento acceso d’estate e l’aria condizionata d’inverno, i guasti al materiale rotabile, ma cosa cazzo è il materiale rotabile? Le rote? Le rotaie? come a dire che il Treno ha forato?

Ma veniamo ai giorni nostri, all’attualità a quello che posso vedere, al quotidiano pendolare fra Piacenza e Milano ormai routine di tutti i giorni dallo scorso 8 settembre. Naturalmente rispetto a cinque anni fa non è cambiata una bella sega, però a sostituire i guasti al materiale rotabile adesso c’è l’allegra vocetta che ti informa di quanto siano addolorate le FFSS del ritardo e di quanto si scusino per il disagio.

In quasi un mese di viaggio la volta che è andata meglio il treno è arrivato con 6 minuti di ritardo, ed è stato bello perché c’era gente che piangeva, che urlava dalla gioia, si abbracciava, sembrava quasi di essere ad una finale dei mondiali vinta dall’Italia.

E adesso arrivo al punto, al caso particolare a quello che mi ha visto spettatore passivo dell’ennesima cazzata o disservizio delle FFSS a scapito di poveri pendolari, e per questo devo riallacciarmi al post precedente. Si quello degli occhiali da sole.
Dopo essere uscito dal lavoro ho preso il locale che arriva fino a Piacenza, avendo perso per pochi minuti quello che arriva a Parma e che prendo di solito.

Prima di continuare è di fondamentale importanza dire che il treno in questione è uno di quei locali sfigati con le porte a soffietto che non hanno la maniglia di apertura.

Erano le 6 e mezzo, forse anche 6 e 40 quando è partito, naturalmente io c’avevo gli occhiali da sole perché volevo finire di leggere uno dei tanti libri che mi tengono compagnia durante il viaggio. Fortunatamente sulla carrozza c’erano le luci accese e nonostante gli occhiali da sole ci vedevo bene.

Come il treno ha cominciato a muoversi si sono spente tutte le luci tranne una, e visto che il sole stava iniziando a calare, e che io avevo gli occhiali da sole, la lettura ha iniziato a diventare difficoltosa. Nonostante le condizione avverse, però, non mi sono lasciato scoraggiare ed ho continuato a leggere.

Tutto è andato più o meno bene fino a quando non siamo arrivati nei pressi di Codogno e all’improvviso si è spenta l’unica luce rimasta accesa e siamo piombati nel buio. Dopo una veloce occhiata mi sono reso conto che anche i vagoni vicini erano senza luce. Arrivati a Codogno l’ultima persona che divideva con me il vagone è scesa e mi sono ritrovato solo.

E così eccomi li, solo, al buio e con gli occhiali da sole! Proprio una bella giornata di merda, ci manca solo che arrivi qualche brutto ceffo mi riempia di botte e mi porti via tutto, questo ed altri foschi pensieri si accavallavano nella mia mente, quando sento arrivare diverse persone a corsa, eccoci! Ci siamo! Sono del gatto.

Fortunatamente il gruppetto di scalmanati non ce l’aveva con me, ma con le mitiche FFSS, i poveretti, infatti, erano due o tre vagoni più su del mio e dovevano scendere a Codogno solo che quando il treno si è fermato le porte non si sono aperte, loro si sono messi a correre in cerca di una porta da cui scendere ma il treno è stato più veloce a ripartire.

In conclusione i 6 disgraziati sono stati trasportati fino a Piacenza, rallegrati dal fatto che il buon capo treno li ha assicurati che le FFSS non gli avrebbero fatto pagare il biglietto da Piacenza a Codogno (che signori).

Quasi dimenticavo, il treno è giunto in stazione con ben 15 minuti di ritardo: Ci scusiamo per il disagio…

Fantozzi? Un inguaribile ottimista

Popolo di servi

E’ inutile abbiamo il DNA di Fantozzi, quello che ci accomuna, il tratto distintivo è che siamo un popolo di servi.

Non importa se sei un operaio, un impiegato o il presidente della rai, hai sempre qualcuno a cui leccare il culo e lo fai senza vergogna senza ritegno.

L’altro giorno ho ascoltato l’intercettazione di Saccà con Silvietto, la telefonata in se oramai non dovrebbe scandalizzare più nessuno, è la solita marchetta, il potente di turno che deve piazzare l’amica o l’amica dell’amico o l’amico dell’amica di un amico dell’amica, insomma niente di nuovo sotto il sole.

Quello che mi ha colpito è stato il livello di leccaculismo del povero Agostino. Ora io capisco che debba ossequiare Silvietto e cantarne le lodi al mondo intero, ma a tutto c’è un limite, dai Agostino un minimo di dignità in fondo è Silvietto che ti sta chiedendo un favore, dai una leccatina e via senza fargli un servizio completo.

Magari la sua intenzione iniziale era quella, poi però l’istinto ha preso il sopravvento o ha perso il controllo sulla lingua, o forse leccare da dipendenza, magari uno inizia così poco poco, dicendosi: “tanto posso smettere quando voglio”, ma poi la leccatina di sfuggita e furtiva si trasforma in leccata evidente, all’inizio magari un po ti vergogni ma poi ti passa e alla fine diventa vizio.

Peccato che come ogni vizio anche questo abbia i suoi effetti collaterali, quello peggiore è lo sfogo da astinenza su quelli che non si possono difendere, o forse è solo un modo per togliersi il sapore di merda dalla bocca. Prima dai una bella ripassata al culo del presidente, del primario, del capo, dell’amico che ce l’ha fatta mentre te sei rimasto una nullità e dopo te la rifai con il tuo segretario, con gli specializzandi con i tuoi inferiori o con i tuoi figli.

Fa sempre bene espellere le tossine maltrattando qualcuno, specialmente se questo non si può difendere e subisce in silenzio. Eh si non c’è che dire con questa gente nei posti di comando siamo proprio messi bene, ormai forse una delle poche consolazioni che ci rimangono è quella di sapere che anche uno come Silvietto a volte deve darci di lingua.

Magari loro leccheranno culi di presidenti, di capi di stato, di grandi statisti, però alla fine non importa quanto nobile sia il culo da leccare, quello che ti rimane in bocca dopo è il solito retrogusto di merda…

Popolo di servi